Arcidiocesi di Salta

Arcidiocesi di Salta
Archidioecesis Saltensis
Chiesa latina
 
Provincia ecclesiastica
Provincia ecclesiastica della diocesi
Diocesi suffraganee
Cafayate, Catamarca, Humahuaca, Jujuy, Orán
 
Arcivescovo metropolitaMario Antonio Cargnello
Vicario generaleEdgardo César Correa,
Dante Bernacki
Presbiteri112, di cui 80 secolari e 32 regolari
8.309 battezzati per presbitero
Religiosi38 uomini, 118 donne
Diaconi2 permanenti
 
Abitanti1.035.690
Battezzati930.630 (89,9% del totale)
StatoArgentina
Superficie92.860 km²
Parrocchie67
 
Erezione28 marzo 1806
Ritoromano
Cattedraledi Nostro Signore e della Vergine del Miracolo
Santi patroniSanti Filippo e Giacomo
IndirizzoEspaña 596, A4400ANL Salta, Argentina
Sito webwww.arzobispadodesalta.org.ar
Dati dall'Annuario pontificio 2023 (ch · gc)
Chiesa cattolica in Argentina
La basilica minore di San Francesco a Salta.

L'arcidiocesi di Salta (in latino Archidioecesis Saltensis) è una sede metropolitana della Chiesa cattolica in Argentina. Nel 2022 contava 930.630 battezzati su 1.035.690 abitanti. È retta dall'arcivescovo Mario Antonio Cargnello.

Territorio

L'arcidiocesi comprende parte del dipartimento di Susques della provincia di Jujuy e quindici dipartimenti della provincia di Salta: Anta, Metán, Rosario de la Frontera, La Candelaria, Guachipas, La Viña, Chicoana, General Güemes, Capital, La Caldera, Rosario de Lerma, Cachi, La Poma, Los Andes e Cerrillos.

Sede arcivescovile è la città di Salta, dove si trova la cattedrale di Nostro Signore e della Vergine del Miracolo. Nella stessa città sorge anche la basilica minore di San Francesco.

Il territorio si estende su 92.860 km² ed è suddiviso in 67 parrocchie.

Provincia ecclesiastica

La provincia ecclesiastica di Salta, istituita nel 1934, comprende cinque suffraganee:

Storia

La diocesi di Salta fu eretta il 28 marzo 1806 con la bolla Regalium Principum di papa Pio VII, ricavandone parte del territorio dalla diocesi di La Plata o Charcas (oggi arcidiocesi di Sucre) e parte dalla diocesi di Tucumán (oggi arcidiocesi di Córdoba).

Nel 1812 il primo vescovo Nicolás Videla del Pino, accusato di parteggiare per la Corona spagnola, fu obbligato dal generale Manuel Belgrano ad abbandonare la città. Per quasi cinquant'anni Salta non ebbe più un suo vescovo e fu retta da un vicario apostolico e altri vicari capitolari; José Eusebio Colombres, eletto vescovo nel 1858, morì prima di essere consacrato.

Originariamente suffraganea dell'arcidiocesi di La Plata o Charcas (oggi arcidiocesi di Sucre in Bolivia), il 5 marzo 1865 entrò a far parte della provincia ecclesiastica dell'arcidiocesi di Buenos Aires.

Il 15 febbraio 1897 cedette una porzione del suo territorio a vantaggio dell'erezione della diocesi di Tucumán (oggi arcidiocesi).

Il 22 maggio 1920 acquisì dalla diocesi di Catamarca il territorio del dipartimento di Los Andes; il 2 luglio 1944 cedette alla diocesi di Catamarca il dipartimento di Antofagasta de la Sierra.

Il 20 aprile 1934 per effetto della bolla Nobilis Argentinae nationis di papa Pio XI ha ceduto un'ulteriore porzione di territorio a vantaggio dell'erezione della diocesi di Jujuy e contestualmente è stata elevata al rango di arcidiocesi metropolitana.

Il 10 aprile 1961 e l'8 settembre 1969 ha ceduto ancora porzioni di territorio a vantaggio dell'erezione rispettivamente della diocesi di Orán e della prelatura territoriale di Cafayate.

Il 21 gennaio 1972 si è ampliata, incorporando la parte del dipartimento di Susques a sud del Tropico del Capricorno dalla prelatura territoriale di Humahuaca.

Cronotassi dei vescovi

Si omettono i periodi di sede vacante non superiori ai 2 anni o non storicamente accertati.

Statistiche

L'arcidiocesi nel 2022 su una popolazione di 1.035.690 persone contava 930.630 battezzati, corrispondenti all'89,9% del totale.

Anno Popolazione Presbiteri Diaconi Religiosi Parrocchie
battezzati totale % n. secolari regolari battezz. per
presbitero
uomini donne
1950290.000300.00096,712442822.3389614529
1964?350.000?1084563?11230
1970320.000376.00085,111444702.8078111533
1976307.722364.68084,410040603.077708037
1980355.000417.00085,17535404.7331439135
1990645.200715.00090,28452327.68084810540
1999687.000791.00086,910981286.3027728449
2000685.513791.00086,711683335.9097828750
2001690.428800.00086,310773346.4526788552
2002677.678752.97690,010672346.3936617452
2003677.678752.97690,011177346.1056717852
2004677.678752.97690,011379345.9976637853
2010717.000797.00090,013890485.19578616657
2014745.000860.00086,612187346.15756512860
2017886.700986.80089,912991386.87344212568
2020914.1001.017.30089,99985149.23342413569
2022930.6301.035.69089,911280328.30923811867

Note

  1. ↑ Nel 1825 questo territorio, composto dalle regioni di Tarija e Chichas, fu incorporato alla Bolivia e di fatto tornò all'arcidiocesi di Charcas.
  2. ↑ (LA) Bolla Semper Romani (PDF), AAS 12 (1920), pp. 323-324.
  3. ↑ (LA) Sacra Congregazione Concistoriale, Decreto Cum nuper (PDF), AAS 36 (1944), p. 291.
  4. ↑ (LA) Congregazione per i Vescovi, Decreto Maiori Christifidelium (PDF), AAS 64 (1972), pp. 316-317.
  5. ↑ Dall'11 luglio 1836 al 1º ottobre 1838 la sede fu retta, in qualità di vicario apostolico, da José Agustín Molina y Villafañe, vescovo titolare di Camaco.
  6. ↑ Nominato vescovo titolare di Sofene.

Bibliografia

Voci correlate

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Collegamenti esterni

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