Arpicordo

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Arpicordo
Spinetta a pedale, Bologna, San Colombano, (collezione Tagliavini)
Informazioni generali
Classificazione314.122-8
Cordofoni semplici
Uso
Musica barocca

L'arpicordo (sostantivo maschile, composto di arpa e corda) è uno strumento musicale a corde munito di tastiera, frequentemente utilizzato in Italia tra l'inizio del XVI secolo e il secolo successivo. Sono rimaste numerose composizioni scritte appositamente per questo strumento, ed è spesso nominato da musicisti e musicologi contemporanei.

Intavolatura di balli d’arpicordo, di Giovanni Picchi, Venezia, 1621

Sull'esatta identità dello strumento ci si affida alle descrizioni di illustri contemporanei quali il padre del celebre astronomo, Vincenzo Galilei ("il quale strumento altro non è che un Harpa giacente", aggiungendo "Arpa giacente cui sono aggiunti tasti" e Adriano Banchieri («la forma di tale stromento è appuntata da amendui le parti con il scanello, & accorda dell'Arpa»): su queste basi, e tenendo presente l'improbabilità che non ci siano giunti modelli di uno strumento così diffuso, si tende ad identificare l'arpicordo con una grande spinetta dalla forma poligonale non rettangolare; il termine spinetta era allora usato esclusivamente per gli strumenti di forma rettangolare. Osservando dall'alto questi strumenti è possibile notare come la forma ricordi quella di un'arpa (da cui il nome per la disposizione delle corde) in posizione orizzontale.

Un altro esemplare di arpicordo risalente al 1552, restaurato, appartenuto al musicista Francesco Patavino si trova presso il museo veneziano Correr.

Arpicordo del museo alla Scala, Milano

Il museo teatrale alla Scala possiede un raro esemplare di arpicordo realizzato nel 1544 da Giovanni Francesco Antegnati.

Arpicordo di Gian Francesco Antegnati del 1544. Museo teatrale alla Scala, Milano

Realizzato esternamente in legno di cipresso mentre internamente è stato realizzato usando legni di noce, acero, tiglio, bosso, abete. Recentemente restaurato, in mostra a Roma (da ottobre 2025), tornerà nella sua sede milanese il 19 gennaio seguente.

L'arpicordo era lo strumento dei salotti nobiliari del tardo rinascimento, usato e apprezzato dai musicisti professionisti ma anche da quelle che venivano indicate come le "buone ragazze di casa".

Citazioni letterarie

Nel romanzo inglese Pamela, o la virtù premiata di Samuel Richardson del 1740 alla protagonista Pamela Andrews, cameriera presso il ricco Lord Brandon, viene chiesto di suonare più volte l'arpicordo (Torino, Edizioni Frassinelli, 1995, pag.258), oltre che il clavicordo (Torino, Edizioni Frassinelli, 1995, pag.182), strumenti musicali praticati dalle fanciulle di buoni costumi.

Note

  1. ↑ San Colombano, collezione Tagliavini, su genusbononiae.it.
  2. 1 2 (EN) D.J.Hamoen, The Arpicordo Problem: Armand Neven's Solution Reconsidered. Acta Musicologica, XLVIII (1976), pagg. 181-4
  3. ↑ Vincenzo Galilei, Dialogo della musica antica, et della moderna. Firenze, 1581, pag. 144
  4. ↑ Ibidem
  5. ↑ Adriano Banchieri, Conclusioni nel suono dell'organo. Bologna, 1609, pag. 44
  6. ↑ Presentazione del restauro dell'arpicordo di Francesco Patavino (Venezia 1552) del Museo Correr., su conservatoriovenezia.eu, 27 giugno 2025.
  7. ↑ Evaristo Baschenis, Strumenti musicali, su museoscala.org.
  8. ↑ Redazione Ansa, Intesa Sanpaolo rinnova il sostegno alla Fondazione Scala, su ansa.it, 3 dicembre 2025.
  9. ↑ Davide Oliviero, Mostre Roma, Palazzo delle Esposizioni: "Restituzioni 2025", su gbopera.it, 27 ottobre 2025.
  10. ↑ Redazione Ansa, Restituzioni: a Roma 117 opere restaurate da Sironi a Pascali, su ansa.it, 27 ottobre 2025.
  11. ↑ "Lady Macbeth, tragica sensualità", di Marta Ghezzi, Corriere della Sera, inserto "Opera", speciale Lady Macbeth del Distretto di Mcensk, 6 dicembre 2025, pag. 29.

Voci correlate

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