Bebbia juncea (Benth.) Greene, 1885 è una specie di piante angiosperme dicotiledoni della famiglia delle Asteraceae, sottofamiglia Asteroideae, tribù Millerieae e sottotribù Galinsoginae. È l'unica specie del genere Bebbia Greene, 1885.
Il nome generico (Bebbia) è stato dato in onore di Michael S. Bebb (1833–1895), botanico americano ed esperto di salici. L'epiteto specifico (juncea) fa riferimento alla somiglianza con alcuni caratteri delle specie del genere Juncus, giunco.
Il nome scientifico della specie è stato definito dai botanici George Bentham (1800-1884) e Edward Lee Greene (1843-1915) nella pubblicazione "Bulletin of the California Academy of Sciences" (Bull. Calif. Acad. Sci. 1(4): 180) del 1885. Il nome scientifico del genere è stato definito nella stessa pubblicazione.




Portamento. Le piante di questa specie hanno un habitus arbustivo o anche suffruticoso.
Fusto. La parte aerea in genere è eretta e molto ramificata; forma dei cespugli densi e circolari più o meno arrotondati. Altezza media: 50-140 cm.
Foglie. Le foglie lungo il caule sono disposte in modo opposto (alternato in quelle più distali) e sono brevemente picciolate. La forma della lamina fogliare varia da lineare a sagittata. La superficie è monovenata o triplinervata e punteggiata di ghiandole.
Infiorescenza. Le sinflorescenze sono composte da capolini terminali in aperte formazioni panicolate o corimbose. I capolini, discoidi (raramente disciformi), sono formati da un involucro, con forme da emisferiche a campanulate, composto da 15-30 brattee, al cui interno un ricettacolo fa da base ai fiori di due tipi: fiori del raggio (qui quasi assenti) e fiori del disco. Le brattee, con forme da ovate o ellittiche, lanceolate o lanceolate-lineari, fortemente disuguali, sono dimorfe: quelle esterne sono erbacee, con margini spesso cartacei, ciliati, e faccia abassiale pubescente; quelle interne sono più cartacee, striate, con margini ciliati, e faccia abassiale da meno pubescente a glabrata. Le brattee sono disposte in modo più o meno embricato su 2-3 (5) serie. Il ricettacolo ha una forma debolmente convessa. Le pagliette del ricettacolo, persistenti, hanno delle forme lanceolate o lineari-lanceolate o lineari-ellittiche, sono conduplicate e ciascuna avvolge più o meno un achenio; sono inoltre scariose, striate, con margini ciliati, faccia abassiale glabra o glabrescente e apice trilobato. Diametro degli involucri: 5-15 mm.
Fiori. I fiori sono tetra-ciclici (formati cioè da 4 verticilli: calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri (calice e corolla formati da 5 elementi). Si distinguono in:
Frutti. I frutti sono degli acheni con pappo. La forma degli acheni varia da obconica a obpiramidale (spesso è compressa), con sezione trasversale da subcilindrica a debolmente angolata (3 - 4 - 5 angoli). La superficie è marrone, densamente pubescente e striata. Il pappo è formato da parecchie (15-25) setole o scaglie piumose di uguale lunghezza.
Riproduzione. Questa specie si riproduce per impollinazione tramite il vento (impollinazione anemogama) o insetti.
Dispersione. La dispersione dei semi avviene inizialmente a causa del vento (dispersione anemocora); una volta caduti a terra sono dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (mirmecoria) o da altri animali (zoocoria); gli uncini delle brattee dell'involucro si agganciano ai peli degli animali di passaggio disperdendo così anche su lunghe distanze i semi della pianta.
La specie ha un areale che si estende dagli Stati Uniti sud-occidentali (Arizona, California, Nevada, Nuovo Messico, Texas, Utah) al Messico settentrionale.
La famiglia delle Asteraceae (o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23000 specie distribuite in 1720 generi. La famiglia attualmente (2026) è divisa in 16 sottofamiglie; la sottofamiglia Asteroideae è una di queste e rappresenta l'evoluzione più recente di tutta la famiglia.
Per questa specie sono riconosciute valide le seguenti varietà:
Sono elencati alcuni sinonimi per questa entità:
La sottotribù Galinsoginae, all'interno della tribù, occupa un clade ben supportato, insieme alle sottotribù Jaegeriinae e Desmanthodiinae, la cui caratteristica maggiore è il numero cromosomico (2n = 16). Altre caratteristiche principali della sottotribù sono: le brattee dell'involucro non sono dimorfe, eventualmente sono subuguali o scalate in altezza; gli acheni variano da glabri a densamente pubescenti, con o senza pappo; il pappo è vario, ma per lo più è caduco.
Il genere Bebbia nella sua sistemazione nella sottotribù delle Galinsoginae ha avuto un percorso piuttosto accidentato. Inizialmente viene inserito nella sottotribù Galinsoginae (tribù Heliantheae) nel monumentale studio di revisione cladistica e citologica della tribù Heliantheae da parte di HaroId Robinson. In seguito con l'avvento della filogenesi molecolare dei cloroplasti, la sottotribù Galinsoginae (compreso Bebbia) è stata trasferita dalla tribù Heliantheae alla tribù Millerieae nella sottotribù Dyscritothamninae. In seguito ad ulteriori revisioni filogenetiche il genere Dyscritothamnus è risultato l'unico genere della sottotribù Dyscritothamninae per cui i suoi generi Bebbia Greene, 1885, Cymophora B.L.Rob., 1907 e Tridax L., 1753 sono stati trasferiti alle Galinsoginae.
Alcuni caratteri distintivi della specie:
Il numero cromosomico della specie Bebbia juncea è: 2n = 18.