Angelo Capocci (fl. anni 1260) è stato un nobile e politico italiano.
Le esatte origini di Angelo Capocci non sono note. Apparteneva certamente alla famiglia aristocratica dei Capocci, e una lettera del 1254 di papa Innocenzo IV al cardinale Pietro Capocci ricordava Angelo come nipote del cardinale, anche se oltre questo non è noto altro. Era quindi forse figlio di Arcione Capocci, fratello di Pietro e podestà di Osimo, ma non v'è certezza su ciò.
Angelo Capocci compare per la prima volta negli anni 1260 come esponente di spicco dei ghibellini romani, tanto da essere eletto capitano del popolo. Con l'ascesa di Carlo I d'Angiò e la morte di Manfredi di Svevia, i ghibellini romani si sentirono minacciati e, in attesa della discesa in Italia dell'imperatore Corradino di Svevia, con un colpo di mano cacciarono da Roma i guelfi ed elessero senatore il principe Enrico di Castiglia, che aveva tradito l'Angiò passando ai ghibellini.
Capocci continuò ad imperare sulla politica romana per il resto degli anni 1260, ritirandosi nella campagna romana dopo il trionfo dell'Angiò alla battaglia di Tagliacozzo del 1268 e infastidendo le sue truppe e i suoi inviati, pur senza mai ritornare in auge. Di lui si perdono le tracce nel 1270, ed era certamente già morto prima del 1286.
Una lettera di papa Onorio IV del 1286 menziona due figli di Angelo Capocci, unici suoi eredi, che ebbe da una moglie sconosciuta: