Akram Zaatari (Sidone, 1966) è un regista, fotografo, artista archivista e curatore d'artelibanese; nel 1997 ha cofondato l’Arab Image Foundation insieme ai fotografi Fouad Elkoury e Samer Mohdad. Il suo lavoro si basa in gran parte sulla raccolta, lo studio e l’archiviazione della storia fotografica del mondo arabo. Zaatari è stato selezionato per rappresentare il Libano alla Biennale di Venezia del 2013 da Sam Bardaouil e Till Fellrath, curatori del Padiglione libanese..
Si è dedicato allo studio di tematiche relative al Libano del dopoguerra. Indaga il modo in cui la televisione trasmette i conflitti territoriali e le guerre, ed è particolarmente interessato alla logica dei movimenti di resistenza religiosi e nazionali, nonché alla circolazione e alla produzione di immagini nel contesto dell’attuale divisione geografica del Medio Oriente. Le sue opere sono state ampiamente esposte in tutto il mondo in occasione di biennali e in sedi quali il Centro Georges Pompidou e fanno parte delle collezioni permanenti di musei quali la Tate Modern e il Thyssen Bornemisza Contemporary.
Filmografia
Majnounak (Pazzo di te), 1997
Red Chewing Gum, 2000
Her + Him VAN LEO, 2001
How I love you, 2001
This Day (quel giorno), 2003
In this house, 2005
Tomorrow Everything Will Be Alright, 2010
On Photography People and Modern Times, 2010
Letter to a Refusing Pilot, 2013
Premi
Gran Premio della 17ª edizione del Festival Internazionale d’Arte Contemporanea SESC_Videobrasil di San Paolo (2011)
Across Boundaries. Focus sulla fotografia libanese, a cura di Tarek Nahas, Beirut Art Fair 2018
Nel 2023, Akram Zaatari ha partecipato alla BIENALSUR (Biennale Internazionale d'Arte Contemporanea del Sud), presentando le sue opere nella mostra Modos de desvanecimiento presso il Museo Sursock di Beirut, in Libano.
Note
12(EN) Galerie Sfeir Semler, su sfeir-semler.de, Galerie Sfeir Semler. URL consultato il 20 gennaio 2012 (archiviato dall'url originale il 28 marzo 2012).
↑(EN) Akram Zaatari represents Lebanon at Venice., su biennialfoundation.org, Biennial Foundation, 20 ottobre 2012. URL consultato il 18 ottobre 2012 (archiviato dall'url originale il 30 aprile 2013).
↑(FR) Centre Pompidou – Akram Zaatari, su centrepompidou.fr, Centre Pompidou, 2007. URL consultato il 20 gennaio 2012 (archiviato dall'url originale il 12 maggio 2010).
↑(EN) Thyssen-Bornemisza Art Contemporary, su tba21.org, Thyssen-Bornemisza Art Contemporary. URL consultato il 20 gennaio 2012 (archiviato dall'url originale il 1º novembre 2012).
(EN) Universes in Universe - Gerhard Haupt & Pat Binder, Akram Zaatari at Universes in Universe, su universes-in-universe.org. URL consultato il 20 ottobre 2026 (archiviato dall'url originale il 24 settembre 2013).
(EN) Akram Zaatari, su IMDb, IMDb.com. URL consultato il 20 ottobre 2026.