Art punk

Art punk
Origini stilistichePunk rock
Art rock
Rock sperimentale
Origini culturaliStati Uniti d'America e Regno Unito tra la fine degli anni settanta e l'inizio degli anni ottanta.
Strumenti tipicivoce, chitarra, basso, batteria, sintetizzatore, tastiera
PopolaritàGenere in gran parte underground, ma gruppi come i Talking Heads hanno ottenuto un buon successo commerciale.
Generi derivati
Math rock - Mathcore
Generi correlati
Post-hardcore - Art rock - Noise rock - Post-punk

L'Art punk è un sottogenere del punk rock caratterizzato da un'attitudine sperimentale, oppure collegato all'avanguardia o al mondo dell'arte. Tra le molte band appartenenti al punk d'avanguardia, spiccano maggiormente i The Blood Brothers[senza fonte], i Savage Republic[senza fonte], i Gang of Four e i Talking Heads.

Storia

I primi gruppi a essere definiti in questo modo, ossia New York Dolls[senza fonte], Ramones[senza fonte] e Patti Smith, appartenevano alla scena punk di New York della fine degli anni settanta. Più o meno nello stesso periodo band come Wire e The Ex, che avevano unito punk, jazz, noise e musica etnica furono ispirati dall'avanguardia musicale e furono descritti come avant-punk, così come i Dog Faced Hermans. Importanti figure in questo periodo sono anche Richard Hell con i Television, Scritti Politti e The Raincoats. La scena no wave, tra la fine degli anni settanta e l'inizio degli ottanta, è considerata parte dell'art punk e fu descritta da Martin Rev dei Suicide come "un importante ramo avanguardistico del rock". Ne sono stati esponenti Glenn Branca, DNA

Gruppi successivi definiti art punk e si sono imposti anche nel mainstream sono Fugazi, Goes Cube, The Rapture (inclusi nella cosiddetta art wave insieme ai The Rakes), i No Age. Anche i Crass sono stati inclusi in questa categoria, non a causa di tendenze sperimentali, ma perché utilizzavano altre forme d'arte oltre alla musica nei loro concerti.

Note

  1. ↑ Crisafulli, Chuck, Nirvana: Teen Spirit: The Stories Behind Every Song, 2003, Da Capo, ISBN 978-1560255581
  2. 1 2 3 Muggleton, David & Weinzierl, Rupert, The Post-subcultures Reader, 2003, Berg, ISBN 978-1859736685, p. 245
  3. 1 2 3 4 (EN) Rebel Art, su outsideleft.com.
  4. 1 2 Brookes, Tim, Guitar: An American Life, 2006, Grove/Atlantic, ISBN 978-0802142580
  5. ↑ (EN) 25 Up: Punk's Silver Jubilee - Aesthetic Anesthetic: Liberating the Punk Canon, su popmatters.com. URL consultato il 26 novembre 2009.
  6. ↑ (EN) Wire: the art-punk band's journey and legacy, su independent.co.uk, Independents.uk. URL consultato il 26 novembre 2009.
  7. ↑ Guglielmi, Federico, Punk, Giunti 2006, ISBN 978-88-09-74202-4, pag. 89
  8. ↑ (EN) Holland's Avant-punk Heroes, su thebostonphoenix.com. URL consultato il 26 novembre 2009 (archiviato dall'url originale il 16 gennaio 2009).
  9. ↑ (EN) The Ex: 27 years of Dutch art-punk, su pittsburghcitypaper.ws, Pittsburghcitypaper.com. URL consultato il 26 novembre 2009 (archiviato dall'url originale il 27 settembre 2011).
  10. ↑ Strong, Martin C., The Great Alternative & Indie Discography, 1999, Canongate, ISBN 0-86241-913-1
  11. 1 2 Reddington, Helen, The Lost Women of Rock Music: Female Musicians of the Punk Era, 2007, Ashgate, ISBN 978-0754657736, p. 47
  12. ↑ (EN) Kill Your Idols, su film.guardian.co.uk, Guardian.co.uk. URL consultato il 27 novembre 2009.
  13. ↑ Nobakht, David, Suicide: No Compromise, 2008 SAF, ISBN 978-0946719716, p. 125
  14. 1 2 Kaplan, E. Ann, Postmodernism and Its Discontents: Theories, Practices, 1988, Verso Books, ISBN 978-0860912118
  15. ↑ (EN) Pinnacle of Punk, su brooklynpaper.com. URL consultato il 27 novembre 2009.
  16. ↑ (EN) Downloads, su articles.latimes.com, Latimes.com. URL consultato il 27 novembre 2009.
  17. ↑ (EN) The Rapture, su allmusic.com. URL consultato il 27 novembre 2009.
  18. ↑ (EN) The drinking person's thinking band, su guardian.co.uk, Guardian.uk. URL consultato il 27 novembre 2009.
  19. ↑ (EN) Staging Their Happenings in an Art-Punk Mode, Embracing the Threat of Chaos, su nytimes.com. URL consultato il 27 novembre 2009.
  20. ↑ (EN) Jeffrey Lewis, 12 Crass Songs, su guardian.co.uk, Guardian.uk. URL consultato il 27 novembre 2009.
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