
Antonio Dattis (Manduria, 25 giugno 1965) è un liutaio, ebanista e restauratore italiano.
È noto per la ricostruzione di strumenti musicali, in particolare modelli rari o non più in uso. Tra i lavori documentati vi è una delle copie moderne di ottobasso e una copia del Dyphone, strumento oggetto di presentazioni e discussioni in ambito musicologico e accademico. Inoltre ha realizzato copie di strumenti storici a corde pizzicate e ad arco, tra cui liuti, arciliuti, tiorbe, chitarre e mandolini.
Cresciuto nel comune di Sava, già da bambino si esercitava nella costruzione di piccoli modelli in legno, tra cui rudimentali abbozzi di violini, pur senza averne mai visto un esemplare reale.
In seguito intraprese la formazione presso la bottega del liutaio tarantino Alfredo Baroni, dove apprese le tecniche di costruzione di strumenti musicali a corda. Da allora si è occupato della costruzione e della ricostruzione di strumenti storici, attualmente presenti in diverse collezioni museali.
Nel 2006 avviò gli studi e la ricerca per la costruzione di un ottobasso, in collaborazione con il musicista Nicola Moneta e con il liutaio Pierre Bohr, che nel 1995 aveva già realizzato una ricostruzione dello strumento. La copia di Dattis, completata nel 2007, è attualmente funzionante ed esposta al Musical Instrument Museum di Phoenix, Arizona, utilizzata anche nel 2011 dalla produzione cinematografica Remote Control Production per la colonna sonora del film The Hunger Games.
Nel 2014, in collaborazione con il musicologo Davide Rebuffa, Dattis ha realizzato la prima ricostruzione moderna del Dyphone, liuto a doppio manico con cinquanta corde descritto da Thomas Mace nel trattato Musick’s Monument (1676) e mai costruito in epoca storica recente. Lo strumento, dotato di cinquanta corde, è stato presentato per la prima volta a Londra presso la English Lute Society e successivamente in un tour europeo e statunitense.