Angelica Palli

Angelica Palli

Angelica Palli (Livorno, 22 novembre 1798 – Livorno, 6 marzo 1875) è stata una scrittrice e patriota italiana.

Biografia

Origini

Angelica Palli nacque a Livorno il 22 novembre 1798 da genitori greci. Il "Comitato per le Onoranze ad Angelica Palli", presieduto dal prosindaco Emilio Lambardi, indicò in un incontro del 23 marzo 1875 come luogo di nascita "l'unico stabile con porta di ingresso in via della Rosa Bianca", sebbene il 28 giugno 1800 la famiglia si trasferì sugli Scali del Pesce, nel palazzo Bartolomei, dove Angelica fu educata e visse fino al 1856. I suoi genitori erano Dorotea Alessiani e Panajottis, il quale, non ancora ventenne aveva lasciato la sua città (Ioannina) per trasferirsi a Livorno, città portuale in grande fermento, per intraprendere un'attività commerciale. Di famiglia agiata, studiò con maestri molto noti nell'ambiente livornese come il De Coureil, e iniziò a improvvisare versi fino dall'adolescenza.

Attività letteraria

Nel 1814 scriveva la sua prima tragedia, Tieste; nel 1819 divenne membro dell'Accademia Labronica, assumendo il nome di Zelmira, e continuò a organizzare riunioni letterarie nel salotto della sua casa. Quando poi i greci iniziarono la lotta contro il dominio ottomano la Palli concentrò il suo interesse sui problemi del suo popolo di origine, trasformando il suo salotto letterario in un centro di raccolta di denaro e soccorsi.

Nel 1824 la scrittrice, unica donna a essere ammessa al Gabinetto scientifico-letterario, fu ospite a Parigi di Giovan Pietro Vieusseux che la invitò a collaborare all'Antologia, ma la Palli, non sentendosi in grado di sostenere la collaborazione richiesta, non accettò la proposta.

Nel 1827 pubblicò il romanzo storico Alessio, o gli ultimi giorni di Psara. Quest'opera rappresenta una delle prime espressioni del romanzo storico italiano scritto da una donna. Ambientato durante la guerra d’indipendenza greca, l’opera intreccia elementi patriottici e sentimentali, con una forte componente civile: fu infatti concepito anche come strumento di sostegno alla causa ellenica.

La sua pubblicazione avvenne nello stesso anno della prima edizione de I Promessi Sposi di Alessandro Manzoni (la cosiddetta “ventisettana”), segnando un momento cruciale per la nascita del romanzo storico italiano. Sebbene le due opere differiscano per stile, ambizione e contesto, condividono l’intento di utilizzare la narrativa storica come mezzo di riflessione morale e politica. Alessio si distingue per la prospettiva femminile e transnazionale, offrendo una voce originale nel panorama letterario dell’epoca. La protagonista greca e la prigioniera turca incarnano tensioni culturali e affettive che anticipano tematiche moderne, mentre la narrazione riflette l’impegno civile dell’autrice e il suo legame con la cultura greca e italiana.

Nel 1831 sposò Gian Paolo Bartolomei, nobile di origine còrsa e patriota, da cui la dividevano 12 anni di età ed ebbe il doppio cognome Angelica Palli Bartolomei. Nel 1832, a Corfù, nacque il figlio Lucianino. In quegli anni Angelica Palli scrisse soprattutto prose e novelle di ispirazione sociale e pedagogica, si orientò verso la letteratura civile e iniziò a collaborare a giornali e strenne moderate, quali soprattutto La Viola del Pensiero di Silvio Giannini. Continuava a frequentare l'Accademia Labronica insieme ad altri illustri personaggi livornesi quali Giuseppe Micali, Enrico Mayer e Giovanni Maria Lavagna.

Negli anni immediatamente precedenti alla prima guerra d'indipendenza scrisse versi, rimasti per lo più inediti, e racconti storico sentimentali che raccolse poi in un unico volumetto intitolato Racconti.

Nella Viola del Pensiero, Giovanni Battista Niccolini pubblicò alcune delle sue lettere indirizzate alla Palli, mentre il Guerrazzi le dedicò il suo romanzo, La Battaglia di Benevento.

Intensa fu la sua attività politica: nel 1847 si occupò dell'organizzazione delle milizie volontarie toscane e, l'anno successivo, prese a collaborare al giornale fiorentino La Patria inviando le notizie che le giungevano dal campo.

Raggiunti il marito e il figlio in Lombardia per la precarietà della situazione, nel 1849 tornò a Livorno e si ritirò in campagna; qui, nel 1851, scrisse i Discorsi di una donna alle giovani maritate del suo paese, in cui dimostra la necessità dell'educazione femminile e rivaluta il ruolo della donna nell'ambito della famiglia e della società.

Periodo torinese e ritorno a Livorno

Nel 1853, rimasta vedova e in modeste condizioni economiche, decise di partire per Torino dove riprese a dedicarsi ampiamente alle lettere. Nel 1855 furono pubblicate Le confessioni di un còrso, l'anno successivo scrisse Cenni sopra Livorno e i suoi contorni, in cui descrive la sua città fornendo cenni storici e culturali. Sempre durante il soggiorno torinese prese a collaborare al giornale livornese L'Euterpe, settimanale artistico, letterale e teatrale; nel 1857 decise di tornare a Livorno dove visse dando lezioni private.

Il primo gennaio 1859 iniziò, e proseguì poi fino alla proclamazione del Regno d'Italia, la pubblicazione del settimanale Il Romito, nel quale accanto alle notizie di carattere artistico-letterario si affiancava un repertorio politico di chiaro orientamento filo-piemontese e filo-cavouriano.

Intorno al 1864 compose il dramma lirico Corinna, nel '68 le novelle Ulrico e Elfrida e Il gobbo di Santa Fiora. Nell'ultimo decennio della sua vita si occupò prevalentemente dei problemi didattico-pedagogici, con particolare attenzione a quelli relativi all'istruzione femminile.

Dal '72 al '75 scrisse Componimenti drammatici, in cui si descrive la vita di Dante alla corte scaligera, Lello, che narra in 5 atti le vicende di un cavaliere del '700 e la novella Spiro.

La Scuola Superiore per Fanciulle

Negli ultimi anni della sua vita, Angelica Palli Bartolomei concepì il progetto di fondare una Scuola Superiore per fanciulle, destinata alle giovani che avevano già ricevuto i primi ammaestramenti. L’obiettivo dell’istituto era quello di promuovere l’educazione alla virtù e alla gentilezza, offrendo un percorso formativo avanzato alle figlie dei cittadini livornesi.

Il progetto ricevette il sostegno di importanti figure istituzionali, tra cui i ministri Francesco De Sanctis e Antonio Scialoja, e fu accompagnato dalla redazione di studi e regolamenti già completati. Il Consiglio Provinciale era in procinto di deliberare l’approvazione definitiva dell’iniziativa.

Tuttavia, Angelica Palli Bartolomei morì nel 1875 prima di vedere realizzato il suo “ultimo sogno di contentezza”. Il progetto rimase incompiuto, ma fu ricordato come uno dei più nobili intenti della sua vita pubblica. La commemorazione postuma auspicò che l’istituto potesse essere fondato come monumento vivente alla sua memoria. La tomba si trova nel cimitero Greco di via Mastacchi e un busto in marmo, eseguito dallo scultore Temistocle Guerrazzi, si trova nella Biblioteca Labronica.

Omaggi

Opere principali

Note

  1. 1 2 3 4 Visualizzatore Immagini TecaDigitale ver. 4.0, su periodici.comune.livorno.it. URL consultato il 2 settembre 2025.
  2. ↑ In un biglietto lasciato da Panajotti si legge: In questa casa, il 22 novembre 1798, un giovedì, alle ore 2 e tre quarti dopo mezzogiorno Dorotea partorì felicemente una bambina, che il giorno 1º dicembre fu tenuta a battesimo dal sig. Cristoforo Despotti e alla quale fu dato il nome di Angelica.)
  3. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 SIUSA.
  4. 1 2 Zanini-Cordi, Irene. “Angelica Palli and Alessio: Love and Patriotism in the Early Italian Historical Novel.” In The Palgrave Handbook of Transnational Women’s Writing in the Long Nineteenth Century, Palgrave Macmillan, 2024, pp. 133–150.
  5. ↑ Teresa Mori, BARTOLOMMEI, Giampaolo, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 80, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2014. URL consultato il 19 marzo 2018.
  6. ↑ Bartolomei è scritto, contrariamente a quello che è citato abitualmente con una emme sola. Lo si deduce dalla firma in calce a molte lettere scritte di suo pugno.
  7. ↑ Atto Vannucci, Riccordi della vita e delle opere di G.-B. Niccolini: Vita e opere. Amici, critici e nemici. Pubbliche testimonianze di stima e d'affetto. Notizie bibliografiche. Lettere dal 1798 al 1823, F. Le Monnier, 1866. URL consultato il 2 settembre 2025.
  8. ↑ Francesco Domenico Guerrazzi, La Battaglia di Benevento storia del secolo 13, Poligrafia italiana, 1849. URL consultato il 2 settembre 2025.
  9. 1 2 3 Falcucci, F. D. (1878). Commemorazione di Angelica Palli ne Bartolomei e iscrizione per la medesima. Livorno: Tipografia di A. B. Zecchini..
  10. ↑ Itinera, Angelica Palli, su Coop Itinera, 21 marzo 2020. URL consultato il 2 settembre 2025.
  11. ↑ Istituto Statale di Istruzione Superiore "Niccolini Palli", Sede Via Maggi, su https://www.liceoniccolinipalli.edu.it/, 28 ottobre 2023. URL consultato il 2 settembre 2025.
  12. ↑ Istituto Statale di Istruzione Superiore "Niccolini Palli", La Storia, su https://www.liceoniccolinipalli.edu.it/, 27 giugno 2022. URL consultato il 2 settembre 2025.

Bibliografia

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Collegamenti esterni

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