Baby talk

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Baby talk, di Helen Hyde, 1908

Il baby talk (detto anche motherese in inglese, e in italiano maternese o madrese) è la varietà linguistica usata dagli adulti nel rivolgersi ai bambini piccoli.

È caratterizzato essenzialmente da due componenti di base:

Il fenomeno del maternese è universalmente riscontrabile in tutte le culture.

La dizione baby talk può dare adito a equivoci, per cui va specificato che con questo termine si indica soltanto la varietà linguistica adottata dalle persone più grandi che parlano ai bambini in tenera età, e non quella parlata dai bimbi agli adulti (a dispetto di eventuali fenomeni di imitazione da parte del bebè, che restano comunque secondari).

Descrizione

A livello più specifico, le componenti del baby talk possono essere così classificate:

Uno dei caratteri fondamentali del baby talk consiste nella chiarissima articolazione, che ha lo scopo di rendere riconoscibili al bambino le singole unità distintive dell'enunciato.

L'enunciato è semplificato anche dal punto di vista del lessico (poche parole semplici) e della sintassi (stile olofrastico, cioè enunciati resi con singole parole). Parole come papà, mamma, nanna, pappa, pipì, popò ecc. indicano l'attitudine ad usare un linguaggio foneticamente semplice e ricco di ripetizioni sillabiche.

L'enunciato può essere rafforzato da una forte componente cinesica, con atti mimico-gestuali da parte del parlante. L'altezza dei suoni può risultare aumentata; vengono messi in risalto elementi prosodici come l'intonazione della frase.

Note

  1. ↑ Manuale di psicologia dello sviluppo, Ada Fonzi
  2. ↑ Baby talk - Enciclopedia, su Treccani. URL consultato il 5 aprile 2026.
  3. ↑ B. Moretti, Ai margini del dialetto. Varietà in sviluppo e varietà in via di riduzione in una situazione di ‘inizio di decadimento, Bellinzona, Osservatorio linguistico della Svizzera italiana, 1999, pp. 316-317.
  4. ↑ Wayback Machine (DOC), su www2.scform.unibo.it. URL consultato il 5 aprile 2026 (archiviato dall'url originale l'11 maggio 2006).
  5. ↑ Maurizia Cotti[collegamento interrotto], Scuola di Psicologia e Scienze della Formazione dell'Università di Bologna

Voci correlate