L'ailurofobia o elurofobia (dal greco αἴλουρος ailouros "gatto" e φοβία phobia "paura") è la paura persistente ed eccessiva dei gatti.
È una fobia relativamente rara rispetto ad altre forme di zoofobia, come l'ofidiofobia o l'aracnofobia. Tuttavia, la persona che soffre di ailurofobia ha paura della vicinanza dei gatti, anche quando ci sono esemplari inoffensivi o amichevoli. Questa paura può anche impedire all'ailurofobo di svolgere determinate attività, come visitare le case degli amici, per paura di incontrare un gatto. Talvolta l'ailurofobo associa inconsciamente il gatto al soprannaturale (infatti a volte questa si limita ai gatti neri, che nel Medioevo erano associati alle streghe e al demonio).
Sebbene la causa esatta di questa fobia sia sconosciuta, coloro che ne soffrono spesso la collegano ad un incidente traumatico con i gatti durante la prima infanzia: il bambino, infatti, vista la tenera età, una volta graffiato da un gatto, può esserne toccato sensibilmente e portarsi questa paura anche nella maturità psicologica. Un'altra causa può essere stata un'esperienza negativa con un grande felino (un leone, una tigre, un leopardo, ecc.) che di riflesso causa la paura dei gatti perché somiglianti.
È opinione diffusa che i migliori trattamenti per l'ailurofobia siano l'ipnositerapia e la terapia cognitivo-comportamentale. Quest'ultima viene condotta esponendo sistematicamente un paziente a stimoli che inducono paura in maniera crescente, progredendo solo quando il paziente si sente a suo agio con lo stimolo precedente.
Nei cartoni animati e nei fumetti giapponesi, alcuni personaggi appaiono afflitti da questa forma di fobia.