Arctic Metagaz

Arctic Metagaz
La GDF Suez Everett in Norvegia nel 2012.
Descrizione generale
TipoMetaniera
Registro navaleRS, nº 021168
Porto di registrazione Bergen (2003-2014)
Singapore (2014-2023)
Monrovia (2023-2025)
Soči (dal 2025)
Identificazione
CostruttoriDaewoo Shipbuilding & Marine Engineering
CantiereGeoje, Corea del Sud
Costruzione n.2212
Impostazione3 giugno 2002
Consegna16 giugno 2003
Entrata in serviziogiugno 2003
Nomi precedentiBerge Everett (2003-2008)
BW Suez Everett (2008-2013)
BW GDF Suez Everett (2013-2018)
BW Everett (2018-2023)
Metagas Everest (2023-2025)
Statoalla deriva dal 3 marzo 2026
Caratteristiche generali
Stazza lorda93 844 tsl
Stazza netta28 154 tsn
Portata lorda77551 tpl
Lunghezza277 m
Larghezza43,44 m
Altezza26 m
Pescaggio12,1 m
PropulsioneMotore diesel a doppia combustione con turbine ausiliarie
Velocità19,5 nodi (36,11 km/h)
Capacità di carico138000 m³ di GNL
Equipaggio30
Arctic Metagaz, su vesselfinder.com. URL consultato il 25 marzo 2026.
(EN) Arctic Metagaz, su lk.rs-class.org. URL consultato il 25 marzo 2026.
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L'Arctic Metagaz è una metaniera russa destinata al trasporto di gas naturale liquefatto (GNL), operativa dal 2003 al 2026.

Costruita in Corea del Sud nel 2003 dal cantiere navale Daewoo Shipbuilding & Marine Engineering a Geoje con il nome di Berge Everett, la nave è stata ribattezzata GDF Suez Everett tra il 2009 e il 2018, Everett nel 2018, Metagas Everest nel 2023, Everest Energy nel 2024 e infine Arctic Metagaz nel 2025.

Caratteristiche

La nave misura 277 m di lunghezza per 43 m di baglio massimo, con una stazza lorda di circa 93844 tonnellate e una capacità di carico di circa 138000 m³ di GNL.

Storia

Nel corso della sua carriera commerciale la nave ha cambiato più volte proprietario, bandiera e nome; tra le denominazioni precedenti figurano Berge Everett ed Everest Energy.

L'Arctic Metagaz è stata associata alla cosiddetta "flotta fantasma" russa, un insieme di navi utilizzate per continuare le esportazioni di idrocarburi nonostante le sanzioni internazionali contro la Russia, imposte in seguito all'invasione russa dell'Ucraina iniziata nel 2022.

Tra il 2024 e il 2025 l'unità è stata soggetta a sanzioni da parte dell'Unione europea, degli Stati Uniti, del Regno Unito e di altri paesi per il suo coinvolgimento nel trasporto di gas proveniente dal progetto Arctic LNG 2, un grande programma russo di sfruttamento di gas nell'Artide.

Incidente del 2026

Nella notte del 3 marzo 2026 l'Arctic Metagaz fu interessata da una serie di esplosioni mentre navigava nel Mar Mediterraneo, tra Malta e la Libia.

L'incendio che ne seguì provocò gravi danni alla struttura della nave, facendo inizialmente temere il suo affondamento. I circa 30 membri dell'equipaggio furono evacuati con successo su un'altra nave e non furono registrate vittime.

Secondo i dati AIS (IMO 9243148), la nave risultava diretta a Port Said in Egitto. Nella notte tra l'8 e il 9 marzo 2026 il centro libico di coordinamento per la ricerca e il soccorso marittimo ha diffuso un avviso alla navigazione. Il 15 marzo 2026 la nave risultava ancora in galleggiamento, ma alla deriva, con una forte inclinazione, a circa 50 miglia nautiche a sudovest di Malta Le cause delle esplosioni non sono state chiarite. Alcune fonti hanno ipotizzato un attacco con droni navali ucraini provenienti dalla costa libica, mentre altre suggeriscono un possibile incidente tecnico.

Si tratta del secondo natante collegato alla flotta fantasma russa a subire un grave incidente nel Mediterraneo dopo il cargo Ursa Major, affondato nel dicembre 2024.

Importanza geopolitica

L'Arctic Metagaz era considerata una nave rilevante nella strategia russa per mantenere le esportazioni di GNL nonostante le restrizioni delle sanzioni occidentali. Nel 2024 fu tra le prime metaniere non classificate per la navigazione nei ghiacci a transitare con successo lungo il passaggio a nord-est, una via artica strategica che consente di evitare le rotte più meridionali.

L'attacco alla nave è stato quindi interpretato come un episodio significativo nel contesto delle tensioni internazionali legate alla guerra in Ucraina e alla sicurezza delle rotte energetiche globali.

Note

  1. ↑ La nave era stata commissionata da Suez prima della fusione con Gaz de France per trasportare e rigassificare a Boston GNL proveniente dal progetto Yemen LNG, poi abbandonato. A causa dei costi sostenuti durante questo periodo, Engie vendette infine l'unità a TotalEnergies nel 2018 nell'ambito della cessione delle attività GNL del gruppo.
  2. ↑ ARCTIC METAGAZ, su vesselfinder.com.
  3. 1 2 (EN) Russian gas carrier "Arctic Metagaz" caught fire off the coast of Malta, su www1.ru, 4 marzo 2026.
  4. 1 2 3 (EN) Atle Staalesen, Tanker attacked in Mediterranean was carrying sanctioned Arctic gas, su The Barents Observer, 4 marzo 2026.
  5. ↑ (FR) Emmanuel Grynszpan, Guerre en Ukraine : un méthanier russe coulé au large de la Libye, in Le Monde, 5 marzo 2026.
  6. ↑ (FR) Un tanker russe de gaz coule au large de la Libye après des explosions, su Zonebourse, 4 marzo 2026.
  7. ↑ (EN) Neville Borg, 'Mayday, Mayday, Mayday': How stricken Russian ship turned to Malta for help, su Times of Malta, 4 marzo 2026.
  8. ↑ Il relitto della metaniera russa Arctic Metagaz si avvicina alle coste di Malta. “Se esplodesse sarebbe una catastrofe”, in Il Fatto Quotidiano, 15 Marzo 2026.
  9. ↑ (EN) Russian gas carrier Arctic Metagaz attacked in Mediterranean Sea, su Interfax, 4 marzo 2026.
  10. ↑ (EN) Russian shadow ship becomes first LNG carrier ever lost at sea, su intellinews.com, 4 marzo 2026.

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