
Alexis Perrey (Sexfontaines, 6 luglio 1807 – Parigi, 1882) è stato un sismologo, matematico e astronomo francese.
Alexis Perrey è stato un matematico, astronomo e sismologo francese, noto per la compilazione di vasti cataloghi storici dei terremoti e per aver creato una delle più importanti collezioni documentarie sulla sismicità del passato, oggi nota come Archivio Perrey.
Nacque in un piccolo villaggio rurale. Per accedere agli studi intraprese inizialmente la carriera ecclesiastica, ricevendo gli ordini minori. Nel 1830 abbandonò l’abito talare, si sposò e intraprese una carriera accademica laica. Si mantenne come precettore e conseguì titoli in Lettere e scienze tra Nancy e Parigi.
Dal 1832 insegnò matematica nei collegi reali e dal 1837 si stabilì a Digione, dove divenne professore di matematica pura e matematica applicata e direttore dell’Osservatorio Astronomico Municipale, incarico che gli consentì di svolgere osservazioni sistematiche in ambito astronomico e meteorologico e pubblicare in quegli anni i suoi primi lavori scientifici.
A partire dal 1841 si dedicò progressivamente allo studio dei terremoti, compilando liste annuali (1843–1872) e monografie regionali. Fu sostenuto da scienziati come Arago e Adolphe Quetelet. L’intensa attività scientifica ne compromise la salute e nel 1867 si ritirò in Bretagna. Continuò tuttavia a lavorare fino al 1875. Per i suoi meriti scientifici ricevette la Legion d’Onore. Morì a Parigi nel 1882.
Attraverso l’analisi statistica dei cataloghi sismici, su 47.790 scosse ipotizzò un aumento dei terremoti durante le sigizie (Luna Piena e Luna Nuova) e al perigeo lunare. Egli sostenne inoltre che un massimo di scosse coincidesse con il passaggio della Luna al meridiano.
L’Archivio sismico Perrey (o Fondo sismico Perrey) è una vasta collezione di fonti storiche su terremoti ed eruzioni vulcaniche raccolta nel XIX secolo da Alexis Perrey. Convinto che la sismicità potesse essere compresa solo su scale temporali molto lunghe, Perrey raccolse cronache, diari, lettere, documenti amministrativi e testi scientifici provenienti da diverse aree del mondo, creando una rete internazionale di corrispondenti.
La collezione contava oltre 4.000 nel 1867 con materiali databili dal IV secolo d.C. al XIX secolo. Negli ultimi anni di vita Perrey tentò di venderla imponendo la non dispersione del fondo; non essendo stata acquistata da istituzioni francesi, la raccolta fu a lungo ritenuta perduta.
Nel 1878 la collezione fu acquistata dalla Sezione napoletana del Club Alpino Italiano e nel 1893 donata alla Società Napoletana di Storia Patria, con sede nel Maschio Angioino a Napoli, dove è tuttora conservata. Un ruolo importante nella riscoperta del fondo fu svolto da Giovanni Battista Alfano, direttore dell’Osservatorio di Pompei, che segnalò agli studiosi francesi la sopravvivenza e l’integrità della collezione. La collocazione napoletana fu favorita anche dai rapporti scientifici che Perrey aveva intrattenuto con studiosi italiani, in particolare con Luigi Palmieri, direttore dell’Osservatorio Vesuviano e membro dell’Accademia dei Lincei.
Il Fondo Perrey costituisce oggi il nucleo del Fondo Sismico della biblioteca della Società Napoletana di Storia Patria e comprende circa 7.000 volumi, tra manoscritti, incisioni ed edizioni a stampa, dedicati alla sismologia, alla vulcanologia e alle scienze affini; il fondo rimase aperto e incrementabile almeno fino alla metà del XX secolo.
La collezione è considerata fondamentale per lo sviluppo della sismologia storica, per la compilazione dei cataloghi sismici moderni, per l’identificazione dei cosiddetti falsi terremoti e per la ricostruzione della sismicità di lungo periodo, rilevante anche per la valutazione del rischio sismico.
Parallelamente alle osservazioni meteorologiche quotidiane, Perrey iniziò a registrare eventi naturali estremi osservati o riportati da fonti indirette, tra cui comete, inondazioni, tempeste, frane, valanghe ed eruzioni vulcaniche. Progressivamente, la sua attenzione si concentrò quasi esclusivamente sui terremoto, che divennero il fulcro della sua attività di ricerca.
Consapevole dell’impossibilità di ricostruire la sismicità del passato attraverso tracce geologiche dirette, Perrey si dedicò alla raccolta sistematica di fonti storiche, quali cronache, diari, articoli di giornale, relazioni amministrative e testimonianze di varia natura. L’obiettivo era ricostruire eventi sismici anche molto remoti nel tempo, trasformando dati qualitativi in informazioni comparabili.
Nel corso di diversi decenni Perrey costruì una biblioteca e un archivio di dimensioni eccezionali, basati su trascrizioni e traduzioni di documenti provenienti da tutta Europa. Questa raccolta divenne un riferimento fondamentale per la sismologia storica ottocentesca e fu ampiamente utilizzata da studiosi successivi.
Nel tentativo di individuare delle leggi fisiche che regolassero la frequenza e la distribuzione dei terremoti, Perrey formulò tre leggi empiriche relative all’influenza della Luna e del Sole sulla sismicità terrestre. Tali leggi si basavano su analisi statistiche dei cataloghi storici da lui compilati che non implicavano un rapporto di causalità diretta.
Perrey fu uno studioso che cercò di inserire la sismologia tra le scienze fisiche, convinto che anche i terremoti dovessero obbedire a leggi generali, come accade per altri fenomeni naturali.
Perrey dedicò l’intera vita alla compilazione di volumi e dati non tanto per prevedere i terremoti, quanto per comprenderne la frequenza. Egli riteneva infatti che anche i terremoti dovessero seguire regolarità fisiche.
Da questo lungo lavoro arrivò a formulare tre leggi sull’influenza della Luna sui Terremoti:
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 22884111 · ISNI (EN) 0000 0003 8690 0642 · CERL cnp01075618 · GND (DE) 116082208 · BNF (FR) cb153549376 (data) |
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