Aldo Valente

Aldo Valente (Veglie, 17 aprile 1906 – Torino, 1958) è stato un ingegnere, imprenditore e politico italiano. È noto per essere stato presidente della SAFOV, della SIPRA e della Commissione economica della Democrazia Cristiana. Ha fondato l’istituto di ricerca IRES. Fu consigliere e assessore provinciale a Torino.

Biografia

Nato a Veglie il 17 aprile 1906, Aldo Valente è stato un ingegnere italiano e esponente della Democrazia Cristiana attivo a Torino nel secondo dopoguerra.

Formazione e carriera professionale

Laureatosi a 22 anni in ingegneria elettronica al Politecnico di Torino, nei primi anni di attività lavorò in Lombardia e in Piemonte prima di stabilirsi definitivamente a Torino, sviluppando una carriera sia industriale sia politica.

Durante gli anni universitari fu compagno di studi e amico di san Pier Giorgio Frassati.

Dopo gli studi, Valente maturò esperienza professionale nel settore degli impianti industriali: nel 1933 fece ritorno a Torino dove lavorò come direttore tecnico fino al dopoguerra presso il Birrificio Boringhieri & C., situato nel quartiere Borgo San Paolo di Torino, contribuendo alla progettazione e realizzazione dei principali impianti aziendali. Negli anni del dopoguerra consolidò la propria posizione imprenditoriale diventando presidente e amministratore delegato della SAFOV (Società Anonima Fonderie Officine Vanchiglia), azienda leader torinese specislizzata nella produzione di ascensori e montacarichi. Grazie alla sua esperienza tecnica e gestionale fu chiamato anche a ruoli istituzionali e di rappresentanza del mondo industriale.

Dal 1952 assunse la presidenza della SIPRA, la società incaricata di gestire la pubblicità per la RAI, ruolo che aumentò ulteriormente il suo profilo pubblico ed istituzionale. Fu inoltre membro del consiglio di amministrazione del Politecnico di Torino, ponendosi come ponte tra il mondo accademico e quello produttivo.

Attività politica e istituzionale

Valente aderì alla Democrazia Cristiana e ne fu un esponente impegnato sul fronte economico e sociale. Nei primi anni del dopoguerra partecipò alle attività del Comitato di Liberazione Nazionale (CLN) a Torino e sfuggì per poco a una retata che colpì alcuni esponenti del Comitato militare regionale piemontese. Dopo la guerra rivestì incarichi di rappresentanza all’interno del partito e fu presidente della Commissione economica della Democrazia Cristiana. All’interno della Democrazia Cristiana, Valente era considerato un esponente del cosiddetto “gruppo dei riformatori”, convinto che lo sviluppo locale dovesse passare attraverso piani coordinati tra enti pubblici e privati. Nell’ambito di riviste cattoliche come «Cronache Sociali», intrattenne intrattenne rapporti e collaborazioni con Giorgio La Pira, Giuseppe Dossetti e Carlo Donat Cattin. Il suo impegno a cavallo tra industria e amministrazione locale lo rese una figura chiave nella Torino del boom economico. Fu anche presidente della Commissione per le relazioni umane nell’industria presso l’Istituto di studi sul lavoro.

Nel 1956 fu eletto consigliere provinciale nel collegio di Venaria; in seguito venne nominato assessore provinciale con delega al coordinamento delle iniziative per lo sviluppo economico e sociale della Provincia di Torino. In tale ruolo promosse una serie di studi analitici sui comuni e sulle «aree depresse» della provincia montana, circostanza che gli valse riconoscimenti anche dagli avversari in consiglio per la precisione e l’obiettività delle analisi.

Promosse studi statistici e piani di sviluppo locale per le aree depresse della provincia. Per approfondire tali progetti, nel 1957 Valente fu il principale promotore della nascita dell’Istituto Ricerche Economico-Sociali (IRES), di cui fu anche presidente. L’IRES, costituito ufficialmente nel 1958, era un ente di ricerca indipendente dedicato all’analisi economica e sociale del territorio, fondato con il contributo della Provincia, del Comune e delle principali imprese torinesi, che serviva a produrre studi e proposte operative per la programmazione economica provinciale e per la riequilibratura delle aree più svantaggiate.

Fu anche membro del Consiglio di amministrazione del Politecnico di Torino, in cui rappresentò gli interessi delle istituzioni locali.

Valente morì nel 1958, ancora in carica come assessore provinciale.

Attività editoriale e culturale

Valente ebbe anche un ruolo nelle iniziative culturali e editoriali del dopoguerra. Fu amministratore del giornale «Popolo Nuovo» e poi del «Giornale di Torino». Nel 1945 pubblicò con la casa editrice collegata alla testata il volume Elementi per un piano organico di economia sociale, a testimonianza del suo interesse per l’economia sociale e per le proposte di programmazione locale.

L’impegno editoriale si inseriva in una più ampia attività di mediazione tra il mondo cattolico-riformista, le istituzioni pubbliche e le imprese torinesi.

Opere

Eredità e riconoscimenti

L’eredità istituzionale più duratura di Valente è legata alla creazione dell’IRES e alle politiche per lo sviluppo economico e sociale della provincia di Torino promosse durante il suo mandato. L’istituto, nato per raccogliere e proseguire gli studi promossi dalla provincia, in seguito ha cambiato nome in IRES - Istituto Ricerche Economico-Sociali Aldo Valente.

Note

  1. ↑ Storia di Torino – estratti e schede biografiche (PDF), su museotorino.it, MuseoTorino – Museo Civico di Torino. URL consultato il 26 febbraio 2026.
  2. ↑ Lettera dattiloscritta del presidente della SIPRA Aldo Valente, su archivi.sturzo.it, Istituto Luigi Sturzo – Archivi. URL consultato il 26 febbraio 2026.
  3. ↑ Antonio Piana, De Gasperi e Dossetti negli anni del centrismo, su academia.edu, Centro Studi Giuseppe Dossetti / Academia.edu. URL consultato il 26 febbraio 2026.. Inizialmente pensato col titolo «Metodo nuovo», è guidato da un comitato di redazione costituito da Antonio Amorth, Baget Bozzo, Laura Bianchini, Dossetti, Fanfani, Glisenti (direttore), Silvio Golzio, Gui, La Pira, Lazzati, Eugenio Minoli, Fausto Montanari, Moro, Umberto Padovani, Armando Sabatini, Aldo Valente. Termina le sue pubblicazioni nell’ottobre 1951, in coincidenza con il ritiro di Dossetti dalla scena politica.
  4. ↑ L’erede di «Cronache Sociali» (Filizzola) (PDF), su dossetti.eu, Centro Studi Giuseppe Dossetti – dossetti.eu. URL consultato il 26 febbraio 2026.
  5. ↑ Documentazione IRES e attività provinciali (PDF), su byterfly.eu, Byterfly – Collezioni locali. URL consultato il 26 febbraio 2026.
  6. ↑ Improvvisa morte dell'ing. Aldo Valente, in Stampa Sera, n. 158, 4-5 luglio 1958, p. 2. URL consultato il 26 febbraio 2026.
  7. ↑ Catalogo – Elementi per un piano organico di economia sociale, su falck.it, Fondazione Falck – Catalogo bibliografico. URL consultato il 26 febbraio 2026.

Bibliografia