| Beffi frazione | |
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| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Comune | |
| Territorio | |
| Coordinate | 42°11′32.5″N 13°40′32.8″E |
| Altitudine | 645 m s.l.m. |
| Abitanti | 42 |
| Sottodivisioni | Beffi, San Lorenzo, Succiano |
| Altre informazioni | |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Cl. sismica | zona 2 (sismicità media) |
| Cl. climatica | zona E, 2 362 GG |
| Cartografia | |
Beffi è una frazione del comune italiano di Acciano (AQ), in Abruzzo.
Il borgo è situato nella media valle dell'Aterno, a sud-est dell'Aquila. È collocato alla sinistra del fiume Aterno, su di una rupe a 645 metri s.l.m., in posizione panoramica verso il monte Sirente a sud-ovest. È inoltre ricompreso nel parco naturale regionale Sirente-Velino.
Posto in posizione baricentrica tra la conca aquilana e la conca peligna, Beffi dista circa 30 km dall'Aquila e 35 km da Sulmona.
Le prime documentazioni su Beffi risalgono al XI secolo, periodo in cui è già esistente la chiesa di San Lorenzo, descritta «in pertinentia castelli Bephi» e trasferita in quel periodo sotto il controllo dell'abbazia di Farfa in seguito alla donazione di Bernardo, figlio di Bezone. Successivamente il castello passò sotto il controllo di un figlio di Rainaldo di Beffi.

Con la fondazione dell'Aquila, il castello fu oggetto di contesa tra l'arcidiocesi dell'Aquila e la diocesi di Valva: nel 1257 papa Alessandro IV lo collocò al margine meridionale del contado aquilano, posizione confermata nel 1294 da Carlo II di Napoli, mentre nel 1360 è menzionato tra i territori valvensi. In questo periodo, il borgo fortificato rivestì un'importante funzione strategica, rappresentando di fatto — insieme con il borgo di Goriano Valli nella valle Subequana, sulla sponda opposta dell'Aterno — la porta d'accesso alla città dell'Aquila; di questa rilevanza è testimone un'eccellente produzione artistica di cui è capofila il Trittico di Beffi (1410-1416), capolavoro dell'arte gotica abruzzese.
In seguito appartenne agli Scalegni, ai Silveri ed agli Strozzi. Il castello cominciò ad essere abbandonato nel Settecento.
A partire dal XIX secolo, il territorio di Beffi con le sue ville (San Lorenzo e Succiano) venne unito a quello di Acciano, venendo ricompreso nella provincia dell'Aquila. Subì danni nel 1915 dal terremoto della Marsica ― che causò il trasferimento degli abitanti nell'area denominata «Beffi Superiore», causando lo spopolamento dell'originario nucleo medievale ― e, soprattutto, nel 2009 dal terremoto dell'Aquila.
Uno stemma di Beffi è visibile sul portale d'accesso al borgo fortificato e presenta San Michele arcangelo su di una torre.


Di seguito i principali eventi del paese:
Beffi è posto lungo la strada statale 261 Subequana che collega L'Aquila a Molina Aterno, dove l'arteria si innesta sulla strada statale 5 Via Tiburtina Valeria. Il paese dispone inoltre di una stazione ferroviaria della linea Terni-Rieti-L'Aquila-Sulmona collocata nelle vicinanze di San Lorenzo, circa 3 km a nord di Beffi.