| Angelo Giacomelli | |
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| Deputato del Regno d'Italia | |
| Legislatura | XII, XIII, XIV |
| Collegio | Treviso |
| Sito istituzionale | |
| Dati generali | |
| Titolo di studio | Laurea in ingegneria |
| Professione | prefetto |
Angelo Giacomelli (Trivignano Udinese, 19 aprile 1816 – Treviso, 16 settembre 1907) è stato un politico italiano.
Nacque a Trivignano Udinese il 19 aprile 1816 e si trasferì con la famiglia a Treviso nel 1823. Laureatosi in ingegneria al Politecnico di Vienna, si dedicò alle attività agricole e industriali della famiglia, che nel 1857 acquisì le officine meccaniche e la fonderia del quartiere trevigiano di Santa Maria della Rovere. Sposò Maria Rosmini, parente del filosofo Antonio Rosmini, dalla quale ebbe la figlia Antonietta, scrittrice cattolica.
Tra il 1847 e il 1848 partecipò al movimento mazziniano trevigiano e fu coinvolto nella rivolta viennese di marzo. Tornato a Treviso, si arruolò nella guardia civica e combatté contro gli Austriaci sul Piave. Nel 1850 entrò nel comitato mazziniano veneto guidato da Enrico Tazzoli, ma nel 1851 fu arrestato e condannato per alto tradimento; beneficiò di condoni imperiali nel 1852 e nel 1853.
Rientrato alla vita civile, si impegnò nell'agricoltura e nella meccanizzazione rurale, traducendo nel 1862–64 un trattato tedesco sulle macchine agricole. Nel 1862 donò a Giuseppe Garibaldi un locomobile a vapore. Dopo l'annessione del Veneto all'Italia, fu tra i fondatori dell'Unione liberale monarchica e nel 1866 istituì la Società operaia di mutuo soccorso “Garibaldi”.
Fu assessore comunale, presidente della Camera di commercio e del comizio agrario di Treviso. Nel 1872 presiedette il comitato organizzatore dell'Esposizione regionale veneta. Eletto deputato nel collegio di Treviso nel 1874, fu riconfermato nel 1876 e nel 1880. Il suo programma prevedeva l'abolizione della tassa sul macinato, l'allargamento del suffragio e una politica estera pacifista.
Nel 1882 fu nominato prefetto di Cremona da Agostino Depretis, incarico che ricoprì anche a Siena, Reggio Calabria e Piacenza. Si occupò di questioni agricole e di ordine pubblico, segnalando le tensioni tra proprietari e fittavoli e intervenendo nelle agitazioni contadine.
Nel 1893 pubblicò le Reminiscenze della mia vita politica negli anni 1848-1853, in cui rievocava le esperienze risorgimentali e la repressione austriaca. Collaborò con Oreste Baratieri alla stesura delle Memorie d'Africa (1898).
Collocato a riposo nel 1899, visse gli ultimi anni a Treviso, dove morì il 16 settembre 1907.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 370155284792987060072 · ISNI (EN) 0000 0000 6245 288X · SBN UBOV124050 |
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