
L'autoarticolato, o bilico (spesso chiamato impropriamente con l'acronimo TIR), è uno dei più comuni tipi di convoglio stradale. Simile all'autotreno, ne differisce soprattutto per il fatto che l'autoarticolato è composto di un trattore stradale, cioè di un veicolo provvisto di cabina ma non di vano di carico, essendo quest'ultimo sostituito da una ralla sulla quale appoggia (e viene fissata) una parte del semirimorchio.
Proprio la zona di aggancio è stata una delle più studiate dai tecnici, sia per consentire una standardizzazione delle soluzioni che consentissero un facile aggancio-sgancio della combinazione, sia nel tempo per riuscire ad abbassare sempre più la ralla verso il terreno.
Il risultato positivo, ottenuto in buona parte grazie all'impiego di pneumatici ribassati, ha fatto sì che l'altezza del vano di carico, nella parte anteriore del semirimorchio, venisse vieppiù aumentata dai 210/230 cm dei primi tempi, fino ad arrivare alle altezze di 250/270 cm.
Rispetto all'autotreno, questa accoppiata presenta tanto aspetti sia positivi sia negativi; tra i lati positivi si possono annoverare:
Tra i lati negativi, sempre rispetto all'autotreno, possono essere citati:

Mentre sulle strade dell'Europa continentale sono presenti solamente autoarticolati composti di un trattore e di un semirimorchio, in altre parti del mondo non è raro vedere combinazioni multiple di più semirimorchi agganciati l'uno all'altro (i cosiddetti Road train australiani) o di un ulteriore rimorchio agganciato al retro dell'autoarticolato (B-Train). Naturalmente questi convogli, dato il loro notevole ingombro, necessitano di percorsi praticamente rettilinei.
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