Bardo Corsi

Bardo Corsi

Bardo Corsi (27 maggio 1566 – Firenze, 1° marzo 1624) è stato un nobile italiano, mercante, marchese e uno dei mecenati delle arti fiorentine, appartenente alla dinastia Corsi. La sua opera più nota è l'Argonautica (1608), opera creata per commemorare le nozze di Cosimo II de' Medici, Granduca di Toscana e Maria Maddalena d'Austria. Nel 1617 acquistò per 11.700 ducati il ​​feudo di Caiazzo nel Regno di Napoli, venendo elevato e decorato dal re Filippo III di Spagna, che concesse il titolo di marchese alla famiglia. Poiché morì senza eredi nel 1624, il titolo passò automaticamente ai figli di Jacopo Corsi, suo fratello, che crebbe come suoi.

Stemma Corsi

Biografia

Bardo nacque da Giovanni di Jacopo Corsi e dalla contessa Alessandra Della Gherardesca. Come i suoi fratelli Giulio e Jacopo, Bardo ebbe un'educazione raffinata con Luca Bati, incentrata principalmente sugli ambiti commerciali e artistici.

Nel 1602, dopo aver curato i sei figli lasciati dal fratello Jacopo, tutti minorenni (Giulia (1591-?), Settimia (1597-?), Maria (1599-?), Giovanni (1600-1661), Lorenzo (1601-?), Alessandra (1602-?)), Bardo decise che non si sarebbe sposato né avrebbe avuto altri figli, dedicandosi esclusivamente alla loro educazione in memoria e in considerazione dell'amore che provava per il fratello.

Come suo fratello Jacopo, era un uomo noto per la sua eccellente dedizione alle arti, ma più di ogni altra cosa, era noto per essere il vero artefice della fortuna della famiglia Corsi. Bardo agì come un importante commerciante di grano nelle città di Messina e Napoli, gestendo le attività di famiglia che erano già state avviate lì, anni prima, dal suo defunto zio Bardo di Jacopo, omonimo. Il suo successo come imprenditore lo portò a un'immensa ricchezza e questa ricchezza è diventata un'eredità, soprattutto per la storia di Firenze, riflessa nell'acquisto di proprietà, obbligazioni e grandi investimenti.

La sua impresa più nota, senza dubbio, fu l'acquisto del marchesato napoletano di Caiazzo nel 1617, che diede alla famiglia il titolo nobiliare definitivo di marchesi, che mantennero per lunghe generazioni fino ad oggi. L'acquisto del titolo eresse Bardo come il primo marchese della dinastia Corsi all'epoca, avendo la sua conferma, decorazione e incoronazione fatte e dichiarate personalmente dal re Filippo III di Spagna, requisito indispensabile che concluse il processo di concessione della nobiltà nello stesso anno, con la consegna dello scritto debitamente firmato dal re. Fu da questo fatto che la famiglia Corsi, che era già iscritta nei libri nobiliari fiorentini, entrò a far parte anche dei libri nobiliari napoletani, cosa che anni dopo finì per dividere nuovamente la famiglia.

Bardo fu nominato ambasciatore di papa Urbano VIII e anche dei re d'Inghilterra nel 1623, ma revocò gli incarichi a causa di una malattia, morendo l'anno successivo, nel marzo del 1624.

L'Argonautica

Anni dopo il primo successo con Euridice e l'eccellente organizzazione del matrimonio di Maria de' Medici e del re Enrico IV di Francia, nel 1608 Bardo Corsi fu incaricato dalla famiglia Medici di occuparsi della celebrazione del matrimonio di Cosimo II de' Medici, Granduca di Toscana e Maria Maddalena d'Austria; tuttavia, in questa occasione, Bardo non poté contare sull'aiuto del fratello Jacopo Corsi e sulla sua influenza nell'ambiente artistico fiorentino, poiché questi era morto nel 1602.

Tra le altre cose, Bardo finanziò una delle diciotto navi fantastiche per la presentazione dell'Argonautica sul fiume Arno il 3 novembre 1608 a Firenze. Bardo commissionò la nave direttamente a Giulio Parigi, l'architetto ufficiale delle celebrazioni, e a Pompeo Caccini i disegni dei costumi e delle attrezzature per l'equipaggio della sua imbarcazione. Secondo la descrizione fornita da Francesco Cini, la nave di Bardo era quella dell'Anfião, il mitico marito di Niobe che riuscì, con la magia del suono della sua lira, a spostare le pietre necessarie per costruire le mura di Tebe. Un ospite, all'epoca, era interpretato dallo stesso Bardo, che, in tale veste, dirigeva la nave. La scena realizzata da Bardo, insieme a tutte le altre di Argonautica, fu raffigurata in un'incisione di Remigio Cantagallina.

Note

  1. ↑ Donatella Pegazzano, Committenza e collezionismo nel Cinquecento. La famiglia Corsi a Firenze tra musica e scultura, 2010.
  2. ↑ (EN) Bacchi, Federico Berti, Donatella Pegazzano, The Patronage of Domenico Maria Corsi Volume 1, 46 pp., Milano, 2016.
  3. ↑ Corsi Domenico Maria.

Bibliografia

Predecessore Marchese di Caiazzo Successore
(nuovo titolo) 1617 - 1624 Giovanni Corsi