Augusto Caroselli (Roma, 18 novembre 1833 – Roma, 10 giugno 1899) è stato un poeta italiano.
Augusto Caroselli apparteneva al gruppo dei poeti della Scuola romana che si riuniva, di sera, al caffè Nuovo, a piazza San Lorenzo in Lucina (sotto Palazzo Ruspoli). A Roma, tra il 1850 e il 1870, «le accademie – ha scritto Domenico Gnoli - continuavano lo scioperato dilettantismo settecentesco. La poesia era considerata come un lodevole esercizio, un complemento d'educazione, un passatempo elegante.» Caroselli fu intimo amico dei poeti Lodovico Parini e Giovanni Battista Maccari. Di professione avvocato, possedeva una solida formazione classica. Scriveva versi imitando Petrarca e Leopardi e tradusse Orazio. È anche autore del libretto per opera Isabella Orsini, tratto da Francesco Domenico Guerrazzi. Insegnò Lettere al Liceo municipale di Velletri. Mal sopportava la sudditanza al Potere Temporale del papa e sperava nella liberazione di Roma.
Achille Monti recensì la sua traduzione delle Odi di Orazio, lodandone «la purezza della favella, la proprietà, eleganza ed efficacia del dire, e in molte parti la bellezza e armonia del verso che è sempre e veracemente italiano, e ritraente quella nobiltà e grandezza che solo si attinge allo studio amoroso de' classici, i quali ben si scorge come al Caroselli sian passati in succo ed in sangue.» Una poesia di Caroselli fu pubblicata nell'opuscolo Il fiore. Era intitolata: Partendo da una riva dell'Adriatico. Leggiamo l'incipit:

Ritornan l'aure amiche
D'autunno, e i gravi rai
Contiene il Sole delle campagne apriche
Cessar del mietitore i dolci lai
E già desian le valli
Dell'allegra vendemmia il riso e i balli,
Più cauto dalla proda
Il pescator la lieve barca snoda.
Augusto Caroselli scrisse le poesie: Ultimo canto di Tasso, Alla povertà, Ad uno scrittore di poesie amorose, imitando Petrarca. Componeva anche quadretti paesani, scorci semplici e di gusto più moderno, quasi impressionistico:

Pargol, chi per Genzano
Tien d'Ariccia la via,
Dalla sinistra mano
Incontra un'osteria
Ch'or di salsiccia è piena.
Ad imitazione di Leopardi, Augusto Caroselli ha composto questi versi:
Melanconico e solo
Giù nella valle, ove lo star t'è caro,
Tu canti, o rosignuolo.
Nel gruppo dei poeti della scuola romana era frequente scambiarsi poesie dedicate. In Nuove poesie di Giambattista Maccari c'era anche un sonetto che Giovanni Battista Maccari aveva dedicato a Caroselli e che conteneva un chiaro riferimento al Petrarca e alle fonti del Sorga:
O Caroselli, quel leggiadro stile
Che a più lieta stagion seguir ne piacque,
Sotto il gran sasso ond'esce Sorga nacque,
Ov'ebbe albergo il suo signor gentile.
A noi sì caro, altrui povero e umìle,Che co' suoi verdi rami a terra giacque
La nostra fronda inonorata e vile.
Ma dimmi, o amico mio, di noi che fia
Se vorrà pure il ciel che in qualche parte
Ritorni Italia a più diritta via?
Di me non so, ché assai da te si parte
L'ingegno mio, ma s'io ben vidi in pria
Fia che ridano allor tue belle carte.
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