Alpi Orobie

Alpi Orobie
Veduta su alcune delle vette principali delle Alpi Orobie: Pizzo del Diavolo di Tenda, Pizzo Redorta e Pizzo Coca.
ContinenteEuropa
StatiItalia (bandiera) Italia
Catena principaleAlpi e Prealpi Bergamasche (nelle Alpi)
Cima più elevataPizzo Coca (3 050 m s.l.m.)
Massicci principaliAlpi Orobie Orientali
Alpi Orobie Occidentali
Età della catenaMiocene
Tipi di rocceRocce metamorfiche,
rocce sedimentarie

Le Alpi Orobie sono una sottosezione delle Alpi e Prealpi Bergamasche. Si estendono nelle province di Bergamo, Lecco, Sondrio e Brescia e sono limitate a nord dalla sponda meridionale della Valtellina inferiore che dal passo dell'Aprica si spinge in direzione ovest sino all'insenatura di Piona (all'estremità settentrionale del lago di Como). La vetta più alta è il pizzo Coca, 3.050 m s.l.m..

Collocazione

Val Las

Si trovano principalmente in provincia di Bergamo e sono comprese tra la Valsassina (Lecco) a ovest, la Valcamonica (Brescia) a est e la Valtellina (Sondrio) a nord.

A sud sono separate dalle Prealpi Bergamasche da una serie di valli secondarie della val Brembana, val Seriana e val Camonica: la Valsassina, la Valtorta, la val Secca, la Valcanale, la val Nembo, la val di Scalve e la val Paisco.

Mentre verso nord si incide in precipiti ma brevi valli, verso sud la catena riserva potenti contrafforti che delimitano le testate delle valli di Scalve, Seriana, Brembana, Varrone e Valsassina.

Su queste dorsali si innalzano alcuni massicci calcareo-dolomitici, caratteristici del panorama orobico, ad esempio il massiccio della Presolana.

Ruotando in senso orario i limiti geografici sono: passo dell'Aprica, valle di Corteno, val Camonica, val Paisco, passo del Vivione, val di Scalve, val Nembo, passo della Manina, val Seriana, Valcanale, passo della Marogella, val Secca, val Brembana, Valtorta, Piani di Bobbio, Valsassina, lago di Como, Valtellina, passo dell'Aprica.

Anticamente questi monti furono considerati un tutt'uno con le Prealpi Bergamasche, ma da tempo è prevalsa, anche tra i geografi, una partizione tra Prealpi Bergamasche e Alpi Orobie, che segue grosso modo la linea di passaggio tra la struttura alpina e quella prealpina, caratterizzate da una diversa altitudine, forme diverse del terreno e un diverso rivestimento vegetale.

Le Alpi Orobie sono ben individuate dal punto di vista geologico, essendo comprese tra due grandi sistemi di faglie che le separano dalle Alpi Retiche a nord e dalle Prealpi Bergamasche a sud e sono costituite quasi esclusivamente da rocce molto antiche, modellate in forme comuni alle Alpi Retiche vere e proprie.

Classificazione

La classificazione SOIUSA delle Alpi Orobie è la seguente:

Suddivisione

Il pizzo Coca
Il pizzo del Diavolo di tenda e il monte Grabiasca
Pizzo Redorta
Pizzo dei Tre Signori
Monte Costone
Pizzo Tornello
Inverno al rifugio Laghi Gemelli
Inverno al rifugio Laghi Gemelli

Secondo la SOIUSA si suddividono in due supergruppi (SPG), sette gruppi (GR) e cinque sottogruppi (STG):

Orografia

Numerosi sono i rilievi costituenti la dorsale delle Orobie. Tra i più importanti:

Vette

Le vette principali delle Alpi Orobie sono:

Passi e valichi

Caratteristica importante della dorsale orobica è la scarsità di valichi transitabili. La maggior parte dei passi è situata a quote piuttosto elevate (specialmente nel settore orientale) ed è servita solo da sentieri o mulattiere.

L'unica strada asfaltata che valica la dorsale è quella del passo di San Marco (1992 m), che ricalca in parte il percorso dell'antica via Priula (realizzata nel XVI secolo) e collega Mezzoldo in val Brembana con Morbegno, in Valtellina.

Orogenesi

Pian dei Resinelli

La metamorfosi delle Alpi Orobie comprende un periodo lungo quasi 300 milioni di anni. Pochi luoghi della terra raccolgono così tante e così diverse situazioni geologiche. Nel periodo più antico della loro esistenza, il Permiano, il complesso montuoso, simile alle Ande dei nostri giorni, fu interessato da un'intensa attività vulcanica. Le eruzioni portarono alla formazione di Collio, situata nell'omonima località dell'alta val Trompia nel bresciano. Il materiale eruttato dai vulcani e quello derivante dall'erosione delle rocce metamorfiche dei rilievi fu trasportato a valle dai corsi d'acqua e sedimentato, in forma di limi, sabbia e ghiaia, in vasto bacino alluvionale. In questo enorme bacino sedimentario, laghetti di acqua dolce erano abitati da anfibi e rettili.

Alla fine del Permiano si costituì una formazione di rocce definita verrucano lombardo, ovvero una successione di rocce, ben evidente perché di colore rossastro. Il nome verrucano deriva dal monte Verruca, nella zona del monte Pisano in Toscana, dove si trova un conglomerato di rocce simili. Nel Triassico Inferiore la regione fu raggiunta dal mare. Si possono individuare come antichi sedimenti marini rocce arenarie e marne, denominate Servino o formazione di Werfen. A partire dal Triassico Medio si depositarino calcari e dolomie che, formando barriere coralline, diedero origine ai gruppi montuosi a sud delle Orobie. A parte i depositi del Quaternario, le rocce più recenti risalgono a circa 30 milioni di anni fa e sono di tipo intrusivo.

Oggi la disposizione delle rocce è variata rispetto a quella originaria in seguito alle trasformazioni operate dall'orogenesi alpina. Un generale accorciamento della crosta primitiva portò a piegamenti e accavallamenti (chiamati sovrascorrimenti) di rocce che in origine seguivano un andamento nord-sud. Sono proprio gli accavallamenti l'aspetto più interessante della zona, poiché caratterizzati dalla sovrapposizione di rocce più antiche a rocce più recenti. Il principale sovrascorrimento è delimitato dalla faglia orobica, che in unione a faglie minori presenta un andamento est-ovest nella zona centrale. In definitiva, la struttura delle Orobie sarebbe il raccorciamento della crosta terrestre di un centinaio di chilometri.

Sono i ghiacciai del Pleistocene, il più antico periodo del Quaternario, ad aver contribuito al modellamento delle Orobie: occuparono gran parte dei monti e incisero il fondo delle vallate. L'azione glaciale portò alla formazione di conche, valli a "U", valli cinte da versanti con ripidi pendii (valle Seriana), fondivalle lisciati e arrotondati, ricchi di conche, alcune delle quali ancora occupate da laghi piccoli e grandi. Sono proprio queste conche ad aver assorto alla funzione di serbatoi artificiali d'acqua per la produzione di energia idroelettrica.

Bruschi pendii, in corrispondenza di rocce resistenti all'erosione e in epoca glaciale occupati da cascate di ghiaccio (ice-falls), sono oggi sede di cascate come quelle del Serio a Valbondione, le più alte d'Italia attivate solo per qualche ora all'anno. I ghiacciai non solo scavarono parte della superficie della crosta terrestre, ma crearono anche accumuli di materiale da essi trasportato: vi sono ovunque depositi morenici, anche di notevole spessore. I ghiacciai di pietra (rock-glaciers) sono corpi detritici accumulatisi sui versanti od originari depositi morenici fluiti lentamente verso il basso nel corso dei millenni.

Un caso anomalo rispetto alla formazione generale delle Orobie riguarda la zona di Zogno, in valle Brembana: sotto l'azione di spinte, invece di fratturarsi come avviene nel caso di rocce più compatte quali le dolomie, le rocce di questa area si piegarono e talvolta si accartocciarono su sé stesse.

Fauna

Fra le specie caratteristiche delle Orobie vi sono vari ungulati selvatici: cinghiale, capriolo, cervo, muflone, camoscio e stambecco.

Aree protette

Oltre al parco delle Orobie Valtellinesi ed al parco delle Orobie Bergamasche, le aree protette delle Alpi Orobie sono la riserva naturale delle Valli di Sant'Antonio e la riserva naturale orientata Bosco dei Bordighi.

Note

  1. 1 2 Geologia, su Orobie Valtellinesi. URL consultato il 14 marzo 2021.
  2. ↑ In accordo con le definizioni della SOIUSA.
  3. ↑ Le pietre della Presolana - Cesare Re, su recesare.com. URL consultato il 31 marzo 2023.
  4. ↑ Tra parentesi è riportato il codice della SOIUSA dei supergruppi, gruppi e sottogruppi.
  5. ↑ Fonte: cartine Kompass 104 - 105.
  6. ↑ Fauna delle Orobie Bergamasche, pag. 8.

Bibliografia

Voci correlate

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