Alfio Giuffrida

Alfio Giuffrida nel 2008

Alfio Giuffrida, noto anche con lo pseudonimo di A.G. Sinnwerke (Zafferana Etnea, 28 gennaio 1953), è un pittore, scenografo, scultore e artista dell'installazione italiano, dal 1986 attivo in Germania. Alla sua attività è dedicata una voce nel dizionario biografico d'arte Allgemeines Künstlerlexikon (K. G. Saur / De Gruyter).

Biografia

Formazione

Alfio Giuffrida nasce a Zafferana Etnea, in provincia di Catania. Tra il 1969 e il 1973 frequenta l'Istituto statale d'arte di Catania. Si trasferisce quindi a Roma, dove dal 1973 al 1977 studia all'Accademia di belle arti di Roma, diplomandosi in scenografia. Tra i suoi insegnanti figura Toti Scialoja, tra i principali rappresentanti dell'astrattismo informale italiano.

Nel 1975 partecipa alla X Quadriennale nazionale d'arte di Roma – sezione La nuova generazione –, una delle principali rassegne istituzionali dedicate all'arte contemporanea italiana.

Attività a Roma

Tra il 1977 e il 1985 Giuffrida lavora a Roma come pittore e scenografo freelance.

Trasferimento in Germania

Nel 1986 si trasferisce a Colonia. Dal 1990 al 2004 lavora nel proprio studio a Bonn; dal 2005 risiede nuovamente a Colonia.

Dal 1995 al 2005 collabora con il coreografo Jochen Ulrich, fondatore e direttore artistico del Tanzforum Köln; la collaborazione si estende in seguito ad altri ensemble europei.

Nel 2003 fonda A.G. Sinnwerke, marchio artistico-concettuale registrato, concepito come una «fabbrica fittizia» che produce oggetti d'arte in serie: CD-Sets, Selbstbau-Sets, sculture adattabili e installazioni spaziali. La sigla «A.G.» richiama le iniziali dell'artista e, in chiave ironica, il termine tedesco Aktiengesellschaft (società per azioni).

Attività artistica

Scultura e installazione

La ricerca scultorea di Giuffrida è incentrata sulla trasformazione di oggetti quotidiani in forme essenziali attraverso processi di riduzione formale e astrazione geometrica. Le opere, spesso in acciaio e altri materiali industriali, si confrontano con le pratiche del minimalismo e della scultura oggettuale; alcuni lavori sono concepiti come installazioni modulari o configurazioni variabili nello spazio.

Il suo lavoro scultoreo è stato oggetto di testi critici da parte dei curatori Ulrich Schneider e Gert Fischer, pubblicati nei cataloghi delle mostre museali del 2001.

Negli anni Novanta realizza la serie dei Vexierbilder, opere a tempera su tele o su materiali sottili come garze e tulle. In seguito trasferisce questa ricerca nella terza dimensione, con una serie di rilievi assemblati con frammenti di mobili e dotati di numerosi snodi mobili, denominati Elemente.

Il Kinderwagen

Tra le opere più note realizzate nell'ambito di A.G. Sinnwerke figura una carrozzina per neonati alta circa cinque metri, presentata nel 2006 nella mostra personale al Märkisches Museum Witten. Pur riproducendo l'aspetto di un prodotto di serie, l'opera è realizzata interamente a mano: dimensioni e assenza di componenti in comune con altre carrozzine dell'artista ne fanno un pezzo unico.

Element XVI, installazione

Scenografia

Parallelamente all'attività scultorea, Giuffrida ha realizzato scenografie per produzioni teatrali e di danza in diversi teatri europei, in prevalenza in collaborazione con Jochen Ulrich. Tra le produzioni principali:

Pittura e grafica

Nella pittura e nel disegno Giuffrida sviluppa serie basate su strutture architettoniche, serialità e comunicazione visiva urbana, tra cui Irrigatoren, Kathedralen, Angebote e Urban Screens. Alcune sue opere grafiche sono conservate nella Grafische Sammlung della città di Esslingen am Neckar.

Urban Screens-exp42

Mostre

Mostre personali (selezione)

Mostre collettive (selezione)

Note

  1. 1 2 3 Helmut Kronthaler, Giuffrida, Alfio, in Allgemeines Künstlerlexikon. Die bildenden Künstler aller Zeiten und Völker, vol. 55, München-Leipzig, K. G. Saur, 2007, p. 402, ISBN 978-3-598-22795-0. URL consultato il 20 giugno 2026.
  2. 1 2 Giuffrida, Alfio, su Archivio Biblioteca della Quadriennale (ArBiQ). URL consultato il 20 giugno 2026.
  3. ↑ X Quadriennale nazionale d'arte – La nuova generazione (1975), su Archivio Biblioteca della Quadriennale (ArBiQ). URL consultato il 20 giugno 2026.
  4. 1 2 Jürgen Raap, Alfio Giuffrida. Arbeiten 1986–1995, Köln, Edition Moeker Merkur, 1995.
  5. 1 2 Nele Lipp, Tanz und Malerei – Ein Lexikon (PDF), su Deutsches Tanzarchiv Köln. URL consultato il 20 giugno 2026.
  6. ↑ Martin Stather (a cura di), A.G. Sinnwerke. Giuffrida CDs, Bonn, A.G. Sinnwerke, 2004, ISBN 3-00-014058-1.
  7. 1 2 Ulrich Schneider, Gert Fischer (a cura di), Giuffrida. Suermondt-Ludwig-Museum Aachen, Aachen, 2001, ISBN 3-00-007525-9.
  8. ↑ Ulrich Schneider, Alfio Giuffrida – Raumgestaltungen, in Giuffrida. Suermondt-Ludwig-Museum Aachen, Aachen, 2001, ISBN 3-00-007525-9.
  9. ↑ Gert Fischer, Es kommt ganz darauf an. Bemerkungen zum skulpturalen Werk von Alfio Giuffrida, in Giuffrida, Aachen-Siegburg, Stadtmuseum Siegburg, 2001, ISBN 3-00-007525-9.
  10. 1 2 Horst Koegler, Von der Veränderbarkeit alles Lebenden im Fluss der Zeit, in Casanova. Programma di sala del balletto di Jochen Ulrich, Innsbruck, Tiroler Landestheater, 2001.
  11. 1 2 Ausstellungen, su Märkisches Museum Witten. URL consultato il 20 giugno 2026.
  12. ↑ Mechthild Haas, Alexander Tolnay, Bestandskatalog, Grafische Sammlung der Stadt Esslingen, vol. 2, Esslingen, 1991.
  13. ↑ Giuffrida – Suermondt-Ludwig-Museum Aachen, Stadtmuseum Siegburg, su Deutsche Digitale Bibliothek. URL consultato il 20 giugno 2026.
  14. ↑ Ausstellungsarchiv 2000–2009, su Stadtmuseum Siegburg. URL consultato il 20 giugno 2026.
  15. ↑ Giuffrida CDs – Mannheimer Kunstverein, su Deutsche Digitale Bibliothek. URL consultato il 20 giugno 2026.
  16. ↑ Programmplanung Kultursaison 1. Halbjahr 2007, su SessionNet Bergkamen. URL consultato il 20 giugno 2026.
  17. ↑ Ausstellungsarchiv, su Skulpturenmuseum Glaskasten Marl. URL consultato il 20 giugno 2026.

Bibliografia

Altri progetti

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