Augusto Michelacci (Firenze, 5 gennaio 1825 – Firenze, 13 febbraio 1888) è stato un medico italiano.
Figlio di Adelaide Buzzi e dell'architetto Giuseppe Michelacci, si sposò con Elisa Migliarini. Nominato medico astante presso l'Arcispedale di Santa Maria Nuova l'11 gennaio 1849, divenne membro del Collegio medico fiorentino nel 1858 e Direttore degli Ospedali di Bonifazio e Santa Lucia nel 1859. In quell'anno fu anche chiamato a ricoprire la cattedra di insegnamento di Dermatologia, insegnando presso l'Istituto di Studi Superiori e di Perfezionamento di Firenze fino al 1888.Nel 1866 divenne direttore dell'Arcispedale. Ricoprì numerosi incarichi pubblici conferiti dal Governo, dalla Provincia e dal Comune di Firenze. Socio dell'Accademia Fisiocratica senese e dell'Accademia medico-fisica fiorentina, membro onorario della Società di Medicina e Scienze Naturali di Parigi. Gli studi più importanti riguardano le cause della pellagra e si sono basati sull'esperienza maturata in un apposito reparto dell'Ospedale di Bonifazio dedicato a questa patologia. Nel 1866 fondò insieme al collega Pietro Pellizzari il Giornale italiano di malattie veneree della pelle. La considerazione del professore Michelacci è attestata anche dalla sua consultazione per la quinta edizione del Vocabolario dell'Accademia della Crusca (1863-1923), come si evince dalla sua lettera ad Augusto Alfani, Accademico Compilatore, di risposta al quesito sulle voci "fiammasalsa" e "flemmasalsa" come termini di medicina. Gli appunti delle sue lezioni furono raccolti dall'allievo Carlo Cossuto e pubblicati nel 1871 in un manuale. Tra i suoi allievi, Celso Pellizzari gli succederà pochi anni dopo la morte alla cattedra di Dermatologia e Sifilografia.
La Biblioteca Biomedica dell'Università degli studi di Firenze conserva il fondo Augusto Michelacci consistente in libri, manoscritti e carteggi donati dalla vedova Elisa Migliarini alla Biblioteca dell'Arcispedale di Santa Maria Nuova nel marzo 1888: studi sul colera, sulla pellagra, lezioni di medicina, appunti e memorie relative all'attività di dermatologo, circa 40 lettere a lui inviate da vari corrispondenti, carte di Pietro Cipriani relative ad appunti di medicina e studi riguardanti l'Arcispedale di Santa Maria Nuova.