Durante il lancio della Navicella Spaziale Apollo tramite il razzo Saturn V, il lancio poteva essere annullato per salvare l'equipaggio in caso di esplosione o malfunzionamento del missile. L'equipaggio, in funzione dell'altezza raggiunta dal volo, aveva a disposizione differenti procedure o mode per l'annullamento missione. Nelle missioni non fu mai necessario utilizzarli.
Nei primi minuti di volo, le comunicazioni di Houston sulle modalità di annullamento attivate e le relative risposte del comandante, sono tra le poche informazioni scambiate fra nave e terra.
In caso di problemi al Saturn V nelle prime fasi di volo, il sistema di annullamento era deputato in maniera automatica all'Emergency Detection System (EDS). Il sistema era automatizzato poiché nelle primissime fasi di lancio, i problemi potevano evolvere molto velocemente, rendendo lenta la gestione umana del sistema. Nelle fasi successive, più tranquille per quanto riguardava l'evolversi delle procedure, l'EDS veniva disattivato e le eventuali procedure di annullamento erano controllate manualmente dall'equipaggio.
Delle 5 modalità di annullamento, le procedure fino al secondo (II) sono varianti dello sgancio del razzo intero, seguito dall'ammaraggio della capsula equipaggio. Dalla terza procedura fino al cinque sono varianti che permettono il distacco del solo stadio guasto, permettendo ai rimanenti di continuare il volo in orbita terrestre. In questo scenario, veniva iniziata una missione di backup in orbita terrestre per non vanificare completamente il lancio. In tutti i casi, il Apollo Command/Service Module (CM) effettua un ammaraggio seguendo questa procedura:
La sequenza cronologica dei modes di annullamento nelle missioni apollo era:

Il sistema automatico EDS viene quindi inizializzato a T -5:00 (inizializzazione del Pad Abort Mode) fino al raggiungimento di mode One-Bravo (IB). Raggiunto mode One-Charlie (IC), l'EDS viene disattivato e tutte le seguenti possibilità vengono inizializzate con comando manuale.