Agnese Galeffi

Agnese Galeffi nel 2023

Agnese Galeffi (Roma, 31 agosto 1974 – Roma, 24 settembre 2025) è stata una bibliotecaria e ricercatrice di biblioteconomia italiana.

Figura di riferimento nel panorama della ricerca biblioteconomica nazionale e internazionale, ha contribuito in modo determinante alla riflessione teorica e alla pratica sulla catalogazione.

Biografia

Formazione

Dopo la maturità classica, si laurea in Lettere (Storia della critica letteraria) nel 1997 all'Università di Roma La Sapienza, consegue il diploma presso la Scuola vaticana di biblioteconomia nel medesimo anno e nel 2001 consegue anche il diploma di specializzazione (Bibliotecario) presso la Scuola speciale per archivisti e bibliotecari dell'Università di Roma La Sapienza. Infine, nel 2007 ottiene il titolo di Dottore di ricerca in Scienze Bibliografiche, archivistiche, documentarie e per la conservazione e restauro dei beni librari e archivistici presso l'Università degli Studi di Udine con un progetto di ricerca dal titolo L'eredità di Luberzky nei sistemi bibliografici del 21. secolo (tutor Mauro Guerrini, co-tutor Maria Teresa Biagetti).

Attività professionale

Dal 2007 al 2017 è stata docente di Teoria e Tecnica della Catalogazione e Classificazione presso la Scuola Vaticana di Biblioteconomia e ha contribuito a numerosi corsi e seminari organizzati dall'Associazione Italiana Biblioteche (AIB) e da altre associazioni del settore.

Ha tenuto corsi di biblioteconomia presso l’Università di Pavia partecipando attivamente a progetti di ricerca e sviluppo per la Regione Lombardia. È stata consulente della BEIC per il controllo bibliografico e la biblioteca digitale. Docente e referente per URBE (Unione romana biblioteche ecclesiatiche), in occasione del passaggio da Anglo-American Cataloguing Rules AARC2 a RDA.

Dal 2000 al 2007 ha lavorato alla Biblioteca di scienze sociali dell'Università di Firenze. Dal 2018 ha ricoperto il ruolo di Responsabile del Catalogo e del Polo SBN RMS presso il Sistema Bibliotecario dell’Università La Sapienza di Roma.

Altre attività scientifiche e culturali

"È stata tra le poche bibliotecarie e tra i pochi bibliotecari italiani protagonisti sulla scena internazionale, in particolare nei congressi e negli incontri IFLA".

È stata delegata italiana nella Cataloguing Section dell’IFLA (2011-2015 e 2015-2019), componente dello Standing Committee e dell’ISBD Review Group, editor della Dichiarazione del 2016. Ha collaborato con Dorothy McGarry all’aggiornamento dei Principi Internazionali di Catalogazione (ICP) anche nel 2017 (e con una precisazione); ha lavorato con Elena Escolano Rodríguez e Massimo Gentili Tedeschi alla nuova versione di ISBD.

Dal 2013 è stata responsabile editoriale per la traduzione della Classificazione decimale Dewey ed. 23.

La sua attenzione nei confronti dell’accessibilità e dell’accoglienza nelle biblioteche si è manifestata nell’adesione all’IFLA Accessibility Metadata Network fin dai primi giorni della istituzione di questo gruppo di lavoro internazionale nel 2024.

Componente del comitato scientifico delle riviste AIB studi e JLIS.it.

È stata membro della Commissione per il mantenimento, l’aggiornamento e la diffusione delle REICAT; inoltre è stata membro del Gruppo di lavoro per l’Authority file di SBN Nomi presso l’ICCU.

Dal 2011 al 2014 ha fatto parte del Comitato esecutivo regionale (CER) della sezione Lazio dell’AIB (Associazione Italiana Biblioteche). Ha preso parte anche al Gruppo AIB nazionale di studio Catalogazione, indicizzazione, linked opendata e web semantico (CILW) e del Gruppo di studio AIB sull’inclusione.

Ottima conoscitrice della lingua inglese, ha curato la traduzione di diverse importanti pubblicazioni professionali; ha seguito ad esempio la traduzione e l’adattamento dello standard Resource Description and Access RDA in Italia.

Ha preso parte in qualità di attrice ad alcuni spettacoli curati da Frediano Properzi (Compagnia Teatrale L'Ombelicolo di Roma) . .

Vita privata

Nel 2014 ha sposato lo scrittore e velista Marco Di Gilio.

Campi di ricerca

Agnese Galeffi ha contribuito in maniera significativa alla diffusione in Italia del pensiero di Seymour Lubetzky, uno dei più importanti teorici della catalogazione del XX secolo. Lo studioso di origine bielorussa trasformò la catalogazione, riportandola ai suoi principi logici e all’attenzione per l’utente. Il suo lavoro ha influenzato radicalmente AACR, AACR2, ISBD, FRBR e, più indirettamente, anche RDA. Per Lubetzky, il catalogo è un sistema logico fondato sull’opera, progettato per aiutare l’utente a trovare e riconoscere le relazioni tra contenuti, non una raccolta caotica di descrizioni di libri. Galeffi proprio in occasione della sua tesi di specializzazione alla SSAB andò a trovare Lubetzky nella sua casa di Los Angeles e in quel viaggio scoprì 15 manoscritti inediti del maestro.

Agnese Galeffi considera il catalogo non un semplice insieme di record descrittivi ma una rete sindetica che deve rappresentare le relazioni tra opere, espressioni, manifestazioni, autori e permettere al lettore di orientarsi in un insieme strutturato di conoscenze. È un'idea coerente con la svolta concettuale introdotta da FRBR e poi da LRM, che lei valorizza come strumenti per dare senso al catalogo.

Agnese Galeffi è una delle studiose italiane - unitamente all'amica e collega Lucia Sardo - che più hanno riflettuto sul significato concettuale dei modelli come FRBR e, più tardi, IFLA LRM. Il suo approccio si concentra sulle implicazioni dei modelli per la struttura del catalogo e per il ruolo del catalogatore. FRBR non nasce dal nulla, anzi formalizza un percorso già aperto dalla catalogazione teorica del Novecento: Galeffi legge FRBR come evoluzione coerente del pensiero di Lubetzky (centralità dell’opera) e di Elaine Svenonius (relazioni e controlli di autorità).

Riconosce in FRBR il merito fondamentale di riportare al centro l’opera (Work) e le relazioni tra entità invece che limitarsi alla descrizione fisica dei documenti. Il passaggio più rivoluzionario introdotto da FRBR è la formalizzazione delle relazioni tra opere, espressioni, autori, soggetti, edizioni, adattamenti. Questa prospettiva è al centro della sua idea di catalogo come sistema di conoscenza.

La studiosa sottolinea la centralità dell'utente: il catalogo deve essere comprensibile per l’utente reale, non costruito solo per esigenze interne della biblioteca. Il catalogatore nel suo lavoro quotidiano deve chiedersi: cosa permetto all’utente di scoprire?, che esperienza di navigazione sto costruendo?. Questo apprrocio sposta il lavoro catalografico dalla mera codifica alla mediazione culturale. Il catalogatore non è un tecnico che applica regole meccaniche bensì un professionista capace di interpretare il documento e collocarlo nella rete informativa. La catalogazione è un atto critico che richiede conoscenza, decisioni e responsabilità concettuale. Il catalogatore diventa quindi garante della coerenza interna del catalogo, mantenuta tramite l'uniformità degli accessi, scelte terminologiche stabili, relazioni espresse in modo chiaro e consistente. Un catalogo incoerente “parla lingue diverse” e ostacola la scoperta.

Centrale è l’idea che il catalogo sia un modello del mondo della conoscenza, debba rappresentare opere e autori nella loro evoluzione culturale e offrire percorsi per attraversare questa complessità. Il catalogo è sempre e comunque un prodotto storico che riflette le scelte culturali del suo tempo, sedimenta stratificazioni e deve essere compreso criticamente per evolvere senza perdere memoria.

Opere (selezione)

Traduzioni

Note

  1. ↑ Silvano da Venafro commentatore di Petrarca, tesi in storia della critica letteraria; relatore: R. Pettinelli Alhaique, A.A. 1996-97
  2. ↑ Mauro Guerrini, Agnese Galeffi in Biblioteche Oggi, 2025, p. 6
  3. ↑ Si veda lo spettacolo LABIRINTO. Percorso nelle passioni, regia di Frediano Properzi e Michela Francescangeli, 2015. Con Agnese Galeffi, A. Barberi, C. Gneo, D. Da Corsi, G. Coppi, L. Masi, M. De Bella, M. Massa, M. Prinzivalli, P. Licenziato, T. Sechi De Murtas.
  4. ↑ Mauro Guerrini, Agnese Galeffi in Biblioteche Oggi, 2025, p. 5

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