Alex Pinna (Imperia, 1967) è uno scultore italiano. Formatosi all'Accademia di belle arti di Brera, ha sviluppato una ricerca incentrata prevalentemente sulla figura umana, utilizzando materiali quali bronzo, resina, ferro, corda e legno. È docente presso l'Accademia di belle arti di Brera, dove ricopre anche l'incarico di direttore della Scuola di Scultura.
Pinna si è formato in pittura presso l'Accademia di belle arti di Brera, orientandosi successivamente verso la scultura. La sua produzione è caratterizzata da figure umane stilizzate e filiformi, spesso rappresentate in condizioni di equilibrio, sospensione o attesa.
Nel 2010 l'opera Punte (2008), realizzata in bronzo patinato e resina, è stata inclusa nella mostra collettiva La scultura italiana del XXI secolo, curata da Marco Meneguzzo presso la Fondazione Arnaldo Pomodoro di Milano.
Tra il 2011 e il 2012 la Casa della Memoria – Fondazione Mimmo Rotella di Catanzaro ha ospitato la mostra personale Ti guardo, mi guardo, curata da Meneguzzo e accompagnata da una monografia pubblicata dall'editore Prearo.
Nel 2009 la scultura monumentale Big Pinocchio è stata inserita nel percorso del museo d'arte contemporanea a cielo aperto Su logu de s'Iscultura di Tortolì.
Nel 2017 ha partecipato alla mostra Estate Italiana presso il Lancaster Museum of Art and History, in California.
Nel 2023 il Museo di Archeologia dell'Università di Pavia gli ha dedicato la mostra personale Time, curata da Vittorio Schieroni, Anna Letizia Magrassi Matricardi e Paolo Campiglio. Le opere sono state presentate in dialogo con i reperti archeologici conservati nel museo. Nello stesso anno l'editore Allemandi ha pubblicato la monografia Alex Pinna. Uncle Twine. Works 2010–2022, dedicata alla produzione dell'artista nel periodo 2010-2022.
Nel 2024 Il Giornale dell'Arte ha dedicato un approfondimento ai cicli Always me e Believe me, nei quali Pinna utilizza materiali quali corda, legno, bronzo e ferro.
Nel 2025 la Rocca – Centro per l'arte contemporanea di Umbertide ha ospitato la mostra personale Baci da Umbertide, curata da Giorgio Bonomi e Lara Caccia.
La ricerca di Pinna è caratterizzata dall'uso ricorrente della figura umana, rappresentata attraverso forme essenziali e spesso prive di una definita caratterizzazione fisionomica. Le sue sculture raffigurano frequentemente personaggi isolati o gruppi di figure in posture instabili, sospese o inclinate.
Nel corso della sua attività ha utilizzato tecniche e materiali differenti, tra cui bronzo, resina, ferro, corda e legno. Alcuni cicli sviluppano inoltre un rapporto tra disegno e scultura, attraverso linee metalliche o elementi in corda che definiscono figure e ambienti nello spazio.