| Arctic Metagaz | |
|---|---|
| Descrizione generale | |
| Tipo | Metaniera |
| Registro navale | RS, nº 021168 |
| Porto di registrazione | |
| Identificazione |
|
| Costruttori | Daewoo Shipbuilding & Marine Engineering |
| Cantiere | Geoje, Corea del Sud |
| Costruzione n. | 2212 |
| Impostazione | 3 giugno 2002 |
| Consegna | 16 giugno 2003 |
| Entrata in servizio | giugno 2003 |
| Nomi precedenti | Berge Everett (2003-2008) BW Suez Everett (2008-2013) BW GDF Suez Everett (2013-2018) BW Everett (2018-2023) Metagas Everest (2023-2025) |
| Stato | alla deriva dal 3 marzo 2026 |
| Caratteristiche generali | |
| Stazza lorda | 93 844 tsl |
| Stazza netta | 28 154 tsn |
| Portata lorda | 77551 tpl |
| Lunghezza | 277 m |
| Larghezza | 43,44 m |
| Altezza | 26 m |
| Pescaggio | 12,1 m |
| Propulsione | Motore diesel a doppia combustione con turbine ausiliarie |
| Velocità | 19,5 nodi (36,11 km/h) |
| Capacità di carico | 138000 m³ di GNL |
| Equipaggio | 30 |
| Arctic Metagaz, su vesselfinder.com. URL consultato il 25 marzo 2026. (EN) Arctic Metagaz, su lk.rs-class.org. URL consultato il 25 marzo 2026. | |
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L'Arctic Metagaz è una metaniera russa destinata al trasporto di gas naturale liquefatto (GNL), operativa dal 2003 al 2026.
Costruita in Corea del Sud nel 2003 dal cantiere navale Daewoo Shipbuilding & Marine Engineering a Geoje con il nome di Berge Everett, la nave è stata ribattezzata GDF Suez Everett tra il 2009 e il 2018, Everett nel 2018, Metagas Everest nel 2023, Everest Energy nel 2024 e infine Arctic Metagaz nel 2025.
La nave misura 277 m di lunghezza per 43 m di baglio massimo, con una stazza lorda di circa 93844 tonnellate e una capacità di carico di circa 138000 m³ di GNL.
Nel corso della sua carriera commerciale la nave ha cambiato più volte proprietario, bandiera e nome; tra le denominazioni precedenti figurano Berge Everett ed Everest Energy.
L'Arctic Metagaz è stata associata alla cosiddetta "flotta fantasma" russa, un insieme di navi utilizzate per continuare le esportazioni di idrocarburi nonostante le sanzioni internazionali contro la Russia, imposte in seguito all'invasione russa dell'Ucraina iniziata nel 2022.
Tra il 2024 e il 2025 l'unità è stata soggetta a sanzioni da parte dell'Unione europea, degli Stati Uniti, del Regno Unito e di altri paesi per il suo coinvolgimento nel trasporto di gas proveniente dal progetto Arctic LNG 2, un grande programma russo di sfruttamento di gas nell'Artide.
Nella notte del 3 marzo 2026 l'Arctic Metagaz fu interessata da una serie di esplosioni mentre navigava nel Mar Mediterraneo, tra Malta e la Libia.
L'incendio che ne seguì provocò gravi danni alla struttura della nave, facendo inizialmente temere il suo affondamento. I circa 30 membri dell'equipaggio furono evacuati con successo su un'altra nave e non furono registrate vittime.
Secondo i dati AIS (IMO 9243148), la nave risultava diretta a Port Said in Egitto. Nella notte tra l'8 e il 9 marzo 2026 il centro libico di coordinamento per la ricerca e il soccorso marittimo ha diffuso un avviso alla navigazione. Il 15 marzo 2026 la nave risultava ancora in galleggiamento, ma alla deriva, con una forte inclinazione, a circa 50 miglia nautiche a sudovest di Malta Le cause delle esplosioni non sono state chiarite. Alcune fonti hanno ipotizzato un attacco con droni navali ucraini provenienti dalla costa libica, mentre altre suggeriscono un possibile incidente tecnico.
Si tratta del secondo natante collegato alla flotta fantasma russa a subire un grave incidente nel Mediterraneo dopo il cargo Ursa Major, affondato nel dicembre 2024.
L'Arctic Metagaz era considerata una nave rilevante nella strategia russa per mantenere le esportazioni di GNL nonostante le restrizioni delle sanzioni occidentali. Nel 2024 fu tra le prime metaniere non classificate per la navigazione nei ghiacci a transitare con successo lungo il passaggio a nord-est, una via artica strategica che consente di evitare le rotte più meridionali.
L'attacco alla nave è stato quindi interpretato come un episodio significativo nel contesto delle tensioni internazionali legate alla guerra in Ucraina e alla sicurezza delle rotte energetiche globali.