| Baro | |
|---|---|
| Stati | |
| Lunghezza | 306 km |
| Portata media | 241 m³/s |
| Bacino idrografico | 41 400 km² |
| Altitudine sorgente | 557 m s.l.m. |
| Nasce | Confluenza dei fiumi Birbir e Gebba 8°14′27.96″N 34°57′39.24″E |
| Affluenti | Alwero, Jikawo |
| Sfocia | Sobat, alla confluenza con il Pibor 8°26′04.56″N 33°13′12.72″E |
Il Baro, conosciuto anche come Openo nella lingua degli Anuak, è un fiume dell'Africa orientale che attraversa l'Etiopia sud-occidentale e delimita parte del confine con il Sudan del Sud. È uno dei principali corsi d'acqua del bacino idrografico del Nilo Bianco e, confluendo nel Pibor, dà origine al Sobat. Il fiume ha una lunghezza di circa 306 km, che raggiunge i 560 km considerando i rami sorgentizi, e drena un bacino di circa 41.400 km². La portata media presso la foce è stimata in 241 m³/s.
Il Baro si forma dalla confluenza dei fiumi Birbir e Gebba, nella parte occidentale dell'Acrocoro Etiopico, a est della città di Metu, nella regione dell'Oromia. Da qui scorre prevalentemente verso ovest, attraversando la Regione di Gambela, dove gli altopiani lasciano progressivamente spazio a vaste pianure alluvionali.
Dopo aver attraversato la città di Gambela, il fiume prosegue verso il confine con il Sudan del Sud, ricevendo le acque di diversi affluenti, tra cui l'Alwero e il Jikawo. Nel suo tratto inferiore presenta un andamento sinuoso, con numerosi meandri e aree soggette a inondazioni stagionali. La confluenza con il Pibor, presso il confine sudsudanese, segna l'inizio del corso del Sobat, importante affluente di destra del Nilo Bianco.
Durante la stagione delle piogge, generalmente compresa tra giugno e ottobre, il Baro registra un considerevole aumento della portata, provocando estese inondazioni nelle pianure di Gambela. Parte delle sue acque alimenta inoltre le paludi di Machar attraverso il canale naturale del Khor Machar, contribuendo al mantenimento delle zone umide del bacino del Sobat.
Il Baro rappresenta il principale contributore idrico del sistema del Sobat, al quale fornisce una parte considerevole della portata annuale. Il suo regime è fortemente influenzato dalle precipitazioni che interessano gli altopiani etiopici, con piene concentrate nella stagione umida e una marcata diminuzione delle acque durante i mesi più secchi.
Le oscillazioni stagionali del livello del fiume determinano la formazione di vaste zone umide, praterie inondate e ambienti ripariali che costituiscono habitat importanti per la fauna e la vegetazione delle pianure occidentali dell'Etiopia. Il bacino riveste inoltre un notevole interesse per le risorse idriche, l'agricoltura e il potenziale sviluppo di sistemi di irrigazione e produzione idroelettrica.
Il Baro ebbe un ruolo significativo nelle esplorazioni europee dell'Africa orientale alla fine del XIX secolo. L'esploratore italiano Vittorio Bottego, che percorse la regione durante la sua seconda spedizione, propose di intitolare il fiume all'ammiraglio Simone Antonio Saint-Bon.
Nel 1902 il corso inferiore del Baro fu utilizzato per delimitare parte del confine tra l'Impero d'Etiopia e il Sudan Anglo-Egiziano, nell'ambito degli accordi territoriali conclusi tra il governo etiopico e quello britannico.
Il fiume costituì inoltre un'importante via di comunicazione per il commercio regionale. La città di Gambela si sviluppò come porto fluviale a partire dai primi anni del XX secolo, grazie alla possibilità di navigare lungo il Baro e il Sobat durante la stagione delle piene, collegando l'Etiopia occidentale alle regioni sudanesi del bacino del Nilo. L'attività di navigazione commerciale diminuì progressivamente nel corso del Novecento e fu ulteriormente compromessa dai conflitti che interessarono l'Etiopia e il Sudan.