Ate

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Ate (in greco antico Ἄτη?, «rovina, inganno, dissennatezza») è una figura minore della mitologia greca.

Descrizione

Frequentemente induce al peccato di ὕβρις (hýbris), la tracotanza che nasce dalla mancanza di senso della misura.

Ate non tocca il suolo: cammina leggera sul capo dei mortali e degli stessi dei, inducendoli in errore.

La seguono, senza riuscire mai a raggiungerla, le Litai, le rugose Preghiere, che si prendono cura di coloro cui Ate ha nuociuto nel suo cammino. Quando qualcuno si rivela sordo alle Preghiere, queste si rivolgono al padre Zeus perché faccia perseguitare da Ate chi le ha respinte.

Due sono i miti principali sulle sue origini, differenti l'uno dall'altro:

Stando allo Pseudo-Apollodoro, Ate atterrò su una collina in Frigia, in una località che assunse il nome della dea. Nello stesso luogo Zeus scaraventò anche il Palladio, e Ilo vi fondò Troia;

Ate ed Eris sono talora confuse. Secondo alcuni non fu Eris, ma Ate, infuriata per non essere stata invitata alle nozze di Peleo e Teti, a lasciar scivolare durante il banchetto una mela d'oro recante la scritta "alla più bella". La mela della discordia generò una disputa fra Era, Atena e Afrodite, poi risolta in favore di quest'ultima con il giudizio di Paride, ponendo le premesse per la guerra di Troia.

Secondo Nonno, Ate fu indotta da Era a convincere il giovane Ampelo, amato da Dioniso, a cavalcare un toro per impressionare il dio; Ampelo fu disarcionato e si ruppe il collo.

Note

  1. ↑ Omero, Iliade, XIX.91-94.
  2. ↑ Omero, Iliade, IX.502-514.
  3. ↑ Omero, Iliade, XIX.95-133.
  4. ↑ Pseudo-Apollodoro, Biblioteca, III.12.3.
  5. ↑ Esiodo, Teogonia, v. 230.
  6. ↑ Nonno, Dionisiache, XI.113.

Voci correlate

Collegamenti esterni

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