
Backpacking (lett. "viaggiare con lo zaino") è un termine inglese, utilizzato anche in italiano, che indica un modo di viaggiare economico. Deriva dall'inglese backpack, che significa "zaino".
Un termine italiano analogo a backpacker è saccopelista, che veniva usato nella seconda metà del XX secolo per riferirsi ai turisti o viaggiatori che dormivano nel proprio sacco a pelo, spesso all'aperto.
Il backpacker in genere si sposta per periodi medio-lunghi con un budget limitato, spendendo oculatamente nell'economia locale per vitto, trasporti e alloggi, tanto che la spesa complessiva dei turisti zaino in spalla negli esercizi locali risulta superiore ai loro omologhi all inclusive. Viaggia quindi preferibilmente con mezzi pubblici e voli aerei low cost e dorme in strutture locali come ad esempio ostelli, disdegnando le strutture organizzate straniere. Un'altra sua caratteristica è l'indipendenza nell'organizzarsi autonomamente, non affidandosi per esempio ad agenzie che offrono pacchetti di viaggi, guide turistiche e viaggi di gruppo. Per aiutarsi, il backpacker si procura spesso guide di viaggio, libri che descrivono varie tipologie di alloggi, trasporti e ristoranti, dai più economici ai più costosi.
Tra i backpacker che viaggiano per un periodo lungo vi sono quelli che hanno terminato gli studi e si dedicano a questo tipo di viaggio economico prima di entrare definitivamente nel mondo del lavoro.
Gli scopi del backpacking sono vari:
In Italia il fenomeno è meno sviluppato rispetto all'Europa settentrionale, ma in forte aumento.[senza fonte]
Uno studio condotto nel 2018 tra oltre 500 viaggiatori zaino in spalla, realizzato da ricercatori dell’Università Sun Yat-sen e dell’Università Pedagogica di Shaanxi in Cina, nonché dall’Università Edith Cowan in Australia, ha mostrato che per i occidentali i viaggi zaino in spalla portano all’acquisizione di abilità come la comunicazione efficace, la presa di decisioni, l’adattabilità e la risoluzione dei problemi, tutte competenze che contribuiscono ad aumentare l’autoefficacia; mentre per i turisti cinesi l’acquisizione di abilità quali la gestione del tempo e del denaro, lo sviluppo linguistico, la gestione dello stress e l’automotivazione ha determinato il maggior incremento dell’autoefficacia.
Mark Hampton dell’Università del Kent, in un articolo per The Guardian nel 2010, sosteneva che per molte comunità svantaggiate nei paesi in via di sviluppo i benefici economici derivanti dall’accoglienza di turisti zaino in spalla superano gli aspetti negativi. Poiché i viaggiatori zaino in spalla tendono a consumare prodotti locali, soggiornare in piccoli ostelli e usufruire dei trasporti terrestri locali, la maggior parte delle loro spese resta all’interno del paese più che nel turismo di massa tradizionale.
La cosa più importante per la sicurezza durante il viaggio è usare il buon senso. Rimanete informati sugli eventi in corso. Cercate di non viaggiare da soli. Mantenetevi nelle zone sicure.
Flashpacking e Poshpacking indicano viaggi con un numero maggiore di risorse economiche e materiali. Questi termini derivano dalla parola “backpacking” (zaino in spalla) — un termine gergale che indica uno stile di viaggio “lussuoso” o un aggettivo informale che designa l’alta classe.
Begpacking unisce l’elemosina e lo zaino in spalla, riferendosi a persone che chiedono soldi (direttamente o indirettamente), elemosinando durante spettacoli di strada o commerciando (vendendo cartoline o altri piccoli oggetti) per prolungare il viaggio all’estero. Questa tendenza ha suscitato critiche perché sottrae risorse a chi ne ha realmente bisogno, e a un famoso begpacker è stato vietato l’ingresso a Singapore. Il begpacking è diffuso nel Sud-Est asiatico ed è una tendenza in Sud America e in Corea del Sud.
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