| Arpicordo | |
|---|---|
| Informazioni generali | |
| Classificazione | 314.122-8 Cordofoni semplici |
| Uso | |
| Musica barocca | |
L'arpicordo (sostantivo maschile, composto di arpa e corda) è uno strumento musicale a corde munito di tastiera, frequentemente utilizzato in Italia tra l'inizio del XVI secolo e il secolo successivo. Sono rimaste numerose composizioni scritte appositamente per questo strumento, ed è spesso nominato da musicisti e musicologi contemporanei.

Sull'esatta identità dello strumento ci si affida alle descrizioni di illustri contemporanei quali il padre del celebre astronomo, Vincenzo Galilei ("il quale strumento altro non è che un Harpa giacente", aggiungendo "Arpa giacente cui sono aggiunti tasti" e Adriano Banchieri («la forma di tale stromento è appuntata da amendui le parti con il scanello, & accorda dell'Arpa»): su queste basi, e tenendo presente l'improbabilità che non ci siano giunti modelli di uno strumento così diffuso, si tende ad identificare l'arpicordo con una grande spinetta dalla forma poligonale non rettangolare; il termine spinetta era allora usato esclusivamente per gli strumenti di forma rettangolare. Osservando dall'alto questi strumenti è possibile notare come la forma ricordi quella di un'arpa (da cui il nome per la disposizione delle corde) in posizione orizzontale.
Un altro esemplare di arpicordo risalente al 1552, restaurato, appartenuto al musicista Francesco Patavino si trova presso il museo veneziano Correr.
Il museo teatrale alla Scala possiede un raro esemplare di arpicordo realizzato nel 1544 da Giovanni Francesco Antegnati.

Realizzato esternamente in legno di cipresso mentre internamente è stato realizzato usando legni di noce, acero, tiglio, bosso, abete. Recentemente restaurato, in mostra a Roma (da ottobre 2025), tornerà nella sua sede milanese il 19 gennaio seguente.
L'arpicordo era lo strumento dei salotti nobiliari del tardo rinascimento, usato e apprezzato dai musicisti professionisti ma anche da quelle che venivano indicate come le "buone ragazze di casa".
Nel romanzo inglese Pamela, o la virtù premiata di Samuel Richardson del 1740 alla protagonista Pamela Andrews, cameriera presso il ricco Lord Brandon, viene chiesto di suonare più volte l'arpicordo (Torino, Edizioni Frassinelli, 1995, pag.258), oltre che il clavicordo (Torino, Edizioni Frassinelli, 1995, pag.182), strumenti musicali praticati dalle fanciulle di buoni costumi.