
Alessandro Puttinati, anche Putinati (Verona, 26 agosto 1801 – Milano, 1º luglio 1872), è stato uno scultore italiano.
Figlio dell’incisore e medaglista Francesco, dopo gli studi a Brera con Camillo Pacetti, fu allievo e seguace dello scultore danese Bertel Thorvaldsen a Roma. Nel 1823 vinse a Milano, dove si era trasferito, il premio del Concorso Governativo di Scultura col gruppo in terracotta Apollo che sorregge il morto Giacinto (ora alla Galleria d'Arte Moderna). Specializzatosi in piccoli ritratti a figura intera con soggetto artisti e letterati (d'Azeglio, Hayez, Molteni, Rajberti), in cui si evidenzia uno spiccato gusto verista, dal 1824 al 1837 fu attivo nella Fabbrica del Duomo per la quale eseguì sette statue e nel cantiere dell'Arco della Pace.
Nelle opere presentate a Brera dal 1841 al 1847, oltre ai busti-ritratto e ad opere di soggetto religioso, affrontò anche tematiche romantiche di suggestione letteraria e storica (Masaniello) mentre nelle successive, dal 1851 al 1859, subì maggiormente il riflesso del clima culturale allora coevo (Bagnanti, Putti).
Fu l'autore della prima opera dedicata a Garibaldi ancora in vita, posizionata nel 1867 a Luino.
In rapporti di cordiale amicizia con Balzac (che gli dedicò il brano La Vengeance), Puttinati fu anche celebre creatore di statuette da scrivania e da camino raffiguranti i più noti personaggi dei salotti milanesi di metà Ottocento.
Puttinati è sepolto al Cimitero Monumentale di Milano.
Oltre ad aver spedito opere a diverse esposizioni, partecipò:
Oltre a quelle citate:
Sue anche le statue raffiguranti i principali navigatori italiani, Marco Polo, Cristoforo Colombo, Amerigo Vespucci e Flavio Gioia che ornavano il vestibolo della demolita Galleria De Cristoforis.
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