Angelo Maria Costa (Palermo, ca 1670 – 1721) è stato un pittore italiano.
Formatosi probabilmente a Palermo, è documentato a Napoli tra il 1696 e il 1721 come allievo di Luca Giordano. Durante la sua permanenza nella città partenopea commise un furto e fu incarcerato nelle carceri della Vicaria, dove conobbe Leonardo Coccorante, del quale divenne maestro.
La sua opera si inserisce nella tradizione della pittura di veduta sviluppata da Viviano Codazzi e Micco Spadaro proseguita da Giovanni Ghisolfi, distinguendosi per l’inedito interesse verso la rappresentazione “dal vero” di edifici, monumenti e scorci urbani, realizzati con notevole precisione prospettica e attenzione al dettaglio. Tale approccio, inconsueto per l’epoca, mostra affinità con la pittura di Gaspar Van Wittel, pur mantenendo un linguaggio autonomo.
Dopo un lungo periodo di silenzio documentario, sono noti alcuni suoi dipinti raffiguranti vedute di Napoli, tra cui Il Palazzo Reale di Napoli (1696) nella collezione dell'Hospital de Aufera, a Toledo, in cui si evidenziano soluzioni prospettiche e compositive che anticipano i modelli poi diventati canonici durante il Settecento.
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