| Antapodosis | |
|---|---|
| Titolo originale | Ἀνταπόδοσης |
| Altri titoli | Retributio |
| Autore | Liutprando di Cremona |
| 1ª ed. originale | 970 d.C. circa |
| 1ª ed. italiana | 1945 |
| Genere | saggio |
| Sottogenere | storiografico, polemico |
| Lingua originale | latino |
| Ambientazione | dall'888 al 950 d.C., Alto Medioevo (Italia, Impero romano-germanico, Impero bizantino) |
| Personaggi | Berengario II d'Ivrea, Guilla III d'Arles, Marozia |
| Seguito da | Historia Ottonis |
L'Antapodosis (traslitterazione latina del greco Ἀνταπόδοσης, «Restituzione» o «Ritorsione») è l'opera più importante di Liutprando di Cremona, vescovo della città lombarda, rimasta incompleta.
Nel 956, Liutprando incontrò alla corte imperiale di Francoforte - dove anche altri intellettuali italiani erano emigrati o avevano trovato rifugio - Recemundo, vescovo mozarabo di Elvira e inviato del califfo Abd Ar-Rahman, che lo convinse a redigere una storia d'Europa dall'888 al 950. Iniziata nel 958, rimase incompiuta e, come ha efficacemente argomentato lo studioso Paolo Chiesa, non fu sottoposta a una revisione finale.
Il titolo significa "rendere la pariglia". Nel libro l'autore esprime il suo risentimento verso il re d'Italia Berengario e sua moglie Guilla. Liutprando, infatti, per anni aveva servito Berengario come ambasciatore. In seguito Berengario non l'aveva più voluto a corte costringendolo così a cercarsi un altro signore.
L'opera si compone di sei libri.
I primi tre narrano vicende di cui non fu testimone ma che gli furono raccontate; gli altri tre contengono vicende di cui fu diretto protagonista.
Nella prima parte sono citati i Papi Formoso (891-896), Sergio III (904-911) e Giovanni XI (931-935).
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 309564121 · J9U (EN, HE) 987007329025405171 |
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