Alziro Molin

«Vederlo salire viene spontaneo paragonarlo ad un ragno, accarezza in modo delicato la roccia, sembra quasi abbia paura di farle male. Se volessimo un paragone con la musica, potremmo pensare che per lui la roccia è uno spartito dove lui è l’esecutore, gli strumenti sono le mani e i piedi.»
Alziro Molin
Alziro Molin sul campanile del monte Aiarnola (1952)
NazionalitàItalia (bandiera) Italia
Alpinismo

Alziro Molin, soprannominato "il vecchio" (Auronzo di Cadore, 28 aprile 1932 – San Candido, 11 aprile 2023), è stato un alpinista italiano, considerato uno dei più grandi rocciatori delle Dolomiti.

Biografia

Alziro Molin nel Sahara Algerino (1973)

Nono di tredici figli, entrò ancora giovane nei “Camosci di Auronzo”, gruppo delle Guide Alpine del luogo, apprendendo le varie tecniche da arrampicatori quali Valerio Quinz, Bruno Caldart, Galeno Vecellio e Francesco Larese Filon. Nel 1953 compì il servizio militare nella “Julia” – 3º artiglieria da montagna; passò poi alla “Cadore” come istruttore militare di sci e roccia. Venne chiamato a Courmayeur in qualità di istruttore nella scuola militare alpina, arrampicando con i futuri vertici della gerarchia militare, come il generale Enrico Borgenni. A venticinque anni sposò Raffaella Caldart, nipote della guida alpina Bruno Caldart, da cui ebbe sette figli. Successivamente diventa maestro di maestro di sci e guida alpina.

Nel 1972 fu chiamato a far parte della commissione tecnica nazionale A.G.A.I., dove rimase fino al 1982 in qualità di istruttore per la formazione delle guide alpine. Nel 1974 coprì il ruolo di presidente della sezione cadorina del C.A.I. “Luigi Rizzardi” di Auronzo

La sua esperienza di vita sulle Dolomiti Bellunesi è stata raccontata dagli scrittori Paola De Filippo Roia ed Enzo Lancellotti nel libro Una vita, mille montagne.

Alziro Molin fu protagonista del film documentario del neorealismo L'ultimo contadino (1975, 18') del regista Giuseppe Taffarel. Il film prende ispirazione dalla vita e il lavoro di una famiglia contadina di Auronzo di Cadore, attraverso l'analisi della drammatica realtà determinata dallo spopolamento della montagna veneta; i piccoli centri sono abbandonati, a causa delle maggiori prospettive economiche offerte dalle città di pianura, con la perdita fatale di una dimensione culturale e sociale e di identità ben definite. Il film documentario, insieme a Patriarca d'autunno del 1976, celebravano la fine della millenaria civiltà contadina, con le sue miserie ma anche i suoi valori di solidarietà e senso di comunità.

Apparve anche in Tre Cime. La Trinità delle Dolomiti film documentario del 2018 del regista e scrittore Giovanni Carraro, con interventi di Mauro Corona, Gianni Pais Becher e dello stesso Molin.

Vie alpinistiche

Civetta - Cima su Alto - Piussi-Anghileri-Molin (linea blu)

Nel corso degli anni Alziro Molin ha aperto varie vie alpinistiche (più di quaranta nuove vie e molte ripetizioni che variano dal 5° al 6° A1, A2):

Spedizioni alpinistiche

Hoggar mountains 71/72 - Algeria (26 dicembre 1971 - 20 gennaio 1972)

Lo stesso argomento in dettaglio: Hoggar.

Spedizione scientifico-alpinistica "Città di Carpi”.

Componenti: don Arturo Bergamaschi - Guerrino Sacchin - Achille Poluzzi - Alberto Avanzolini - Giacomo Banti - Gilberto Bertolani - Enzo Lancellotti - Benito Modoni - Mario Panizza - Elio Sommavilla - Molin Alziro.

Risultati sportivi ottenuti:

Hindu Kush ‘73 - Afghanistan (30 giugno - 10 agosto 1973)

Lo stesso argomento in dettaglio: Hindu Kush.

Spedizione alpinistica "città di Bologna".

Componenti: don Arturo Bergamaschi - Achille Poluzzi - Gilberto Bertolani - Gian Carlo Calza - Alziro Molin - Benito Modoni - Guerrino Sacchin - Nando Stagni - Gian Carlo Zuffa.

Risultati sportivi ottenuti:

Distretto di Angmagssalik '74 – Groenlandia orientale (1974)

Lo stesso argomento in dettaglio: Angmagssalik.

Spedizione alpinistico esplorativa per “Centenario di fondazione della Sezione Cadorina del C.A.I. di Auronzo”.

Componenti: Alziro Molin - Alberto Berti - Claudio De Zordo - Eraldo Pais Becher - Giuseppe Macchietto - Giuseppe Barbieri - Enzo Lancellotti - Giovanni (Gianni) Pais Becher.

Nella zona compresa tra il "fiordo Sermiligak", il ghiacciaio "Karale Glacier” ed il ghiacciaio "Knud Rasmussen" sono state esplorate molte cime inviolate e sono stati percorsi alcuni ghiacciai sconosciuti (27 salite di cui 21 mai eseguite prima).

Massiccio Alto Atlante '77 - Marocco (1977)

Lo stesso argomento in dettaglio: Alto Atlante.

Con gli Scoiattoli di Cortina ha arrampicato sul massiccio dell'Alto Atlante in Marocco. Di seguito le ascensioni effettuate:

Data Montagna Via Grado di difficoltà Alpinisti
4 maggio 1977 Jebel Aiuoi (Atlante d'Africa) parete N IV/V Andrea Menardi, Alziro Molin
5 maggio 1977 Jebel Aiuoi (Atlante d'Africa) pilastro sinistro V/V+ Andrea Menardi, Alziro Molin

Massiccio del Tsast Uul - Tsambagarev '93 – Mongolia (giugno - luglio 1993)

Componenti: Gianni Pais Becher - Gastone Lorenzini - Alziro Molin.

Risultati sportivi ottenuti:

Altre partecipazioni a spedizioni extraeuropee

Onorificenze

Opere

Filmografia

Galleria d'immagini

Note

  1. ↑ Alziro Molin, Sessant'anni di Alpinismo, Grafiche Novesi, 2017, p. 213.
  2. ↑ Giuseppe Taffarel, L'ultimo contadino (PDF), su beniculturali.unipd.it, (1975, 18').
  3. ↑ È una delle più grandi imprese alpinistiche realizzate nel Gruppo della Civetta. Dislivello: 760 m. Difficoltà: 5°, 5°+, 6°, 6°+, A1, A2 A3. Per i suoi 400 metri di dislivello (più 400 metri di zoccolo) vengono usati 22 chiodi a pressione che sono giustificati dall'estrema compattezza della roccia che compone lo spigolo. Siamo all'apoteosi della linea perfetta. Viene definita “Via estremamente impegnativa. Una delle più grandi imprese alpinistiche realizzate nel gruppo del Civetta [Oscar Kelemina – Guida del Civetta]. Ha scritto Alessandro Gogna su Sentieri Verticali: Lo spigolo è una delle più belle strutture dolomitiche. L’arditezza delle linee è incomparabile, il binario unico su cui si deve svolgere la scalata ha pochi riscontri nelle Alpi intere. La bellezza di questo profilo giallo e grigio perdona l’uso di 22 chiodi a pressione piantati su una muraglia di compattissima roccia grigia”. "Ho nella memoria solo un susseguirsi continuo di placche, di tetti, di strapiombi; tutto che buttava fuori, tutto da chiodare, tutta da fare una fatica tremenda" (Ignazio Piussi). Per l'apertura della via hanno usato 225 chiodi, 22 chiodi a pressione e 5 cunei, lasciandone in posto rispettivamente 205 e 22.
  4. ↑ Molin-Corte-Pandolfo, Croda dei Toni Parete NORD, su ramellasergio.it, 21-23/07/1968.
  5. 1 2 Hindu Kush ‘73 - Afghanistan - Dott. Arturo Bergamaschi, The Jurm Valley Mountaineering Expedition, 1973
  6. ↑ Massiccio del Tsast Uul - Tsambagarev '93 – Mongolia (giugno - luglio 1993), su publications.americanalpineclub.org.
  7. 1 2 3 Premiazione del Libro dell'Onore 2016, su corrierealpi.gelocal.it, 2011 (archiviato dall'url originale il 20 dicembre 2016).

Bibliografia

Voci correlate

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