| Ataollah Salehi | |
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| Nascita | Rudsar, 9 marzo 1949 |
| Religione | Islam sciita |
| Dati militari | |
| Paese servito | |
| Forza armata | |
| Anni di servizio | 1967 - 2019 |
| Grado | Maggior generale |
| Guerre | Guerra Iran-Iraq Guerra per procura tra Iran e Israele |
| Battaglie | Operazione Mersad |
| Comandante di |
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| fonti nel corpo del testo | |
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Ataollah Salehi (in persiano عطاءالله صالحی; Rudsar, 9 marzo 1949) è un generale iraniano, vice capo di stato maggiore delle forze armate iraniane dal 2017 al 2019 ed ex comandante dell'Esercito regolare della Repubblica islamica dell'Iran (Artesh) dal 2005 al 2017.
Salehi nacque il 9 marzo 1949 a Rudsar, provincia di Gilan nell'allora Stato Imperiale dell'Iran, durante la dinastia Pahlavi. Dopo aver conseguito il diploma di scuola superiore, nel 1967 si arruolò nell'esercito imperiale e nel 1970 si diplomò all'accademia militare in Artiglieria con il grado di secondo tenente. Con l'ascesa di Ruhollah Khomeyni a leader supremo dell'Iran nel 1979 l'esercito venne riorganizzato nelle forze terrestri della Repubblica Islamica dell'Iran (NEZAJA).
Scalando i ranghi Salehi ha ricoperto vari ruoli durante la sua carriera quale l'incarico di comandante della 77ª Divisione fanteria "Khorasan", comandante della 58ª Divisione speciale "Zolfiqar", comandante del quartier generale nord-orientale del Paese e vice capo responsabile all'addestramento del Comando generale delle forze armate. L'11 settembre 2005 è stato nominato comandante in capo dell'Artesh dopo le dimissioni del generale Mohammad Salimi.
Il 21 agosto 2017 è stato nominato vice capo di stato maggiore delle forze armate iraniane. Nel 2019 è stato congedato dal servizio attivo venendo nominato consigliere del Comando Generale delle Forze Armate per gli Affari dell'Esercito.
Il generale è stato sposato con Marzieh Shariatmadari, sorella del ministro dell'industria iraniana Mohammad Shariatmadari, scomparsa nel 2016. La coppia ha avuto due figli, un maschio e una femmina: Ammar e Fatemeh. Nel 2019 i due fratelli sono stati arrestati con l'accusa di corruzione finanziaria; Fatemeh è stata rilasciata poco dopo l'arresto mentre Ammar è stato condannato a dieci anni di reclusione.