| Andrista frazione | |
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| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Comune | Cevo |
| Territorio | |
| Coordinate | 46°04′47.6″N 10°21′09.79″E |
| Abitanti | 200 |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 25040 |
| Prefisso | 0364 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Patrono | santi Nazario e Celso |
| Cartografia | |
Andrista (Andrista in dialetto camuno) è una frazione del comune di Cevo in Val Camonica.
Andrista fa parte del Comune di Cevo, pur essendo molto più vicino all'abitato di Cedegolo, sopra il quale si trova in posizione dominante. Occupa un dosso ben visibile all'uscita della Valle di Saviore al di sotto del Colle dell'Androla.
Si trova sulla quarta tappa del Cammino di Carlo Magno, che da Lovere conduce a Ponte di Legno, un percorso inventato che si ricollega alla leggenda del transito di Carlo Magno in Valle Camonica .
Andrista è attraversato da un torrente, il Coppo, che nel centro del paese si getta in una pittoresca cascata, e che un tempo alimentava i mulini che gli abitanti utilizzavano per la macina della farina .
Il 17 settembre 1423 il vescovo di Brescia Francesco Marerio investe iure feudi dei diritti di decima nei territori di Monno, Cevo, Andrista, Grumello, Saviore, Cemmo, Ono, Sonico, Astrio, Malegno, Cortenedolo, Vione, Incudine e Berzo Demo a Bertolino della Torre di Cemmo .
Su alcune antiche carte topografiche e catastali era chiamato Andresta. Il nome è da porre in relazione al Colle dell’Andròla e probabilmente ha il significato di “adritto” o “andritto”, termine di origine latina che designa un luogo aprico, esposto al sole.<senza fonte>

Il 5 gennaio, ad Andrista, si celebra la festa del Badalisc, una grande maschera che rappresenta una misteriosa creatura pelosa, abitante dei boschi che circondano il paese. Una volta all’anno se ne inscena la cattura simbolica, al termine della quale il Badalisc viene condotto nell’abitato.
Il corteo che sfila per le vie del paese vede protagonisti, oltre al Badalisc, il "domatore", che lo tiene legato, la "signorina", che lo attira con la sua bellezza, la vecchia e il vecchio (detti anche nonna e nonno), e un paio di "spazzini" che, con secchi e scope di saggina, ripuliscono simbolicamente la strada.
Giunti nel luogo prestabilito, un "portavoce" recita il celebre Discorso del Badalisc: una filastrocca in rima dal tono ironico e pungente, che porta alla luce segreti e vizi della comunità. Questi stornelli sono chiamati ’ntifunade.
Un tempo la festa si prolungava anche il 6 gennaio, quando i bambini del paese andavano di casa in casa a chiedere farina, destinata poi a una grande cena collettiva che riuniva tutti gli abitanti la sera dell’Epifania .
Le chiese di Andrista sono:
Gli scütüm sono nei dialetti camuni dei soprannomi o nomignoli, a volte personali, altre indicanti tratti caratteristici di una comunità. Quello che contraddistingue gli abitanti di Andrista è Gach (Gatti).