Agontano

L'agontano o grosso agontano è stata una moneta del libero comune di Ancona durante il basso medioevo, nel XIII e nel XIV secolo. Era un grosso d'argento con lega di 965 millesimi ed aveva il diametro di 18-22 millimetri e il peso di 2,04-2,42 grammi. Il valore era di un soldo.

Origine

PP.SQVIRIACVS in cerchio. San Ciriaco. DE ANCONA in cerchio. Croce patente

Le prime notizie sulla monetazione di Ancona medievale sono del XII secolo. La città iniziò a battere moneta non per concessione imperiale o papale, bensì per decisione autonoma. Secondo alcune tradizioni la città batteva moneta su concessione dell'Impero bizantino, in seguito alla fedeltà dimostrata durante l'assedio del 1173, ma la notizia è tarda e non supportata da fonti. La moneta, detta anche "grosso agontano", ebbe un grande successo e fu imitata in tutte le Marche ed anche in Emilia-Romagna, Toscana, Lazio ed Abruzzo. Zecche che emisero imitazioni furono ad esempio quelle di Ascoli, Atri, Bologna, Camerino, Chieti, Civitaducale, Massa Marittima, Ravenna, Rimini, Volterra, Pesaro, Ferrara.

Agontano aureo

Meno conosciuto di quello in argento, esistette anche l'agontano in oro; chiamato anche ducato, se ne ha notizia da documenti del sec. XIV, ma gli esemplari a noi conservati sono del periodo a cavallo tra il XVI e il XV secolo. Fu emesso durante i pontificati di Paolo II, Sisto IV, Innocenzo VIII, Alessandro VI, Giulio II, Leone X, Adriano VI.

Aspetto

Sul dritto l'agontano presenta una croce patente racchiusa da un cerchio intorno al quale è la scritta DE ANCONA. Sul rovescio è rappresentato San Ciriaco, protettore della città, in abiti da vescovo greco, con pastorale e in gesto di benedire; intorno ad esso è la scritta P.P.S.QUIRIACUS. La testa del santo con l'aureola e le gambe interrompono il cerchio che racchiude il resto del corpo.

L'abbreviazione PPS Quiriacus è interpretata Perpetuus Patronus Sanctus Quiriacus, ma c'è stato anche chi ha letto Sanctus Quiriacus Papa de Ancona (iniziando a leggere dalla lettera S)

Per i seguenti caratteri si distingue dalle altre monete emesse dalla zecca anconitana.

Note

  1. ↑ Marco Dubbini e Giancarlo Mancinelli Storia delle monete di Ancona, edizioni Il lavoro editoriale, Ancona 2009, ISBN 978-88-7663-451-2
  2. ↑ La tradizione è riportata e smentita in: Marco Dubbini e Giancarlo Mancinelli Storia delle monete di Ancona, edizioni Il lavoro editoriale, Ancona 2009, ISBN 978-88-7663-451-2
  3. ↑ Massimo Sozzi, L'Agontano di Massa di Maremma, in "L'Agontano. Una moneta d'argento per l'Italia medievale", a cura di Lucia Travaini, Atti del Convegno di Trevi, 11-12 ottobre 2001, Perugia, Centro Stampa della Regione Umbria, 2003, pp. 111-140.
  4. 1 2 Voce sull'agontano nell'Enciclopedia Treccani, su treccani.it.
  5. ↑ Voce Agontano sull'enciclopedia Sapere.it, su sapere.it.
  6. ↑ Ducato aureo emesso dalla zecca di Ancona nel XV secolo, su numismatica-italiana.lamoneta.it. URL consultato il 29 aprile 2013 (archiviato dall'url originale il 16 aprile 2010).
  7. ↑ Istituto Giovanni Treccani, Roma Enciclopedia italiana di scienze, lettere ed arti Volume 3 edizione 1959 pagina 159
  8. ↑ Pietro Valvasense, Francesco Caraffa, Memorie per servire all'istoria letteraria, Pietro Valvasense, 1756 (google libri, vedi alla pagina 41
  9. ↑ Vedi la pagina Grosso Agontano, ove si trovano anche delle ottime immagini dell'agontano

Bibliografia

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