Arnaldo Fazzi

Monumento a Matteo Civitali, 1893, Lucca
Monumento Casentini, 1902 circa, Lucca, cimitero urbano

Arnaldo Fazzi (Lucca, 6 gennaio 1855 – Firenze, 15 agosto 1944) è stato uno scultore italiano.

Biografia

Originario di Lucca, dove nacque il 6 gennaio 1855 da Samuele, orologiaio, e da Maddalena Giambastiani, compì i primi studi artistici presso il locale Regio Istituto di Belle Arti. Nel 1877 ottenne un pensionato artistico triennale che gli consentì di trasferirsi a Firenze, dove approfondì la scultura sotto la guida di Giovanni Dupré. I suoi primi anni nel capoluogo toscano furono segnati da difficoltà economiche, documentate nelle lettere indirizzate all’amico Enrico Ridolfi.

Nel 1880 contrasse matrimonio con Elena Rossi, dalla quale ebbe tre figli, e già l’anno successivo esordì al Salon di Parigi con la statuetta marmorea Il falconiere. La prima importante commissione pubblica arrivò nel 1887, quando gli fu affidata la realizzazione del monumento a Garibaldi per Città di Castello. L’anno seguente prese parte al concorso per un monumento dedicato a Ugo Foscolo, destinato a Santa Croce a Firenze; il suo bozzetto venne selezionato tra i quattro vincitori a pari merito. Nei successivi sviluppi del concorso, riservati ai finalisti, presentò due nuovi progetti e condivise nuovamente il primo premio ex aequo con Giuseppe Cassioli, senza che però l’opera fosse mai realizzata.

Nel 1891 intraprese l’attività di insegnante presso la Scuola professionale di arti decorative e industriali di Firenze. Due anni più tardi, nel 1893, portò a compimento quello che è considerato il suo capolavoro: il monumento in bronzo a Matteo Civitali, inaugurato il 17 settembre dello stesso anno e collocato, per volontà dell’amministrazione comunale, sotto la loggia di palazzo Pretorio. Seguirono altri successi, tra cui la vittoria nel 1895 al concorso nazionale per il monumento ad Antonio Pedrocchi nel Cimitero Maggiore di Padova.

Nel 1900, nominato professore di scultura all’Istituto di Belle Arti di Lucca, rinunciò all’insegnamento della plastica presso la Scuola di Decorazione dell’Umanità di Milano. Venne ricordato da Giovanni Pascoli in due lettere inviate nel 1901 da Messina all’amico Alfredo Caselli. In questo periodo progettò la cappella del marchese Sardini nel cimitero urbano di Lucca, completata nel 1904 e decorata da un grande bassorilievo concavo in marmo a soggetto allegorico, che ne orna l’abside. Nel 1903 realizzò anche il medaglione bronzeo con l’effigie di Umberto I, collocato nell’atrio del palazzo Comunale. Nello stesso anno fece parte del comitato provinciale incaricato di sostenere l’Esposizione internazionale di Milano del 1906.

Nel 1908 conseguì un importante riconoscimento nel concorso nazionale per la decorazione dei propilei del Vittoriano a Roma, eseguendo uno dei rilievi dedicati alla Fama, posto sul pronao del propileo di sinistra. Due anni più tardi, nel 1910, prese parte al concorso bandito dal Comune di Genova per il Monumento ai Mille da erigersi sullo scoglio di Quarto: pur non risultando vincitore (il premio andò a Eugenio Baroni) ottenne un riconoscimento di 1.000 lire.

Ritiratosi dall’insegnamento nel 1930, all’età di settantacinque anni, visse gli ultimi anni a Firenze, dove morì il 15 agosto 1944.

Tra le opere successive e collaterali alla produzione monumentale si ricordano il portale in bronzo dell’Accademia Navale di Livorno e numerosi monumenti funerari nel cimitero di Lucca, fra cui quello dedicato a Rachele Arata. Legato per tutta la vita alla lezione di Dupré, mantenne un linguaggio artistico contraddistinto da un elegante gusto decorativo e da un’accurata attenzione al dettaglio, tanto nelle opere di piccole dimensioni quanto in quelle monumentali.

Note

  1. 1 2 3 4 5 6 Archivio storico degli artisti lucchesi, Fondazione Ragghianti, Lucca.

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