Antonio il Romano

Sant'Antonio il Romano
Effige di Antonio il Romano dal coperchio del suo reliquiario
 

Egumeno (Abate)

 
MorteVelikij Novgorod
Venerato daChiesa ortodossa russa
Canonizzazione1597
Ricorrenza17 gennaio e 3 agosto

Antonio il Romano (in russo Антоний Римлянин?, Antonij Rimljanin; 1067? – Velikij Novgorod, 3 agosto 1147) fu un religioso attivo nella Rus' di Kiev nella prima metà del XII secolo.

Fondatore e primo egumeno del monastero di Antoniev presso Velikij Novgorod che a lui deve il nome, è venerato come santo della Chiesa ortodossa russa che ne celebra la memoria il 17 gennaio (onomastico anche di Antonio abate), il 3 agosto, giorno della sua morte, e nella settimana dopo la Pentecoste insieme agli altri Santi di Novgorod.

Biografia

Sant'Antonio il Romano con vista sul monastero - icona russa del XVI secolo

I dati biografici sulla vita di Antonio sono scarsissimi e direttamente derivati dalla sua agiografia, compilata nel XVI secolo.

Antonio nacque a Roma da «genitori ortodossi». All'età di 18 anni, rimasto orfano, distribuì i suoi beni ai poveri (una parte la mise in una botte che gettò in mare) e prese i voti monastici. Dimostrò zelo nello studio della lingua greca antica, delle Sacre Scritture e delle opere dei Padri della Chiesa. Vent'anni dopo, i "principi" della regione in cui si trovava il monastero e i "latini" iniziarono a perseguitare gli Ortodossi ed Antonio lasciò il cenobio devastato e si dedicò alla meditazione su una scogliera sul mare per un anno. Un giorno, nel settembre 1106, la pietra su cui Antonio si trovava si staccò dalla scogliera e cadde in mare. Attraversando il "mare caldo" (il Mediterraneo), la Neva, il lago Ladoga e il Volchov, il santo navigò miracolosamente sulla pietra fino a Velikij Novgorod, in soli tre giorni. L'arrivo a Novgorod sarebbe avvenuto la vigilia della Natività della Beata Vergine Maria (8 settembre).

Antonio inizialmente comunicò con gli abitanti di Novgorod tramite un interprete, poi, dopo aver pregato «che Dio gli rivelasse la lingua russa», poté farsi comprendere senza aiuti. Supportato dal vescovo di Novgorod Nikita, Antonio fondò il monastero di Antoniev in onore della Natività della Santissima Madre di Dio, utilizzando i resti dei suoi beni, dopo che dei pescatori rinvennero miracolosamente la botte ove egli ne aveva riposta una parte decenni prima. Originariamente Antonio realizzò per sé un piccolo eremo ma altri fedeli lo raggiunsero e l'unione delle rispettive celle creò il cenobio.

Nel 1117 furono poste nel cenobio le fondamenta di un catholicon in pietra in onore della Natività della Santissima Madre di Dio, la futura Cattedrale della Natività di Nostra Signora (Velikij Novgorod), che fu consacrata dal vescovo Giovanni di Novgorod nel 1119. La fondazione fu particolarmente importante poiché, al tempo, le chiese costruite in pietra nella regione erano erigende promosse dai Principi di Novgorod e non legate all'iniziativa di privati. Si suppone che la costruzione del tempio si dovette al Maestro Pietro, figura chiave negli sviluppi architettonici della cosiddetta "Scuola di Novgorod". In un muro del catholicon una pietra avrebbe riportato l'effige commemorativa di Antonio.

Nel 1131 il vescovo Nifonte di Novgorod nominò Antonio egumeno (abate) del monastero da lui fondato. Antonio governò il cenobio per 16 anni, nominando suo successore, alla vigilia della sua morte, il monaco Andrej, a cui viene attribuita la paternità della Vita. Antonio morì il 3 agosto 1147.

Agiografia

Sant'Antonio il Romano - icona dei Vecchi credenti del XVIII secolo

Come anticipato, i dati biografici su Antonio sono derivati dalla sua agiografia ma le sue attività a Novgorod sono confermate dalle fonti storiche locali: le cronache novgorodiane menzionano infatti la costruzione per sua iniziativa dell'omonimo monastero e della relativa chiesa, oltre a riportare la sua data di morte. La sua Vita è sopravvissuta in diverse copie, la più antica risalente al XVI secolo, mentre per secoli due documenti noti come Carte di Sant'Antonio (Gramoty Antonija Rimljanina) sono stati considerati i primi documenti privati nella storia della Russia. La menzione agiografica della persecuzione latino-cattolica contro gli ortodossi in Roma alla base del successivo miracoloso arrivo di Antonio in Novgorod è solitamente interpretata come una eco del Grande Scisma.

Fino alla metà del XVI secolo le origini romane di Antonio non furono menzionate né enfatizzate in alcun modo. Anzitutto, è opportuno ricordare che, nella Novgorod del XII secolo, il termine "romano" poteva riferirsi non solo a una persona proveniente da Roma ma anche da altre parti del Sacro Romano Impero, ivi comprese le terre germaniche, e forse anche a un mercante che commerciava con quelle terre. È possibile che la leggenda delle origini romane del santo sia sorta al volgere del periodo degli appannaggi quando, dopo la disfatta nella battaglia del fiume Šelon', la Repubblica di Novgorod fu assoggettata al Granducato di Mosca da Ivan III di Russia. Si diffusero allora, infatti, tutta una serie di testi "separatisti" tra i quali racconti celebranti la memoria di presunti santuari "romani" in Novgorod entro il cui novero entrò anche Antonio. Anche la versione definitiva della Vita si sviluppò in quel periodo, seppur potrebbe essere stata basata effettivamente su di un testo originariamente redatto dall'egumeno Andrej, discepolo e successore di Antonio.

Nel 1597 Antonio il Romano, già venerato localmente a Novgorod, fu ufficialmente canonizzato dalla chiesa ortodossa russa e le sue reliquie furono trasferite nel catholicon del monastero. Il 1° giugno 1860 le reliquie furono trasferite dal vescovo Eutimio di Staraja Russa in un nuovo reliquiario realizzato dal maestro orafo Fëdor Andreevič Verchovcev. L'archimandrita Leonzio, rettore del Seminario di Novgorod, partecipò alla creazione del reliquiario.

Nel 1927, al culmine della campagna anti-religiosa dell'Unione Sovietica e con il monastero ormai chiuso, il reliquiario di Antonio (come molti altri) fu aperto, le reliquie rimosse e trasferite in un museo anti-religioso, poi date per disperse per decenni. Nel 2016 lo studioso moscovita Denis Pežemskij ha completato uno studio ventennale sulle reliquie custodite nella Cattedrale di Santa Sofia (Velikij Novgorod), isolando i resti di Sant'Antonio e riconsegnandoli ufficialmente alla Chiesa.

La storia del viaggio di Sant'Antonio sulla pietra è ormai parte integrante del folclore russo.

Note

  1. 1 2 3 4 5 6 Nazarenko 2001.
  2. 1 2 3 4 5 Tradigo 2006, p. 354.
  3. 1 2 3 4 (RU) S.M. Shamin, Легенда о святом-камнеплавце в русской литературной и фольклорной традиции, in Герменевтика древнерусской литературы, n. 11, Mosca, 2004, pp. 471-479.
  4. 1 2 3 4 Ionina 2005, pp. 211-212.
  5. ↑ Ionina 2005, p. 212.
  6. ↑ Traimond 2003, p. 65.
  7. ↑ (EN) William Brumfield, A History of Russian Architecture, University of Washington Press, 1993, pp. 30-42, ISBN 9780295983936.
  8. ↑ Traimond 2003, pp. 55, 62-68 e 86.
  9. ↑ Ionina 2005, p. 213.
  10. ↑ Prima Cronaca di Novgorod.
  11. ↑ (RU) Православный образовательный портал «Слово», su portal-slovo.ru.
  12. ↑ (RU) Виктор Моисеевич Панеях, Время возникновения древнерусского частного акта (историографические заметки) (PDF), in Вспомогательные исторические дисциплины, vol. 25, 1994, pp. 19-40.
  13. ↑ (EN) Vladimir Vladimirovich Kuskov, A History of Old Russian Literature, Progress Publishers, 1980, pp. 205 e ss.
  14. ↑ (EN) Nikolaĭ Kallinikovich Gudziĭ, History of Early Russian Literature, Octagon Books, 1970, pp. 293 e ss.
  15. ↑ (RU) Новгородские губернские ведомости [Gazzetta provinciale di Novgorod], n. 42, 15 ottobre 1860, p. 23.
  16. ↑ (RU) Leonzio, Мои заметки и воспоминания – Автобиогр. зап. высокопреосвященнейшего Леонтия, митр. Московского [I miei appunti e ricordi – Autobiografia di Sua Eminenza Leonty, Metropolita di Mosca], Сергиев Посад, 1914.
  17. ↑ (EN) Dimitry V. Pospielovsky, A History of Soviet Atheism in Theory, and Practice, and the Believer, Vol 2: Soviet Anti-religious Campaigns and Persecutions, St Martin's Press, New York, 1988.
  18. ↑ Ionina 2005, p. 216.
  19. ↑ (RU) Тысячелетние мощи святого Антония Римлянина найдены в Великом Новгороде [A Veliky Novgorod sono state ritrovate reliquie millenarie di Sant'Antonio il Romano], 28 febbraio 2016.
  20. ↑ (EN) Albert F. Heard, The Russian Church and Russian Dissent: Comprising Orthodoxy, Dissent, and Erratic Sects, Harper, New York, 1887, p. 13.

Bibliografia

Fonti

Studi

Consultazione

Voci correlate

Altri progetti

Collegamenti esterni