Il termine astro, presente in italiano dal 1321, deriva dal latinoastrum, a sua volta coniato dal greco anticoἄστρον (àstron, nome neutro), che vuol dire astro, stella, ma anche sistema di stelle (asterismo) o costellazione.
In latino "astrum" almeno inizialmente era un grecismo e veniva considerato quindi un termine dotto, i termini più comuni erano "sidus" (da cui in italiano derivano gli aggettivi "sidereo" e "siderale") e "stella". Il termine greco ἀστήρ (astèr, maschile di ἄστρον) è stato accostato a termini mesopotamici (ceppo semitico) designanti la dea Astarte simboleggiata da Venere come 'stella del mattino', quali Aštart (fenicio), Athtar (aramaico) o Ištar (babilonese).
Sin dall'antichità, agli astri era attribuita natura mitologica in quanto ognuno di essi veniva assimilato a una vera e propria divinità, come attestato ad esempio da Cicerone:
(latino)
«Sidera autem aetherium locum optinent; qui quoniam tenuissimus est et semper agitatur et viget, necesse est, quod animal in eo gignatur, id et sensu acerrumo et mobilitate celerrima esse. Quare cum in aethere astra gignantur, consentaneum est in his sensum inesse et intellegentiam, ex quo efficitur in deorum numero astra esse ducenda.»
(italiano) «Le stelle poi occupano la zona eterea. E poiché questa è la più sottile di tutte ed è sempre in movimento e sempre mantiene la sua forza vitale, è necessario che quell'essere vivente che vi nasca sia di prontissima sensibilità e di prontissimo movimento. Per la qual cosa, dal momento che sono gli astri a nascere nell'etere, è logico che in essi siano insite sensibilità e intelligenza. Dal che risulta che gli astri devono essere ritenuti nel numero delle divinità.»
↑Giovanni Semerano, Le Origini della Cultura Europea, Vol. II - Dizionari Etimologici - Basi semitiche delle lingue indoeuropee - Dizionario della Lingua Greca, Leo S . Olschki Editore, 1994, p.40, ISBN88 222 4233 5.
↑Anna Ferrari, Dizionario di Mitologia Greca e Latina, DeA Pianeta Libri S.r.L, 2018, pp.87-90, ISBN978-88-511-3507-2.