| Anecdotes of the Late Samuel Johnson | |
|---|---|
| Autore | Hester Lynch Piozzi |
| 1ª ed. originale | 1786 |
| Genere | Biografia |
| Lingua originale | inglese |
L'opera Anecdotes of the Late Samuel Johnson di Hester Lynch Piozzi (Aneddoti del compianto Samuel Johnson), nota anche col titolo di Anecdotes of the Late Samuel Johnson, LL. D. During the Last Twenty Years of His Life (Aneddoti del compianto Samuel Johnson, LL. D. durante gli ultimi venti anni della sua vita), fu pubblicata la prima volta il 26 marzo 1786.
Il contenuto dell'opera consisteva in diversi appunti e aneddoti su Samuel Johnson riferiti dall'autrice. Hester Lynch Piozzi aveva frequentato il letterato inglese all'epoca in cui era sposata con Henry Thrale, donde il nome di "Mrs Thrale" con cui è talora ricordata. Il periodo nel quale Hester Lynch frequentò Johnson è noto anche attraverso il diario da lei tenuto dal 1776 al 1809 e pubblicato postumo col titolo Thraliana. Hester Lynch Piozzi scrisse quest'opera in Italia dove visse per tre anni dopo aver sposato il musicista Gabriele Mario Piozzi; l'opera tuttavia non è mai stata tradotta in lingua italiana.
Prima di scrivere la Thraliana, Hester Thrale compilò due serie di aneddoti: la prima dedicata a Samuel Johnson e la seconda raccoglieva notizie su eventi di vario genere.
Dopo la morte di Johnson, Thrale decise di pubblicare una serie di aneddoti su Johnson, nota ai suoi amici come Johnsoniana, che inserì nella Thraliana. Nel 1815, Thrale affermò:
Il periodico Gentleman's Magazine di marzo 1786 scrisse "Al terzo giorno dopo l'uscita del libro non ve n'era più una copia disponibile". Durante il 1786 il libro ebbe quattro edizioni.
Thrale aprì il suo lavoro con questa prefazione:
Horace Walpole espresse subito un giudizio su quest'opera in una lettera del 28 marzo 1786:
Il 30 aprile 1786, Walpole insistendo nella sua opinione scrisse:
Edmond Malone disse, "Nel complesso il pubblico deve esserle grato per la vivace, anche se imprecisa e artificiosa descrizione del Dr. Johnson". James Clifford dichiarò che agli Aneddoti e alla Thraliana "si deve la sua fama di scrittrice intellettuale della fine del diciottesimo secolo". Martine Brownley sostiene che gli Aneddoti "hanno a lungo soddisfatto i Johnsoniani", ma la sua "duratura fama letteraria è da attribuire ai diari e alle lettere".