
Antonello Satta (Gavoi, 9 febbraio 1929 – Cagliari, 15 gennaio 2003) è stato un giornalista e scrittore italiano.

Nato a Gavoi, in Barbagia, iniziò l'attività giornalistica nel 1949 collaborando con l'Unità. Militante del Partito Comunista Italiano, ne uscì nel 1956, come molti intellettuali, in seguito all'invasione sovietica dell'Ungheria. Il suo percorso politico e culturale approdò in seguito al neosardismo e all'impegno per il bilinguismo e la tutela della lingua sarda.
Collaborò con Radio Sardegna, sede regionale della Rai, per la quale realizzò inchieste e documentari radiofonici, tra cui Al di qua del Tirreno, Pescatori senza barca e Le orecchie tatuate.
Diresse i periodici Sardegna Oggi e Il Giornale; negli anni settanta fondò e diresse la rivista Nazione Sarda. Nel 1968 pubblicò su Tempo Presente un'analisi del sistema dell'informazione in Sardegna. Fu a lungo direttore editoriale della Jaca Book di Milano.
Si occupò di poesia e cultura popolare sarda: nel 1954 condusse a Gavoi una ricerca sul poeta settecentesco Cantoni Buttu, pubblicata postuma, e curò l'edizione critica di Sa scomuniga de predi Antiogu e una raccolta di versi di Benvenuto Lobina. Tradusse in italiano poeti romeni contemporanei.
Negli anni settanta fu con Eliseo Spiga fondatore e organizzatore del circolo culturale Città e Campagna.
La sua tomba a Settimo San Pietro è stata realizzata da Pinuccio Sciola. A Satta e al fratello Pietro è dedicata la biblioteca comunale di Gavoi.
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