| Anenchelum | |
|---|---|
| Classificazione scientifica | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Animalia |
| Phylum | Chordata |
| Subphylum | Vertebrata |
| Classe | Actinopterygii |
| Ordine | Scombriformes |
| Famiglia | Trichiuridae |
| Genere | †Anenchelum Blainville |
Anenchelum (de Blainville, 1818) è un genere estinto di pesce osseo appartenente ai Trichiuridae (pesci sciabola), vissuto dall’Eocene inferiore al Miocene superiore. I suoi fossili sono stati rinvenuti principalmente nelle regioni della Tetide nordoccidentale e successivamente della Paratetide, comprendenti l’Europa centro-orientale e l’Asia occidentale.
Il nome Anenchelum deriva dal greco e significa “non anguilla”, in riferimento alla forma del corpo simile a quella delle anguille ma senza esserne strettamente imparentato.
Anenchelum presentava un corpo allungato e lateralmente compresso, con il profilo superiore della testa leggermente inclinato dal muso verso l’origine della pinna dorsale. La mandibola sporgeva in modo evidente rispetto alla superiore.
La colonna vertebrale era composta da 76-119 vertebre, a seconda delle specie. La pinna dorsale era suddivisa in una parte spinosa e una parte molle, con quest’ultima più estesa. La pinna anale presentava una spina anteriore particolarmente sviluppata e numerosi raggi molli. Le pinne pettorali avevano raggi inferiori allungati e la pinna caudale era forcuta.
Il genere Anenchelum fu istituito da Henri Marie Ducrotay de Blainville nel 1818 con la specie tipo A. glarisianum. In seguito, alcuni autori lo considerarono sinonimo di Lepidopus, ma studi successivi nel 1995 ne hanno ristabilito la validità.
Oltre alla specie tipo, il genere include diverse specie fossili provenienti dall’Eocene, Oligocene e Miocene dell’Europa e del Caucaso. Alcune specie originariamente assegnate a Lepidopus potrebbero appartenere ad Anenchelum, ma sono necessari ulteriori studi per confermarlo.
Fossili attribuibili al genere sono noti anche dall’Eocene inferiore dell'Italia (Formazione di Chiusole) e dall'Oligocene della Polonia.
Anenchelum era un pesce predatore che probabilmente si nutriva di altri pesci, analogamente ai suoi parenti attuali. Alcuni fossili mostrano resti di prede nello stomaco, come esemplari di Merluccius latus. Un caso particolarmente interessante documenta il cannibalismo: un esemplare fossile di A. glarisianum contiene resti di un individuo della stessa specie. Questo comportamento potrebbe essere stato causato da condizioni ecologiche particolari.
Altri fossili suggeriscono che Anenchelum potesse a sua volta essere predato. Un esemplare di A. angustum è stato trovato associato all’impronta di un calamaro del genere Loligo, probabilmente coinvolto in un tentativo di predazione.