
Alessandro Moreschini (Castel San Pietro Terme, 1966) è un artista e pittore italiano.
Il suo stile si colloca nell'ambito della pittura aniconica e del pattern painting, con una ricerca incentrata sull'ornamento inteso come categoria filosofica. Le sue opere sono incluse in collezioni pubbliche e istituzionali, tra cui il MAMbo di Bologna e la Fondazione San Patrignano, e sono state oggetto di analisi da parte di critici quali Renato Barilli e Roberto Daolio.
Dopo il Diploma di Maturità d'Arte Applicata presso l'Istituto statale d'arte di Bologna, si laurea in Discipline delle Arti Visive presso il DAMS dell'Università degli Studi di Bologna, ottenendo successivamente l'abilitazione all'insegnamento di Disegno e Storia dell'Arte presso l'Accademia di Belle Arti di Bologna.
La sua pratica artistica si è sviluppata in una sperimentazione multidisciplinare che include pittura, design e installazione ambientale.
Il percorso espositivo di Moreschini inizia nel 1996, anno in cui viene selezionato nell'ambito dei concorsi Iceberg G.A.I. (Giovani Artisti Italiani, promosso dal Comune di Bologna) e Quotidiana - Luoghi d'origine (Comune di Padova). Nello stesso anno ha inaugurato la sua prima mostra personale alla galleria Graffio di Bologna, curata da Roberto Daolio; lo stesso critico lo ha invitato l'anno seguente all'esposizione Lab.12.2/T.I.N.A. (there is no alternative) presso lo spazio Careof/Viafarini a Milano.
Nel 1997 viene selezionato da Renato Barilli per la rassegna Officina Italia, panoramica sull'arte italiana di fine secolo ospitata alla Galleria d'Arte Moderna di Bologna. Nel 2003 ha ricevuto un invito internazionale per la Sharjah Biennial 6 negli Emirati Arabi Uniti, dai curatori Peter Lewis e Hoor Al Qasimi.
Negli anni successivi ha partecipato a diverse esposizioni istituzionali: nel 2015 ha esposto nella mostra Bologna dopo Morandi 1945-2015 a Palazzo Fava e nel 2018 è stato tra gli artisti scelti per il progetto internazionale NewFaustianWorld di Raffaele Quattrone e edito da 24 Ore Cultura, presentato alla Reale Accademia di Spagna a Roma. Nel 2026, nell'ambito di Art City Bologna, ha realizzato una mostra personale al Museo Civico Medievale, su invito del direttore del MAMbo Lorenzo Balbi e curata da Raffaele Quattrone.
A partire dagli anni novanta la ricerca di Moreschini si concentra sull'indagine della superficie attraverso l'uso di texture ornamentali. La sua produzione si fonda sul confronto tra la manualità pittorica, riconducibile al pattern painting, e l'impiego di mezzi tecnologici o supporti extra-artistici. Tali strutture cromatiche e iperdecorative mirano a indagare il superamento dei limiti culturali del canone estetico occidentale nel contesto della globalizzazione.
A proposito della tecnica e del valore teorico del suo lavoro, il critico d'arte Renato Barilli ha scritto:
Il nucleo della sua indagine risiede in un'analisi critica della società contemporanea che, in linea con le tesi del sociologo francese Yves Michaud, viene interpretata come un contesto dominato da una diffusa estetizzazione della vita quotidiana. In questo scenario, Moreschini esplora la tensione tra la ricerca estetica e la responsabilità sociale, proponendo l'atto artistico come strumento per ristabilire un equilibrio tra dimensione etica ed estetica.

Le opere dell'artista sono conservate presso istituzioni pubbliche e collezioni museali, tra cui: