Al veglione è una novella di Giovanni Verga pubblicata per la prima volta nel 1883 all’interno della raccolta Per le vie.
La narrazione si svolge durante un veglione di Carnevale in un teatro e segue le vicende di Pinella, un cameriere povero che, mentre porta delle bottiglie di champagne nel palco di una contessa, osserva dall’esterno la festa dei ricchi. Attraverso il personaggio di Pinella, la novella mette in scena il contrasto tra l’ambiente mondano frequentato dall’alta società e la condizione dei ceti popolari che vivono nella miseria.
La novella Al veglione è l’unica della raccolta ad essere stata pubblicata per la prima volta in volume; forse è proprio questa novella quella inedita promessa da Verga in una lettera a Emilio Treves del 24 marzo 1882:
Della novella esiste un solo manoscritto A, chiamato “catanese” (B.U.C., Ms. U. 239.270). Quest’ultimo è costituito da un doppio foglio protocollo a righe (formato cm. 21x31), che è contenuto all’interno di un doppio foglio protocollo a righe di formato più piccolo (circa cm. 21x28,5): sulla prima pagina al centro è vergata la scritta Al veglione, non autografa; le quattro facciate sono numerate da 1 a 4 e si presentano caratterizzate dal solito inchiostro viola utilizzato da Verga. Il manoscritto ci è pervenuto mutilo dell’ultima parte, per questa ragione la novella sembra interrompersi bruscamente.
Solo dopo la prima apparizione in volume (Tr) la novella è stata pubblicata in rivista il 24 febbraio 1884 ("Illustrazione popolare"). «La stampa in rivista discende direttamente da Tr, da cui differisce solo per pochi accidentali. Mancano elementi che indichino se essa fu rivista personalmente da Verga»
La novella è narrata attraverso il punto di vista di Pinella, un cameriere che presta servizio in un teatro durante il veglione di Carnevale. Nel corso della serata il protagonista osserva i nobili e i borghesi presenti nei palchi e in platea, intenti a divertirsi, bere champagne e consumare cibo in abbondanza, mentre i camerieri e i lavoratori del teatro vivono in condizioni economiche precarie.
La vicenda prende avvio dalla decisione di Pinella di attendere che il palco da lui servito si svuoti, nella speranza di recuperare qualche avanzo delle numerose bottiglie ordinate e non consumate. La decisione nasce dal pensiero della propria famiglia, che vive in condizioni di povertà: il salario non è sufficiente e anche la figlia contribuisce alla sopravvivenza quotidiana vendendo paralumi. A rendere la situazione ancora più drammatica interviene la malattia della moglie, aggravata dal freddo patito mentre vendeva caffè nella galleria del teatro. La novella presenta una conclusione aperta e il racconto si interrompe senza una vera risoluzione narrativa, lasciando il destino di Pinella in sospeso. Il manoscritto conservato risulta infatti mutilo della parte finale, circostanza che ha contribuito all’incompletezza del testo tramandato.
Come in altre novelle di Verga, molti personaggi non appaiono accompagnati da biografie e nomi completi, sono delineati rapidamente e si presentano attraverso dialoghi o brevi descrizioni legate all’ambiente del veglione.