Alessandro Guardassoni

Autoritratto

Alessandro Guardassoni (Bologna, 13 dicembre 1819 – Bologna, 1º marzo 1888) è stato un pittore italiano, specializzato in pitture storiche, religiose e di genere. Nel corso della sua carriera ha realizzato numerose pale d'altare e decorazioni, principalmente per le chiese di Bologna, talvolta in collaborazione con altri artisti.

Biografia

Alessandro Guardassoni cresce in un ambiente molto cattolico e frequenta fin da giovane la borghesia locale. Si forma artisticamente all'Accademia Pontificia di Belle Arti di Bologna, sotto la guida di Clemente Alberi che lo avvicina alle opere di Guido Reni. L'impegno religioso e l'impronta accademica caratterizzeranno tutta la sua produzione artistica.

Nel 1838 riceve il "Premio di prima classe per il disegno di figura" per uno studio assai corretto di Testa dell'antico, realizzato sotto la guida del professore di elementi di figura Napoleone Angiolini. L'anno seguente continua la pratica della copia dell'antico dipingendo un olio tratto da un'incisione di un «celebre paesaggio del Lorenese».[senza fonte] Nel 1842 presenta all'esposizione accademica due copie: La strage degli innocenti tratta da Guido Reni e La morte di Dario copiata da Cesare Masini, con cui aveva vinto nel 1841 il "Premio grande per la pittura di storia" sempre in Accademia. Nel 1843 vince il premio Curlandese di pittura con la tela Anna Bolena forsennata.

Autoritratto tra il cavalletto e la macchina fotografica, olio su tela del 1859, coll. Istituto Gualandi di Bologna

Nel 1844 partecipa nuovamente all'Esposizione di Belle Arti di Bologna e riceve il "Premio grande per il disegno e la figura" con la Deposizione della salma di Mosè. In quegli anni inizia a frequentare Adeodato Malatesta, sotto la cui guida realizzerà vari quadri a soggetto storico. Nel 1852 gli viene conferito il "Premio grande di pittura storica" alla Pontificia accademia di belle arti per La sete dei Crociati. Ed è proprio in seguito a questo premio che gli viene conferito il titolo di socio onorario dell'Accademia stessa.

Successivamente, si reca a Parigi e probabilmente a Londra, poi nel 1856 è a Roma dove esegue L'Innominato e il cardinale Borromeo che sarà presentato nello stesso anno a Bologna.

Nel 1863 viene nominato professore onorario dell'Accademia felsinea, ma nel 1872 rassegna le dimissioni per dedicarsi allo studio e all'applicazione della stereoscopia alla pittura. Le sue ricerche verranno pubblicate nell'opera Della pittura, della stereoscopia e di alcuni precetti di Leonardo da Vinci del 1880.

Nel corso della sua vita è legato da amicizia a don Giuseppe Gualandi, compagno di accademia e titolare dell'omonimo istituto per sordomuti a cui l'artista lascerà le sue opere.

Alessandro Guardassoni muore a Bologna nel 1888.

Opere

Con Giovanni Battista Baldi
Con Guglielmo Minelli
Con Michele Mastellari
Alessandro Guardassoni (figure) con Luigi Samoggia (ornati)

Nelle chiese in provincia

San Danio in Gloria nella Chiesa di Santa Maria e San Danio di Amola, a San Giovanni in Persiceto

Altre opere a Bologna

Altre opere in provincia

Riconoscimenti

Note

  1. 1 2 3 Storia e Memoria di Bologna.
  2. ↑ Opere di Guardassoni alla Fondazione Gualandi a favore dei sordi, su PatER – Catalogo del Patrimonio culturale dell’Emilia-Romagna. URL consultato il 22 gennaio 2024.
  3. ↑ GBGG, p. 223.
  4. ↑ GBGG, p. 165.
  5. ↑ San Francesco d'Assisi riceve le stimmate pala d'altare, su catalogo.beniculturali.it. URL consultato l'8 aprile 2023.
  6. 1 2 GBGG, p. 117.
  7. ↑ GBGG, p. 231.
  8. ↑ GBGG, pp. 199-200.
  9. ↑ GBGG, p. 72.
  10. ↑ GBGG, pp. 77-78.
  11. ↑ GBGG, p. 106.
  12. ↑ GBGG, p. 168.
  13. ↑ GBGG, p. 222.
    «Fu decorata da Raffaele Tibaldi e da Michele Mastellari ornatisti e dal Guardassoni figurista che dipinse tutti i quadri della chiesa tranne la Pietà di ignoto cinquecentista che si trova a destra entrando.»
  14. ↑ GBGG, p. 218.
  15. ↑ GBGG, p. 220.
  16. ↑ GBGG, p. 186.
  17. ↑ GBGG, p. 191.
  18. ↑ GBGG, p. 64.
  19. ↑ GBGG, p. 159.
    «I dipinti di Mauro Tesi furono rinnovati da L. Samoggia e A. Guardassoni, il quale fece anche le due figure a chiaroscuro ai lati del suo quadro e il S. Petronio a sinistra»
  20. ↑ GBGG, p. 74.
  21. ↑ GBGG, p. 183.
  22. ↑ GBGG, p. 245.
  23. ↑ GBGG, p. 114.

Bibliografia

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