| Alberta De Simone | |
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| Presidente della Provincia di Avellino | |
| Durata mandato | 13 giugno 2004 – 8 luglio 2008 |
| Predecessore | Francesco Maselli |
| Successore | Vincenzo Madonna (commissario prefettizio) |
| Deputato della Repubblica Italiana | |
| Durata mandato | 15 aprile 1994 – 27 aprile 2006 |
| Legislatura | XII, XIII, XIV |
| Gruppo parlamentare | XII: Progressisti XIII: PDS/DS-L'Ulivo XIV: DS-L'Ulivo |
| Coalizione | Alleanza dei Progressisti, L'Ulivo |
| Circoscrizione | Campania 2 |
| Collegio | Atripalda |
| Incarichi parlamentari | |
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| Dati generali | |
| Partito politico | Partito Democratico (dal 2007) In precedenza: PCI (fino al 1991) PDS (1991-1998) DS (1998-2007) |
| Titolo di studio | Laurea in lingue e letterature straniere |
| Professione | Docente |
Alberta De Simone (Montella, 8 maggio 1948) è una politica italiana, ex presidente della provincia di Avellino ed ex deputata.
Laureata in Lettere, docente di scuola media superiore. Politicamente impegnata prima con il Partito Comunista Italiano, poi con il Partito Democratico della Sinistra, poi con i Democratici di Sinistra e infine con il PD. Consigliera comunale ad Atripalda fin dagli anni '80, è poi assessora, vicesindaco e sindaco dal gennaio al novembre 1993.
È stata poi deputata alla Camera nella XII, XIII e XIV Legislatura, restando in carica dal 1994 al 2006.
È relatrice della legge 15 febbraio 1996, n. 66 (Norme contro la violenza sessuale), che ha trasformato la violenza sessuale da reato contro la moralità a reato contro la persona.
Nel 2004 è eletta Presidente della Provincia di Avellino (elezioni del 12 e 13 giugno), raccogliendo il 68,1% dei voti in rappresentanza di una coalizione di centrosinistra battendo il candidato di centrodestra Arturo Iannaccone fermo al 31,3%. È inizialmente sostenuta, in Consiglio provinciale, da una maggioranza costituita da: Margherita, DS, UDEUR, SDI, PRC, Comunisti Italiani, Verdi. Dall'estate 2006 il PRC stabilisce il passaggio all'opposizione, dopo la conferma della sua esclusione dalla giunta.
Il 7 luglio 2008 17 consiglieri appartenenti a I Popolari (in contrasto con la decisione della presidente di affidare due assessorati al Partito Democratico) e al centrodestra firmano le dimissioni, sfiduciando di fatto l'ente provinciale. Le dimissioni vengono revocate dal Consiglio di Stato per alcuni vizi di forma, ma l'ente provinciale viene comunque commissariato.
Alle successive elezioni provinciali di Avellino del giugno 2009 viene ricandidata alla presidenza da una coalizione di centro-sinistra, ma si ferma al 36,8% dei voti, venendo sconfitta da Cosimo Sibilia del centro-destra; rimane quindi consigliera provinciale di opposizione fino al 2013.