Alberto Gasco (Napoli, 3 ottobre 1879 – Roma, 10 luglio 1938) è stato un critico musicale, compositore e scrittore italiano.
Nacque a Napoli il 3 ottobre 1879, da Francesco, illustre anatomista e zoologo di origine piemontese, e da Maria Boubée che proveniva da una nota famiglia di musicisti. Indirizzato dal padre allo studio della medicina, si iscrisse invece alla facoltà di giurisprudenza seguendo i corsi sino alla laurea. Contemporaneamente si dedicò agli studi musicali sotto la guida particolarmente dello zio Paolo del quale fu un discepolo. Successivamente si recò a Parigi per perfezionarsi in composizione con Vincent d'Indy.
Sul piano istituzionale delle sue attività ricoprì, per ben venticinque anni, la mansione di funzionario della Corte dei conti. A partire dal 1911 scrisse gli articoli di critica musicale del quotidiano "La Tribuna" di Roma; in precedenza li aveva pubblicati sul giornale d'arte "Il Tirso" e su altri periodici d'arte, «...sempre spiccando per il brio e la straordinaria competenza dei suoi scritti...». Ma, nonostante il brio, fu considerato un critico severo, talvolta pungente. L'11 gennaio 1919 al "Teatro Costanzi" di Roma fu data la prima rappresentazione del "Trittico" di Giacomo Puccini. Su "La Tribuna" il Gasco espresse in proposito le sue impressioni con tono decisamente agrodolce.
Si dedicó anche alla composizione e lo fece con grande cura e interesse, da erudito eclettico qual'era; esordì con il poema lirico in un atto "La leggenda delle sette torri" che fu dato in anteprima a Milano nel 1912 nella versione in lingua tedesca, su libretto di Ottone Schanzer, ispirato a due dipinti di Dante Gabriele Rossetti; l'anno seguente questo lavoro fu rappresentato, in italiano e con discreto successo, al Teatro Costanzi di Roma il 4 marzo 1913, sotto la direzione di Edoardo Vitale, avendo quali protagonisti Giuseppe Taccani e Gilda Dalla Rizza. Sempre per il teatro scrisse un altro poema lirico dal titolo "Astrea", ancora su libretto di Ottone Schanzer però mai pubblicato né rappresentato e "Madonna povertà", un abbozzo che rimase incompiuto.
Poi, abbandonate le ambizioni teatrali, si applicò al genere del poema musicale e, più tardi, del poema sinfonico di influsso straussiano. Cultore appassionato, in gioventù, del dramma musicale wagneriano, rivendicò in età matura la grande tradizione operistica.
Dal 1918 fu accademico dell'Istituto musicale Cherubini di Firenze, e dal 1919 accademico dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma. Curò inoltre la sezione musicale istituita presso la Accademia di belle arti di Roma da Arduino Colasanti. Dal 1924 fu il direttore artistico della prima Emittente radiofonica dell'Unione radiofonica italiana di Roma. Molti suoi scritti, soprattutto articoli apparsi su "La Tribuna", sono stati riediti nel volume "Da Cimarosa a Strawinsky - Celebrazioni, Critica spicciola, Interviste", stampato a Roma nel 1939. Morì a Roma il 10 luglio 1938.
Composizioni
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