AA.VV.

AA.VV. è l'abbreviazione, o sigla, contrazione di Autori Vari, utilizzata sia in letteratura, per citare nelle bibliografie o nelle note a un testo una pubblicazione opera di più di tre autori, sia in ambito musicale per le compilation, ovvero album di brani realizzati da vari autori o interpretati da vari artisti (solitamente un brano a testa), e in tal senso ha il suo corrispondente nell'inglese VV.AA. (Various Authors o Artists).

L'uso di AA.VV. viene ormai deprecato, in quanto privo di utilità nell'ordinamento per autore delle bibliografie, dove provoca infatti inutili elenchi di titoli attribuiti a un inesistente autore "AA.VV.".

Trova tuttavia un'applicazione pratica in quelle catalogazioni ove ai testi (o ai brani) divisi per autori/artisti si voglia aggiungere alcune raccolte tematiche o per genere. Ciò al fine di raggruppare alfabeticamente in testa all'elenco le raccolte, senza inframmezzarle alle cartelle dedicate ai singoli autori/artisti.

Storia

L'uso di "AA.VV." (come contrazione di "Autori vari") si era diffuso in Italia dalla fine degli anni settanta del Novecento, probabilmente per influsso del libro di Umberto Eco, Come si fa una tesi di laurea, pubblicato nel 1977.

L'abbreviazione era usata, in passato, anche in alcuni cataloghi delle biblioteche, anche dopo la pubblicazione delle Regole Italiane di Catalogazione per Autore (RICA) che ne escludono l'uso. Di conseguenza, la ricerca in alcuni cataloghi online di biblioteche produce lunghe liste di «titoli dell'autore AA.VV.».

L'uso dell'abbreviazione persiste ancora in ambito editoriale, come si può osservare interrogando anche cataloghi di vendita online di libri e pubblicazioni.

Divieto vigente

Per quanto riguarda i cataloghi delle biblioteche le Regole Italiane di Catalogazione per Autore (RICA), predisposte tra il 1968 e il 1976 e pubblicate nel 1979, ne escludono l'uso. Il divieto è stato confermato dalle Regole Italiane di Catalogazione (REICAT), pubblicate nel 2009, che hanno sostituito le RICA.

Lo standard ISO 690/1987 (versione italiana UNI ISO 690:2007) stabilisce che, in caso di opere collettive, per le quali non sia possibile identificare un autore principale, è necessario intestare l'opera al titolo, escludendo quindi l'uso di sigle come AA.VV.

Note

  1. ↑ Claudio Gnoli, Le citazioni bibliografiche. -- (AIB-WEB. Contributi), su aib.it. URL consultato il 12 maggio 2024.
    «L'espressione AA. VV., che sta per "autori vari", un tempo molto diffusa, oggi non deve più essere utilizzata»
  2. ↑ Ad esempio AA.VV._Inni e marce militari, AA.VV:_inni di partito, AA.VV._Colonne sonore di film, AA.VV._Sigle TV, ecc..
  3. ↑ Gabriele Gatti, La sindrome AA.VV.: utenti finali tra sindrome della disintermediazione e trappole bibliografiche, in Biblioteche Oggi, ottobre 1977, p. 39..
  4. ↑ Secondo Luigi Crocetti, Il terrore del titolo e lo stile citazionale, in Il nuovo in biblioteca, Roma, Associazione Italiana Biblioteche, 1994, pp. 143-154., la sigla AA. VV. è divenuta di fatto uno degli "autori" più prolifici nei cataloghi italiani.
  5. ↑ Si veda ad esempio la ricerca di "AA. VV." come autore, su OPAC del Sistema Documentario Integrato dell'Area Fiorentina (SDIAF)., che dà 3749 risultati, o l'indicazione nel record bibliografico priva di senso quale Indicazione di A. sul dorso: AA.VV. dell'OPAC dell'Università di Milano.
  6. ↑ ricerca di AA. VV., su amazon.com. URL consultato il 3 novembre 2013.
  7. ↑ La sigla AA.VV. non è mai menzionata, né nel paragrafo "Opere di più autori", né nella lista di abbreviazioni in appendice.
  8. ↑ (EN) ISO 690:2010, Information and documentation -- Guidelines for bibliographic references and citations to information resources, su iso.org. URL consultato il 3 novembre 2013.
  9. ↑ ISO 690:2010, paragrafo 5.4.3

Bibliografia

Voci correlate

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