
Avatara (AFI: /avaˈtara/; dal sanscrito अवतार, avatāra, AFI: [ɐʋɐtaːrɐ]; a volte adattato, sul modello di inglese e francese, come avatar, /avaˈtar/), in numerose teologie indù, è l'apparizione materiale o la discesa sulla terra della divinità.
Tale termine è collegato al verbo avatṝ (di genere parasamaipadam, attivo, di 1ª classe), con il significato di "discendere in" (accusativo o locativo) oppure "discendere da" (ablativo) ancora "arrivare a" (accusativo) o "essere al posto giusto", "essere adatto" e infine "incarnarsi" (nel caso di una divinità).
La nozione religiosa di "avatara", ovvero la "discesa sulla terra della divinità" compare in India tra il III e il II secolo a.C., nella Bhagavadgītā quando Visnù esprime l'intenzione di assumere diverse forme al fine di restaurare l'ordine cosmico (Ṛta/Dharma).
Da tener presente che nelle correnti induiste che vanno sotto il nome di kṛṣṇaismo è Kṛṣṇa ad essere considerato Dio, l'Essere supremo stesso, e fonte degli altri avatara e non semplicemente una manifestazione o un avatara per quanto completo di Visnù, il quale, di converso è visto come una manifestazione minore di Kṛṣṇa.
Dal punto di vista teologico un avatara è la forma fisica assunta da Visnù, il dio presente nella tradizione vedica e brahmanica, forma fisica assunta per restaurare l'ordine cosmico, il Dharma. Portata a compimento tale missione, l'avatara scompare o viene assorbito in Visnù. Essendo diverse le circostanze in cui il dio deve manifestarsi nella sua forma fisica, differenti sono quindi le forme che esso assume.
Allo stesso modo, gli studiosi osservano come i differenti avatara intendano sussumere diverse divinità regionali, settarie e tribali, all'interno del medesimo contesto brahmanico proprio per mezzo della divinità vedica di Visnù. Questo consente alle teologie di dimostrare come tali differenti forme divine non siano altro che la medesima forma divina di un'unica religione, ovvero di riassumere le diversità, spesso regionali, in una stabile manifestazione religiosa, ovviandone i contrasti e le tensioni.
La nozione di avatara è successivamente uscita dal contesto strettamente visnuita essendo stata applicata anche ad altre divinità indù quale Durgā che, in alcuni testi più recenti, vengono visti assumere forme fisiche al fine di salvare il mondo o, soprattutto, beneficare i propri devoti, salvandoli dai pericoli.

Le tradizioni sugli avatara di Visnù sono molteplici, ma a partire dalla codificazione delle scuole Pāñcarātra, gli avatara di Visnù furono ritenuti "dieci" (daśāvatāra).
Generalmente si intendono i seguenti avatara:
Se questo è l'elenco più comune e diffuso degli avatara, vi sono ulteriori elenchi presenti nella letteratura tradizionale:
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