
Alberto Conejero López (Vilches, 9 luglio 1978) è un drammaturgo spagnolo.
Nativo della provincia di Jaén, ha conseguito la laurea in regia teatrale e drammaturgia presso la RESAD di Madrid e il dottorato in scienza delle religioni presso l'Università Complutense di Madrid. All'estero, le sue opere sono state messe in scena a Buenos Aires, Londra, Montevideo, Mosca e Atene. Dal 2020 al 2023, è stato direttore artistico del Festival de Otoño della comunità di Madrid. Cresciuto artisticamente in seno alla scena teatrale alternativa madrilena, la propria omosessualità è stata un tema ricorrente nelle sue opere più apprezzate, come Cliff (2010), ispirato ad alcuni episodi della vita di Montgomery Clift, e soprattutto La pietra oscura (2015), nel quale ha affrontato il tema della persistenza dell'essere, utilizzando come sfondo la relazione tra Federico García Lorca e il suo ultimo compagno, Rafael Rodríguez Rapún: l'opera ha riscosso un certo successo e gli è valsa più riconoscimenti, tra cui il Premio Max come miglior testo teatrale dell'anno in Spagna, venendo trasposta in un film nel 2026, di cui Conejero ha scritto la sceneggiatura. La memoria storica del lato repubblicano nella guerra civile spagnola è l'altro tema ricorrente della sua poetica, tornando preponderante, oltre a ne La pietra oscura, anche nel seguente I giorni della neve, nel quale drammatizza il diario di Josefina Manresa, vedova del poeta Miguel Hernández, morto nelle prigioni franchiste. Conejero, inoltre, negli anni è stato traduttore e adattatore di vari classici greci o di commediografi del Siglo de Oro.
Le sue opere dal 2010 al 2015 sono state raccolte in un'antologia per i tipi di Antígona, con prefazione di José Sanchis Sinisterra, intitolata Teatro 2010-2015, compresa dell'inedito La melancolía de las jirafas.
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