Antonio Verri

Antonio Verri (Città della Pieve, 17 febbraio 1839 – Città della Pieve, 17 aprile 1925) è stato un geologo, paleontologo, e ingegnere idraulico italiano.

Biografia

Laureatosi in scienze matematiche, Verri ha partecipato alle azioni militari per l'Unità d'Italia, con il grado di capitano, per poi entrare nel Genio militare, riuscendo a raggiungere, nel 1913, il grado di tenente generale. Autore di un centinaio di pubblicazioni, si è occupato, in prevalenza, di ingegneria idraulica e geologia.

Ha cominciato la sua attività scientifica, negli anni settanta dell''800, studiando in particolare la Val di Chiana, dal punto di vista stratigrafico, idrologico e paleontologico, mentre nel campo militare ha approfondito l'applicazione delle mine in relazione a determinate condizioni geologiche. In seguito ha spostato l'attenzione sul vulcanismo, occupandosi più volte, tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo, dei vulcani di diverse aree umbre, laziali e campane.

Particolare attenzione ha prestato allo studio geologico di alcuni monti, come nel caso del Monte Amiata, di colli romani, quali il Colle Quirinale e il Colle Capitolino, di fiumi, come il Sarno, il Tevere e il Velino, al quale ha associato l'approfondimento delle Cascate delle Marmore. In chiave squisitamente paleontologica, ha dedicato studi sul Miocene e sul Pliocene umbri e sull'uomo preistorico dell'area di Terni. Ha compiuto i rilievi per la carta geologica di Roma, che ha pubblicato nel 1915 con l'Istituto geografico De Agostini.

Nel 1881, a Bologna, è stato - al pari del suo coevo conterraneo e collega Lucio Mazzuoli - tra i fondatori della Società Geologica Italiana, di cui è stato nominato vicepresidente nel 1902 e, infine, presidente nel 1903.

Nel Museo di storia naturale e del territorio di Città della Pieve, ospitato nel Palazzo della Corgna, è stato ricostruito il suo studio con mobili originali, carte, strumenti e oggetti appartenuti a Verri.

Opere principali

Note e memorie

Saggi monografici

Note

  1. ↑ La sua vasta attività sulla materia è testimoniata dai seguenti studi: Sulla cronologia dei vulcani tirreni e sulla idrografia della Val di Chiana anteriormente al periodo pliocenico, Tip. Bernardoni, Milano 1878; I vulcani Cimini, in «Atti della R. Accademia dei Lincei, memorie della classe di scienze fisiche, matematiche e naturali», s. III, 1879-80, vol. VIII, pp. 34; Osservazioni geologiche sui crateri Vulsinii, Tip. della R. Accademia dei Lincei, Roma 1888; Sul Vesuvio e sul Vulcano Laziale, Tip. Cuggiani, Roma 1902; Rapporti tra il vulcano laziale e quello di Bracciano, in «Bollettino della Società Geologica Italiana», vol. XXII (1903), fasc. 2, pp. 169-180 e Le eruzioni della montagna Pelee e del vulcano laziale, Ivi, vol. XXIV (1905), fasc. 1, pp. 7.
  2. ↑ Cfr. la serie di documenti cartografici (online[collegamento interrotto]), predisposti dall'ISPRA.

Bibliografia

Controllo di autoritàVIAF (EN) 67987794 · ISNI (EN) 0000 0001 1930 5099 · SBN SBLV311626 · BAV 495/196076 · LCCN (EN) n87823949