| Alfonso Andria | |
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| Presidente della Provincia di Salerno | |
| Durata mandato | 8 maggio 1995 – 14 giugno 2004 |
| Predecessore | Ettore Liguori |
| Successore | Angelo Villani |
| Europarlamentare | |
| Durata mandato | 20 luglio 2004 – 29 aprile 2008 |
| Legislatura | VI |
| Gruppo parlamentare | ALDE |
| Circoscrizione | Italia meridionale |
| Sito istituzionale | |
| Senatore della Repubblica Italiana | |
| Durata mandato | 29 aprile 2008 – 14 marzo 2013 |
| Legislatura | XVI |
| Gruppo parlamentare | Partito Democratico |
| Coalizione | Centro-destra 2008 |
| Circoscrizione | Campania |
| Incarichi parlamentari | |
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| Sito istituzionale | |
| Dati generali | |
| Partito politico | Indipendente (dal 2022) In precedenza: DC (fino al 1994) PPI (1994-2002) DL (2002-2007) PD (2007-2022) |
| Titolo di studio | Laurea magistrale in giurisprudenza |
| Professione | Dirigente |
Alfonso Andria (Salerno, 27 maggio 1952) è un politico italiano.
È stato presidente della Provincia di Salerno dall'8 maggio 1995 al 14 giugno 2004, europarlamentare dal 20 luglio 2004 al 29 aprile 2008 e senatore della Repubblica dal 29 aprile 2008 al 14 marzo 2013 per il Partito Democratico.
Figlio di un provveditore e di una docente di materie letterarie, consegue la laurea magistrale in giurisprudenza, è stato prima un attore e cantante di talento nelle compagnie amatoriali locali e poi un dirigente dell'ente provinciale del turismo di Salerno, presso il quale ha operato dal 1973 al 1995 nel settore delle manifestazioni e della promozione dell'immagine turistica in Italia e all'estero, curando l'organizzazione di eventi nazionali e internazionali.
Attivo politicamente fin dagli anni '80 nelle fila della Democrazia Cristiana (DC), alle elezioni amministrative del 1985 si candida al consiglio comunale di Salerno, tra le sue liste, risultando eletto consigliere comunale. Alle amministrative del 1990 viene confermato consigliere comunale. Durante quegli anni collabora con il sindaco di Salerno Michele Scozia nell’organizzazione di alcune attività culturali tra cui le celebrazioni per il decennale della morte di Alfonso Gatto, la mostra dell'editoria salernitana e una rassegna teatrale sulla terrazza dell'orfanotrofio “Umberto I".
Nel 1994, con lo scioglimento della DC, aderisce alla rinascita del Partito Popolare Italiano (PPI) di Mino Martinazzoli, con cui alle elezioni provinciali del 1995 si candida alla presidenza della Provincia di Salerno, sostenuto da una coalizione di centro-sinistra formata da Partito Democratico della Sinistra, Popolari (lista legata all'ala del PPI guidata da Gerardo Bianco), Patto dei Democratici e Federazione dei Verdi, raccogliendo il 41,2% dei voti al primo turno e accedendo al ballottaggio con il candidato di centro-destra Carlo Chirico (35,2%), dove viene eletto presidente della Provincia con il 51,2% e sconfiggendo Chirico (48,8%). Alle provinciali del 1999 si ricandida per un secondo mandato da presidente, sostenuto da Democratici di Sinistra, Partito Popolare Italiano, Socialisti Democratici Italiani, Rinnovamento Italiano, Verdi, Partito Repubblicano Italiano e Comunisti Italiani, venendo rieletto col 53,2% e sconfiggendo il principale candidato di centro-destra Franco Cardiello (30,5%).
Durante i suoi mandati si è speso particolarmente per la valorizzazione e il rilancio del territorio in chiave turistica mettendo l’esperienza maturata nel settore al servizio della comunità, oltre a promuovere nel 1997 la candidatura della Costiera Amalfitana a patrimonio dell'umanità UNESCO e contribuire nello stesso anno a creare la Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico. È stato membro dell'Ufficio di presidenza dell'Unione delle Province d'Italia (UPI) dal 1995 al 1999, presidente del Consiglio federale delle Autonomie Locali Italiane - Lega delle Autonomie Locali dal 2001 al 2004 e membro del Comitato europeo delle regioni dal 2002 al 2004.
Nel 2002 aderisce allo scioglimento del PPI e la sua confluenza ne La Margherita di Francesco Rutelli come partito, con cui alle elezioni europee del 2004 viene candidato al Parlamento europeo, per la lista elettorale Uniti nell'Ulivo nella circoscrizione Italia meridionale, risultando eletto europarlamentare con 176.148 preferenze. Nella VI legislatura è stato componente della Commissione per lo sviluppo regionale, della Commissione per la pesca e delle Delegazioni per le relazioni con gli Stati Uniti e per le relazioni con i paesi del Maghreb e l'Unione del Maghreb arabo (compresa la Libia), membro sostituto della Commissione per i trasporti e il turismo, della Commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare, della Delegazione per le relazioni con la Svizzera, l'Islanda e la Norvegia e alla commissione parlamentare mista dello Spazio economico europeo (SEE) e della Delegazione per le relazioni con i paesi dell'Europa sudorientale, oltre a far parte dell'ufficio di presidenza del gruppo ALDE.
Alle elezioni amministrative del 2006 Andria si candida a sindaco di Salerno, sostenuto da una coalizione di centro-sinistra formata da La Margherita, UDEUR Popolari, Rosa nel Pugno, Verdi, Rifondazione Comunista, Italia dei Valori, Comunisti Italiani e la lista "Uniti per Salerno" (formata dai Democratici di Sinistra vicini all'allora presidente della Regione Campania Antonio Bassolino), raccogliendo il 37,09% dei voti e accedendo al ballottaggio col candidato, nonché ex sindaco della città, Vincenzo De Luca (42,26%), dove raccoglie il 43,05% ma viene superato da De Luca con il 56,95%. Viene comunque eletto consigliere comunale, in quanto candidato sindaco non eletto.
Nel 2007 aderisce allo scioglimento della Margherita e alla sua confluenza nel Partito Democratico (PD), facendo parte dell’Assemblea costituente e della Direzione nazionale, di cui diventa responsabile agricoltura nella segreteria nazionale e con cui alle elezioni politiche del 2008 viene candidato al Senato della Repubblica, tra le sue liste nella circoscrizione Campania in seconda posizione, risultando eletto senatore. Nella XVI legislatura della Repubblica è stato prima membro (2008-2009) e poi vicepresidente (2009-2013) della 9ª Commissione Agricoltura e produzione agroalimentare.
Dopo le politiche del 2008 viene nominato da Walter Veltroni nel suo governo ombra del Partito Democratico come ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, ruolo che ricopre dal 9 maggio 2008 al 21 febbraio 2009. È stato vicepresidente regionale del PD in Campania[senza fonte].
Nel dicembre 2012 partecipa alle elezioni primarie "Parlamentarie” del Partito Democratico per scegliere i candidati al Parlamento alle imminenti elezioni politiche, ottenendo 4.945 preferenze a Salerno, venendo ricandidato al Senato, tra le sue liste nella medesima circoscrizione in diciottesima posizione, risultando tuttavia non eletto.
Ad agosto 2022 lascia il Partito Democratico, riconsegnando la tessera al segretario provinciale di Salerno Enzo Luciano e denunciando tramite una lettera il PD di essere "Ripiegato a logiche padronali".
Sposato con Nerella Apicella, ha una figlia: Mara.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 300823126 · ISNI (EN) 0000 0004 0833 3272 · SBN TO0V456858 · LCCN (EN) no2015068659 |
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